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Territorio

“Facciamo un po’ di chiarezza sulla (reale) storia della Provincia”

Parola alle carte della storia. Intervento di Michele Grimaldi

«Ho letto con vero piacere – esordisce, in un messaggio inviatoci in redazione, Michele Grimaldi, funzionario dell'Archivio di Stato di Barletta - e un po' di soddisfazione (lasciatemelo dire!) l'articolo di Paolo Doronzo sulla Provincia BAT (nome a dir poco strano) il quale afferma, argomentandolo, che l'istituzione dell'Ente "è stato un errore". L'errore, come al solito nei casi come questi è stato generato dallo scriteriato e stupido campanilismo che ha portato ad un aborto e non al parto che tutti avevano prospettato.

Chi ha avuto il piacere, come il sottoscritto, di assistere alla prima seduta del Consiglio Provinciale non ha potuto non notare che tutti gli intervenuti, in rappresentanza dei dieci Comuni facenti parte del nuovo Ente, hanno espresso la loro felicità per l'avvio amministrativo atteso da più di un secolo e mezzo. A nessuno però (ci mancherebbe altro che qualcuno lo avesse fatto), oltre a ricordare, il trito e ritrito 1854 (ma perché ricordano solo quello?) come anno iniziale nel quale il nostro territorio aveva rivendicato autonomia amministrativa, è venuto in mente di raccontare come effettivamente erano andate le cose e di quanti ostacoli erano stati posti e ancora pongono (non gli va bene neanche la targa BT, come si dice "padron d' ciucc all'a pid"), da città, ora co-capoluogo, sulla strada che ha portato all'istituzione della Provincia.

Non vogliamo fare inutile campanilismo anche perché allo stato attuale delle cose tutto è stato deciso e non sarebbe ostativo per nessun discorso futuro, ma abbiamo il forte bisogno di far conoscere ai cittadini del territorio come effettivamente sono andate le cose. Il pezzo poteva avere come titolo anche "Quando la nave affonda…i topi scappano" e non sarebbe stato più azzeccato di così perché è proprio quello che sta accadendo nella storia recente della Provincia.

Innanzi tutto vogliamo evidenziare due errori involontari (?) commessi dal Presidente Ventola nella suo saluto al costituente Consiglio Provinciale della Bat. Il primo è il ricordo, doveroso, rivolto a due figure che hanno lottato per la nuova Provincia: Don Luigi Filannino e il senatore Domenico Borraccino (perché sono stati dimenticati il dott. Carlo Ettore Borgia e Pino Dicuonzo?). Ma quando mai, pregiatissimo Presidente, Don Luigi e Mimì Borraccino hanno speso le loro energie per la BAT? Al contrario hanno combattuto fino all'ultimo esclusivamente per la Provincia di Barletta e mai hanno pensato, nemmeno lontanamente, di battersi per una provincia tricefala.

Seconda imprecisione aver datato la storia della neonata Provincia al 1854. Niente di più errato! Bisogna precisare e porre un netto confine tra la BAT e la Provincia di Barletta e si perché della prima si inizia a parlarne solo dal 6 giugno 2001 (disegno di legge 2562 firmato dai deputati Sinisi – Rossi) mentre la seconda data un secolo e mezzo prima.

Infatti, nella famosa relazione inviata il 1854 dal Sovrintendente Santoro a Ferdinando II Borbone veniva spiegato che "… il territorio che gravita intorno alla valle dell'Ofanto, che sin dai tempi antichi ebbe per suo naturale capoluogo l'Università di Barletta, la quale varie volte e per vari secoli, nel corso e ricorso degli eventi storici, e dell'ascesa o della decadenza delle contrade, in dipendenza delle varie guerre, aveva tenuto persino il ruolo di Capoluogo di Regione, ha avuto uno sviluppo economico al di sopra di ogni previsione … e per questi motivi pensiamo sia necessario renderlo autonomo amministrativamente e proponiamo la costituzione della Provincia dell'Ofanto per regolare il commercio dell'intero Regno di Napoli ". Vi sembra che nella relazione si faccia il nome di altre Città o al contrario si accenni "velatamente" alla possibilità di Barletta capoluogo di Provincia? Più chiaro di così…

Queste sono soltanto due delle non verità di una lunga sfilza di inesattezze o dimenticanze compiute da tanti personaggi.

Chi ha sempre parlato di policentricità – prosegue Grimaldi - e ha accusato di campanilismo Barletta e i suoi rappresentanti forse non sapeva, per ignoranza storica, che subito dopo la fine della seconda Guerra mondiale, il 26 settembre 1947, il Sindaco di Trani, ora città co-capoluogo, avv. Guido Maffuccini, inviava una lettera al Sindaco di Barletta Isidoro Alvisi che aveva come oggetto "Invito ad eliminare nome Sindaco di Trani dal Comitato per le rivendicazioni per Barletta Provincia". Nel corpo della lettera si leggeva che "… devo manifestarle il più vivo disappunto per l'inclusione non consentita del mio nome, in quanto la cortesia, anche se formalmente innocua, si presta a creare una situazione personale di equivoco… giacché ritenevo, come ritengo, che la creazione di una Provincia limitrofa costituirebbe un grave pericolo per questa Città (!!!), già dolorosamente mutilata ( da Bari e soprattutto dal Ministro fascista Di Crollalanza lo stesso che aveva posto il veto all'istituzione nel 1927 della Provincia di Barletta n.d.r.) nel 1923 della sua gloriosa Corte di Appello. Deve esserle poi noto che questo Consiglio Comunale, nello scorso agosto, votò in seduta straordinaria un ordine del giorno per le cittadine rivendicazioni le quali tendono a sollevarne all'antico splendore le tradizioni di Trani e questo contrasta con le richieste concorrenti di altri Comuni viciniori ".

Alla faccia della policentricità e avanti tutta con il campanile! Ma non finisce mica qui perché, dopo dieci anni esatti, la contrarietà alla provincia si riproponeva con un articolo pubblicato sul quotidiano il Tempo del 12 marzo 1957 nel quale si ribadiva la volontà di vedere Trani capoluogo. Come ammoniva George Moore? Ah si " La strada sbagliata sembra sempre la più ragionevole ". E chi può dargli torto?

Qualcuno ben informato può indicare, naturalmente documenti alla mano come si fa in questa rubrica, una proposta di legge presentata in quegli anni per l'elevazione della Città di Trani a Provincia? Restiamo in attesa.

Vogliamo riportare un caso contrario a quello di Trani e cioè di due Città che all'inizio avevano aderito entusiasticamente alla nuova Provincia e che diversamente, qualche anno fa, hanno optato per la Provincia di Bari. Stiamo parlando di Corato e Molfetta. Il primo a dare la propria disponibilità fu il Comune di Molfetta che nella persona del Commissario Prefettizio Cav. Avv. Camillo Perna il 5 luglio 1923 comunicava all'omologo di Barletta che "… con provvedimento odierno ho dato piena adesione al voto espresso nella riunione dei sindaci tenuta costà il 17 giugno p.p. mese relativo alla costituzione di una nuova provincia avente il suo capoluogo Barletta ". Seguiva parimenti dopo soli undici giorni la lettera del Sindaco di Corato con la quale si trasmetteva "… copia della deliberazione di questo On. Consiglio Comunale del 7 luglio 1923 n.64 per l'oggetto "Voto di adesione pel mantenimento ed ampliamento del Circondario di Barletta". Ci piace concludere riportando l'adesione di un Comune che non rientrava neanche nella Regione Puglia bensì in Basilicata, stiamo parlando di Genzano che con delibera del Consiglio Comunale del 9 luglio 1923 n.145, chiedeva di far parte della Provincia di Barletta.

A scanso di equivoci torniamo a ribadire – conclude l'interessante missiva - che gli atti riportati fanno parte del materiale documentario dell'archivio storico del Comune di Barletta e vogliamo solo sperare che qualcuno se ne renda conto di persona prima di elargire a piene mani inesattezze sulla plurisecolare storia della BAT».
  • Provincia Barletta-Andria-Trani
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