Natale in Brasile
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Il Natale dal Brasile con Padre Saverio Paolillo

Una lettera a Gesù Bambino

«Carissimo Gesù Bambino,
quest´anno il Natale in Brasile non sarà facile. Sarà all´insegna di Erode. Come dice il politologo Jessé Souza, il paese è diventato palco di un conflitto tra due progetti: il sogno di una nazione che cresce e coinvolge tutti attraverso politiche inclusive e emancipatrici e la dura realtà di una ristretta casta di privilegiati che si ostina a sfruttare i lavoratori e rapinare le ricchezze del paese per ingrassare le proprie tasche. Tu sai che idetentori del potere economico sono così ricchi che possono comprarsi l´appoggio necessario per imporre i loro piani. Non è difficile corrompere quei politici senza scrupoli che girano le spalle ai poveri e pensano soltanto ad arricchirsi.

Il governo, con l´obbiettivo di affrontare la crisi senza precedenti che affligge il Brasile, continua ad annunciare provvedimenti che rendono sempre più difficile la vita della gente. Ancora una volta sono i poveri a pagare il conto. Salito al potere dopo l´impecheament della presidente Dilma deposta attraverso un processo montato per assecondare gli interessi del capitale finanziario e degli investitori stranieri interessati nelle ricchezze del paese, l´attuale presidente sta adottando una politica economica ultra capitalista che arreca danno ai lavoratori, diminuisce gli stipendi, riduce la spesa sociale, impone regole che allungano l´età pensionabile e rende difficile la vita dei pensionati. Come se non bastasse, grazie alla complicità del parlamento, continua a rattoppare la Costituzione Federale del 1988 con emendamenti che riducono a brandelli uno dopo l´altro i diritti che i movimenti popolari sono riusciti a conquistare dopo secoli di ingiustizie e oltre vent´anni di dittatura militare. Avevi ragione tu quando dicevi che non si possono cucire pezze vecchie in panni nuovi, altrimenti la stoffa si strappa. Tutti i rammenti applicati alla Costituzione in questi ultimi mesi riportano a galla gli antichi privilegi delle oligarchie in abiti neo liberalisti trascinando i poveri verso nove nuove schiavitù sotto il comando di un padrone ancora più crudele che si chiama capitale. Ancora una volta gli interessi del mercato prevalgono sulla vita umana.

Scusami se ti disturbo. Alla fine dei conti, sei soltanto un bambino. Pur essendo Dio, hai preferito venire al mondo come tutti i neonati, piccolo e per di più povero. Ti sei affidato alle cure di due ragazzi senza un centesimo in tasca. Hai conosciuto, sin dal seno materno, l´esperienza della mancanza di accoglienza. Tutti ti hanno sbattuto la porta in faccia. Sei stato costretto a nascere in una stalla perché le autorità del tempo come quelle di oggi poco si importano con la salute della gente. Di povertà ne capisci molto, perché l´hai vissuta sulla tua pelle.

In questa notte di tenebre che avvolge il Brasile, facci luce! Come i tuoi amici pastori, i poveri della periferia soffrono da morire. Lavorano duramente tutto il giorno, ma vengono considerati fannulloni. Ci sono uomini e donne che, con il primo raggio di sole, escono per strada e mettono le mani nella spazzatura per strappare dall´immondizia il necessario per vivere. Con la crescita spaventosa della disoccupazione che colpisce oltre 12 milioni di brasiliani, molti ricorrono all´economia informale. Torna a crescere il numero di minori costretti ad entrare prematuramente nel mondo del lavoro. Quanti bambini, sotto il sole caldo del nord-est, affondano i piedi nella sabbia per convincere i turisti che si godono il mare a comprare la loro merce. Anche chi ha un lavoro in regola guadagna così poco che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. A peggiorare la situazione ci pensa la precarietà delle politiche pubbliche. Tutto funziona male. I bambini di Santa Rita, comune dello stato della Paraíba dove abito attualmente, hanno perso l´anno perché le scuole non funzionano da mesi. Qui felici sono le zanzare, i topi e le mosche perché ad essi appartiene la città. Montagne di spazzatura sparse da tutte le parti costituiscono un vero e proprio condominio di lusso per tutte queste piaghe. Lo sai anche tu la fatica che facciamo per arrivare alla nostra chiesa parrocchiale perché la strada di accesso é quasi tutta occupata dalla spazzatura. Non serve a niente protestare. "È colpa della crisi", gridano dal palco del teatro dell´assurdo gli amministratori pubblici con interessi privati servendosi del megafono dei mezzi di comunicazione sociale della confraternita della menzogna che si affrettano a spegnere microfoni e telecamere quando bisogna fare risuonare il grido degli oppressi. È tragico verificare che nel "Paese delle Mille Disuguaglianze", anche la crisi è stata contaminata dalla iniquità. Nel laboratorio dei potenti senza scrupoli è stata geneticamente modificata per diventare un' ennesima malattia dei poveri e attaccare soltanto i lavoratori assalariati, i superstiti dell´economia informale, i pensionati, i senza tetto e senza terra, i contadini, i barboni e miserabili in generale. È ora di dire che la colpa della crisi è soprattutto del sodalizio tra politici corrotti e imprese corruttrici col proposito di aggiudicarsi gli appalti pubblici.

Qui non è ancora arrivata la PACE che tu ci hai portato. Al suo posto é arrivata la PEC 55, detta anche PEC della morte. È una proposta de emendamento alla Costituzione che congela le spese con la sanità, l´assistenza sociale e l´educazione per i prossimi vent´anni. Scelte come questa sicuramente comprometteranno la vita di milioni di persone e approfondiranno sempre più il baratro tra una minoranza sempre più ricca e una maggioranza sempre più povera. Al posto della vita in pienezza che tu hai annunciato, ogni giorno e ad ogni angolo rischiamo di imbatterci nella morte. Sono oltre 40 mila le persone assassinate in Brasile ogni anno. Non è servito a niente dire che le persone valgono più della legge. Qui si approvano leggi che mettono in secondo piano la dignità umana. Tua madre ci riempì di speranza quando cantò nel Magnificat che tu avresti svuotato le tasche dei ricchi per riempire le mani dei poveri e che avresti deposto i potenti dai troni per rimettere in piedi i deboli. In Brasile siamo ben lontani dalla realizzazione di questo sogno. Neanche i pentiti dell´Operazione Autolavaggio, una versione brasiliana dell´Operazione Mani Pulite, è in grado di rovesciare dalle poltrone i politici corrotti che, come vampiri, hanno succhiato il sangue della povera gente appropriandosi illegalmente di ingenti somme di denaro pubblico. La magistratura fa la sua parte, ma siamo ancora lontani da un sistema giudiziario attento alle esigenze degli ultimi.

Da queste parti dire "Beati i poveri!" suona come una presa in giro. La dura realtà ci obbliga ad affermare "guai ai poveri" perché sono tante le difficoltà che devono affrontare. Le grane aumentano se purtroppo scelgono la strada della malavita. Sono ammucchiati in carceri che seguono rigorosamente i parametri dei campi di concentramento. Te ne sarai accorto anche tu quando ci accompagni nelle nostre visite ai detenuti. Proprio ieri hai visto le condizioni di Vera, una nostra amica, finita in galera per accuse senza fondamento e costretta a spremersi in una cella con altre 20 detenute. Ha il corpo pieno di dolori perché da giorni dorme per terra. Qui, ancora, una volta, beati sono i ricchi, anche quelli che violano la legge. Beati loro che possono pagarsi bravi e competenti avvocati perché sarà più facile ottenere il diritto al carcere domiciliare, da scontare in ville e appartamenti lussuosi come stiamo assistendo in questi giorni con i pentiti che collaborano con la magistratura nelle indagini sulla corruzione. Alle immagini dei poveri ammanettati mani e piedi, esposti al linciaggio pubblico, ancor prima di essere condannati, fa riscontro quella dei colletti bianchi che, pur avendo rubato molto di più di tanti detenuti poveri, sono condotti senza manette e a testa bassa. Al massimo sono obbligati a portare un braccialetto elettronico. Non puoi accusarmi di esagerare. Visto che sei l´Emmanuele, il Dio con noi, queste cose le conosci bene perché ci tiene a startene con la gente.

Vuoi un consiglio d´amico? Fa' attenzione quando vieni da queste parti perchè rischi di essere considerato un sovversivo e di essere inquadrato nella legge anti terrorismo che è stata approvata poco prima delle Olimpiadi per rendere ancora più difficile la vita dei movimenti popolari che passano per un processo di criminalizzazione. Io so che tu sei testardo. Non hai paura di metterti nei guai quando si tratta di difendere i più poveri. Ma è bene che tu sappia che in questo paese chi difende i diritti umani è tacciato come difensore di banditi. Non fare pasticci per non finire in una delle nostre carceri minorili che somigliano abbastanza con la galera in cui Erode rinchiuse tuo cugino Giovanni per porre a tacere la sua voce profetica. Ma non credere che siamo scoraggiati. Continuiamo a resistere. Nonostante le difficoltà, abbiamo portato avanti le nostre attività. La tua provvidenza non è mai mancata. Meno male che c´è ancora tanta gente che ti segue fedelmente ed è disposta a darci una mano. Anche qui non siamo da soli. Sono tanti, ancora, coloro che credono nel sogno di un mondo giusto e sono disposti a scommettere sulla sua realizzazione. Noi amiamo la gente e, proprio perché l´amiamo, vogliamo che giustizia sia fatta prima ancora della carità.

Ho tante richieste da farti, ma ne scelgo una in particolare: in questo Natale, cambia indirizzo. Per una volta dà priorità ai palazzi dei potenti. Lo so che fai fatica. Non ti senti a tuo agio, ma tenta. Chi lo sa che una tua visita inaspettata non riesca a cambiare il loro cuore. È difficile resistere alla tenerezza di un bambino, eccetto, naturalmente per quelli che nel loro petto, al posto del cuore, hanno la cattiveria di Erode. Quasi tutti loro dicono che sono cristiani. Approfitta di questa breccia. Nulla è impossibile a te. Se ti buttano fuori, non ti preoccupare: nelle casa dei poveri ci sarà sempre posto per te.

Quanto a noi, dacci in dono un Natale inquietante. È assurdo augurarsene uno felice finché ci sarà un bambino innocente braccato da Erode. Destaci dalla nostra sonnolenza. Cura la nostra cecità abbagliata dalle luci artificiali e ingannatrici del sistema. Dacci il coraggio di riorganizzarci ed occupare le piazze per esigere tutti i diritti che appartengono agli esclusi. Forgia la nostra lingua al fuoco del tuo amore per denunciare i sorprusi e proclamare la giustizia. Al popolo che da secoli aspettava un Messia forte e dominatore, sei apparso tu, piccolo e umile, per camminare con gli ultimi e portare a compimento insieme con loro quel mondo nuovo che nasce con te. Mantenendo la stella lontana dal palazzo di Erode e puntandola verso la periferia ci hai insegnato che il cambiamento viene dal basso.

Fa' che anche noi, guidati dalla tua stella, continuiamo a recarci in periferia per condividere la vita degli esclusi e adottare con loro uno stile di vita ispirato nel Vangelo. Grazie per avermi ascoltato. Auguro a te un Natale all´insegna dell´accoglienza e a noi un Natale coinvolgente e militante! Nonostante l´ombra di Erode parcheggiata su di noi, crediamo che tu sei il Cristo, la stella che viene a indicarci migliori cammini. Con te ce la faremo. Dio, Tuo e nostro Padre, dica bene di tutti noi».

Pe. Saverio Paolillo Missionario Comboniano
Pastoral do Menor e Carcerária da Arquidiocese da Paraíba
Centro de Defesa dos Direitos Humanos dom Oscar Romero - CEDHOR
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