Ruggiero Dimiccoli
Ruggiero Dimiccoli
La città

«Giusto intitolare a Ruggiero Dimiccoli il foyer del "Curci"»

La nota del giornalista Nino Vinella

"Nell'aver voluto intitolare il foyer del Teatro Comunale Curci al dottor Ruggiero Dimiccoli con la prevista cerimonia di questo pomeriggio alle 17,30, il Comune di Barletta salda il doveroso debito di riconoscenza verso chi ne volle fortemente il restauro e la valorizzazione come luogo di diffusione e di "produzione" della Cultura quale valore e motore fondamentale per la crescita della Città e del Territorio". Così nel suo ricordo il giornalista Nino Vinella, che prosegue sottolineando come l'iniziativa sia originariamente frutto di esplicita istanza avanzata dal Rotary Club già a gennaio 2020 pochi giorni dopo la sua scomparsa.

"A tanto Ruggiero Dimiccoli si adoperò quale combattivo presidente dell'Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Barletta e Canne della Battaglia, in ciò coadiuvato dal compianto suo Direttore Vittorio Palumbieri a cui è intitolata l'omonima Sala Rossa del Castello fin da luglio 2016 (giunta Cascella) su istanza del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia. Azienda che, soggetto terzo rispetto all'Ente civico, fu protagonista assoluta ed inclusiva di quell'irripetibile (per forza di cose e della mutata disciplina in materia) stagione avviata col restauro e proseguita con la gestione concessionaria del Curci e le fortunate stagioni di opera lirica e di prosa. Assumersi la responsabilità di un finanziamento proveniente dalla Cassa del Mezzogiorno e governarlo fino alla solenne riapertura (dicembre 1977 con l'intervento del presidente del consiglio Giulio Andreotti in perfetto stile Prima Repubblica) sarebbe stata davvero un'impresa se, in questo percorso, l'Azienda soggiorno e turismo, giusto in quegli anni, fosse stata un "partner" meno autorevole ed affidabile del Comune – proprietario del Teatro – di quanto in effetti esemplarmente fu. E come la stampa del tempo documentò puntualmente in ogni fase". Ed ancora: "Dalle prime esperienze della Pro Loco, nata nel 1960 per le Olimpiadi di Roma, fu la normativa al tempo vigente che consentì il varo dell'Azienda autonoma di soggiorno e turismo con un nome inclusivo ricordato proprio da Ruggiero Dimiccoli nel 1971 per la pubblicazione degli atti relativi al 1° convegno di studi: "Canne della Battaglia è uno dei massimi beni sul quale Barletta punta il suo avvenire turistico. La nostra Azienda di soggiorno e turismo si chiama appunto di Barletta e Canne della Battaglia e, l'aver voluto far riferimento nella intestazione a Canne della Battaglia, oltre a precisare che quella zona rientra nella sfera territoriale di nostra competenza, vuole indubbiamente precisare l'importanza che a Canne della Battaglia, come bene turistico, noi attribuiamo".

Di assai breve durata (un solo anno, da giugno 1996 a giugno 1997) l'esperienza di sindaco per Ruggiero Dimiccoli, eletto a capo di una coalizione di centrosinistra (area politica nella quale ha sempre coerentemente operato) dalla quale prese clamorosamente le distanze firmando le sue irrevocabili (quanto coraggiose) dimissioni, dimissioni mantenute: e ribadite benché una delegazione formata da autorevoli esponenti di quella stessa coalizione si fosse recata sotto i balconi della casa di famiglia, in Via Municipio, e che, raccontano le cronache, mai fu ricevuta nonostante le attese e le insistenze…

Scrivono infatti rotariani nella loro richiesta: "E' forse la migliore attestazione di ringraziamento a chi, negli anni "70, aveva lottato contro la burocrazia e l'ipocrisia per assicurare con tutti i mezzi ed i coinvolgimenti possibili il "restauro del Teatro Giuseppe Curci", pregevole esempio di architettura dei teatri dell'ottocento in Puglia (i lavori, avviati nel 1973, sotto la guida dall'arch. Mauro Civita, si conclusero nel 1977 con la riapertura pubblica alla presenza delle massime autorità regionali e nazionali). Carattere forte e per niente disponibile al compromesso, respinto sempre come sinonimo di debolezza e spesso di malaffare, tirava dritto per la sua strada, attirandosi, purtroppo e troppo spesso, azioni di contrapposizione nella esperienza amministrativa. Azioni che furono alla base della spregevole e indecorosa iniziativa che volle mandarlo a casa anzitempo. Uomo colto, profondo nella dialettica politica, forte di una vasta cultura e profonda umanità. Oggi, dovremmo un po' tutti essere orgogliosi e fieri della complessa e corposa eredità che ci è stata consegnata e della quale dovremmo sentirci virtuosi custodi, ma anche dinamici educatori verso le nuove generazioni".

E proseguono: "Altri ancora ne hanno esaltato l'uomo tutto d'un pezzo, quello prestato alla politica intesa come servizio, ma credente nei valori e nei principi della democrazia tutti profusi nel suo vissuto: dall'impegno giovanile nella Democrazia Cristiana, alla guida della Polisportiva Libertas (dalla quale furono patrocinate le prime edizioni del famoso Rally dei Castelli Svevi); dal decennale ruolo fattivo di Presidente dell'Azienda Soggiorno e Turismo (con la prosecuzione del patrocinio dei Rally dei Castelli Svevi, il restauro del Teatro Curci, la condivisione nel rilancio del Certame Cavalleresco della Disfida di Barletta, il gemellaggio con Herceg Novi, etc.) al contributo offerto alla costituzione della sezione locale di Barletta del Partito Popolare Italiano; in età più avanzata, nel mandato che la Città gli aveva consegnato con l'elezione diretta a Sindaco, pur conscio di quanto era accaduto a sua padre spentosi nella sede del partito per un infarto dopo una vivace discussione nella sede della locale DC, e, non ultimo, nella professione medica, nel mondo dei cui assistiti era molto amato e stimato. Sempre combattivo, con il costante pensiero e lo sguardo rivolto al mare, all'entroterra, alla cultura, alla collezione De Nittis, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico di questa Città e del territorio circostante, aveva creduto e lottato per la nuova l'istituzione Provincia estesa fino a Corato".
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