Mons. Giovan Battista Pichierri
Mons. Giovan Battista Pichierri
Religioni

L'Arcivescovo prega per il bene comune nella guida di Barletta

L'omelia di monsignor Pichierri al solenne pontificale. Invoca la protezione di Maria Santissima dello Sterpeto

Ieri mattina, a cominciare dalle ore 11:00, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, ha avuto luogo il solenne pontificale presieduto da S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie. Come sempre, in questa occasione, momento cardine della Festa dei santi Patroni di Barletta Maria SS. dello Sterpeto e San Ruggero, la Concattedrale era gremita di gente. All'occhio è risaltata l'assenza della compagine governativa della città, forse a motivo della situazione di stallo creatasi a seguito della mancata elezione del presidente del Consiglio comunale, che vede il Sindaco Maffei dimissionario. Presenti le autorità militari e il Comandante dei Vigili Urbani.

Di seguito si propongono i passaggi più salienti dell'omelia dell'Arcivescovo – interamente incentrata a illuminare la figura di Maria, la Madre di Gesù, che, a Barletta, viene venerata sotto il titolo di "Maria santissima dello Sterpeto - che non ha mancato, sia pure brevemente, di fare riferimento all'attuale situazione amministrativa della Città:

"Maria è ' Mater Salvatoris' chiamata da Dio sin dal suo principio o concepimento immacolata. Dice la parente Elisabetta: ' .. e te beata, perché hai creduto'.

Il Nuovo Testamento evidenzia:
· la maternità messianica di Maria (si veda il Vangelo di Luca con l'evento dell'Annunciazione)
· Maria si pone alla sequela di Gesù (cfr. il Vangelo di Giovanni, in cui Maria è accanto al figlio nei pressi della Croce)
· Maria si presenta con un volto ecclesiale (negli Atti degli Apostoli, ella è nel Cenacolo con gli Apostoli)
Ella pertanto è l'icona utile per la fede la vita di fede".

L'Arcivescovo, prendendo spunto e citando l'omelia di Benedetto in occasione del solennità dell'Assunzione del 15 agosto del 2005, afferma: "Maria è assunta in cielo in corpo e anima: anche per il corpo c'è posto in Dio. Il cielo non è più per noi una sfera … Nel cielo abbiamo una Madre. Il cielo è aperto, il cielo ha un cuore. Maria è 'humilis ancilla Domini' che si gloria di proclamare la grandezza del suo e nostro Dio. Nel 'Magnificat' ella, ispirata dallo Spirito Santo, esprime la grandezza di Dio. Maria desidera che Dio sia grande nel mondo, sia grande nella sua vita, sia presente tra tutti noi. Non ha paura che Dio possa essere un 'concorrente' nella nostra vita, che possa toglierci qualcosa della nostra libertà, del nostro spazio vitale con la sua grandezza. Ella sa che, se Dio è grande, anche noi siamo grandi. La nostra vita non viene oppressa, ma viene elevata e allargata: proprio allora diventa grande nello splendore di Dio. Anche nel nostri tempo c'è l'irruzione di satana che tenta di distogliere i cuori e le menti da Dio e da Cristo"

Credere è un grande atto di intelligenza e della speranza umana nel Dio che è amore, comunione, tolleranza e pace, proprio come ce lo ha rivelato suo Figlio Gesù. I nostri progenitori temevano che, se Dio fosse stato troppo grande, avrebbe tolto qualcosa alla loro vita. Pensavano di dover accantonare Dio per avere spazio per loro stessi. Ma dove scompare Dio, l'uomo non diventa più grande: perde la dignità divina, perde lo splendore di Dio sul suo volto.

Alla fine risulta solo il prodotto di una evoluzione cieca, e come tale, può essere usato e abusato. E' proprio quanto l'esperienza di questa nostra epoca conferma quando l'uomo si esprime nella sua 'animalità' o come di ce S. Paolo 'nella carne' prescindendo dallo spirito.

Solo se Dio è grande, anche l'uomo è grande. Con Maria dobbiamo cominciare a capire che è così. Maria è la vergine della Parola e dell'ascolto sapiente che ha trapiantato evangelicamente la sua esistenza.

La Madre di Gesù, inoltre, è una donna riuscita nella vita perché amata da Dio e perché ha risposto esemplarmente all'amore donato, per cui Ella è 'donna del cielo,che non cessa di amare tutti coloro che sono stati redenti dall'oblazione del suo Figlio crocifisso.

Gesù, il Figlio, l'ha volta Madre di tutti i credenti. Alla sua bontà materna, come alla sua purezza e bellezza verginale, si rivolgono gli uomini di tutti i tempi e di tutte le parti del mondo nelle loro necessità e speranza, nelle loro gioie e sofferenze, nelle loro solitudini come anche nella condivisione comunitaria".

Mons. Pichierri fa riferimento alla richiesta di preghiere per il popolo del Congo, attraversato dalla guerra, formulatagli da Padre Michele Dinoia, sacerdote comboniano, nativo di Barletta. Nella sua città per un periodo di riposo.

E continua: "Anche noi oggi, come sempre, rinnoviamo il nostro affidamento a Lei, Madre dolcissima e amorosissima, e con affetto di fili, volgiamo rispondere al suo invito di ascoltare e di ubbidire a quello che Gesù ci chiede. Nell'Eucaristica che ci apprestiamo a celebrare, Gesù ci chiede di metterci nelle sue mani, per fare di noi, suoi discepoli, il corpo mistico che porta nel mondo, nella storia del nostro tempo la testimonianza del suo amore che ha reso figli dell'unico Padre, fratelli in Lui che si è fatto nostro primo fratello abilitati ad annunciare il regno di Dio sino ai confini della terra. Raccomandiamo alla nostra Madre non solo noi, ma tutti gli uomini e donne della terra. In particolare raccomandiamo la nostra Città per la situazione attuale che sta vivendo in campo sociale. O Maria, Regina e Madre di Barletta, prega per noi!

Al momento della preghiera dei fedeli, è stato l'Arcivescovo stesso ad aggiungere un'intenzione di preghiera per gli amministratori della Città, perché mettendo al primo posto le necessità del bene comune, ritrovino l'unità di intenti nella guida di Barletta.
  • Arcivescovo Giambattista Pichierri
  • Santa Messa
  • Maria Santissima dello Sterpeto
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