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Gestione spiagge libere, Legambiente: «Ai Comuni offriamo il nostro supporto»

Presidente Tarantini: «Si tratta di beni comuni che devono restare tali, ma per evitare al tempo stesso rischi per la salute serve l'adozione di un piano di gestione»

In vista della stagione estiva, i Comuni dovranno occuparsi per tempo di definire le modalità di fruizione delle spiagge libere: ne andrà garantito il libero accesso e un utilizzo sicuro e sostenibile. Non è compito facile e occorre ragionarci attentamente, definendo da ora, spiaggia per spiaggia, le misure che andranno adottate e, soprattutto, le capacità di carico di ogni singola spiaggia per prevenire pericolosi affollamenti. Legambiente si candida ad affiancare le amministrazioni locali nella predisposizione di un piano di gestione delle spiagge libere, ossia di pianificare con gli enti locali una strategia per affrontare al meglio una stagione che sarà centrata sul distanziamento sociale.

Se sui tratti di costa in concessione il rispetto delle regole spetterà al titolare della concessione, più complesso sarà ottemperare agli obblighi di legge sulle spiagge libere. Una sfida che Legambiente intende raccogliere e rilanciare, pena il fatto che troveranno più fiato in questa circostanza le voci di quanti chiedono da tempo di ampliare la quota di spiagge in concessione perché su queste sarebbe più facile il rispetto delle regole e le misure di sanificazione. Il tratto di demanio costiero libero da concessioni è il più delicato fra i beni comuni e rappresenta una risorsa straordinaria per il nostro Paese sia sul piano ambientale che sociale. Come tale ne va quindi garantito l'utilizzo, soprattutto in questa fase di emergenza in cui sarà necessario soddisfare un bisogno di svago.

«È una fase delicatissima che coincide con l'avvio della stagione balneare – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – in cui sarà complicato rispettare le misure di distanziamento sociale necessarie per evitare il contagio del virus. Non è utile tuttavia cedere i litorali liberi a privati, aspettandosi da loro maggior controllo e rispetto delle regole. Si tratta di beni comuni che devono restare tali, ma per evitare al tempo stesso rischi per la salute serve l'adozione di un piano di gestione delle spiagge libere, strategia che deve includere le opportune misure sanitarie di prevenzione e indicazioni precise per la tutela dell'ambiente. Noi ci siamo. Ai Comuni offriamo tutto il nostro supporto per affrontare, insieme, i mesi a venire». Legambiente sottolinea che molte disposizioni sanitarie che andranno adottate, a partire dalla riduzione del numero dei bagnanti, ben si conciliano con misure di limitazione dell'impatto ambientale sulle spiagge. È opportuno coniugare questi due aspetti, quello sanitario e ambientale, cogliendo l'occasione per adottare provvedimenti che possano diventare pratica diffusa e permanente.

L'associazione ambientalista invita i Comuni ad attivarsi in questa direzione e offre il proprio supporto nella messa a punto di corrette misure di gestione fra cui:
  • La definizione al più presto della capacità di carico antropico per ciascuna spiaggia;
  • La realizzazione di materiale informativo con le disposizioni da adottare (rispetto distanza fra ombrelloni o asciugamani, utilizzo dispositivi sanitari ecc.) e l'adeguata distribuzione;
  • La previsione, accanto alle misure prettamente sanitarie, anche di indicazioni di carattere ambientale. Occuparsi delle proprie spiagge è un buon momento per far passare messaggi di cura delle stesse, distribuendo sacchetti per il recupero della plastica abbandonata in spiaggia, informazioni per l'eventuale individuazione di tracce di ovodeposizione di tartarughe marine e così via;
  • La predisposizione di luoghi di sanificazione in prossimità delle spiagge (serbatoi con acqua e disinfettante);
  • La definizione di adeguati piani di mobilità con aree di parcheggio controllate e a numero chiuso, che filtrino e regolamentino il flusso di bagnanti alle spiagge, con particolare attenzione alla mobilità fossil free (ciclabili temporanee, stalli sorvegliati per bici ecc.);
  • L'individuazione di una task force (volontari, pro loco, protezione civile, ausiliari ecc.) cui affidare il controllo delle presenze in spiaggia, superate le quali si possano attivare le forze dell'ordine per vietare l'ingresso alle spiagge;
  • L'adozione in talune situazioni di pratiche di delimitazione e prenotazione degli spazi, come fatto in altre situazioni facendo ricorso ad app di prenotazione.
  • Legambiente
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