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Politica

Tempi duri per l'ambiente, la riflessione di Democrazia Cristiana Barletta

«I piani di tutela scritti sulla carta dagli Enti preposti vanno applicati»

«Tempi duri per l'ambiente della nostra città, infatti l'attenzione dei cittadini riguardo i problemi ambientali che da tantissimo tempo affliggono il nostro territorio sembra essere calata. Purtroppo non si può dire che siano calati i valori di pericolosità per la loro salute e per la tutela ambientale della nostra meravigliosa natura. Le istituzioni comunali, provinciali, regionali e nazionali preposte, secondo noi, alla luce dello stato dell'opera degli interventi infrastrutturali e di progettazione dedicati a salute e ambiente stanno operando in maniera impropria, incongrua ed improduttiva» scrive in una nota Francesco Musti, il delegato all'ecologia per la Democrazia cristiana di Barletta.

«Ad oggi finanziamenti da milioni di euro, spesi per esempio sul canale Ciappetta Camaggio o per la collocazione dei frangiflutti dal litorale di ponente alla fiumara risultano essere interventi tappa buchi, che sicuramente non risolvono i molteplici problemi che riguardano la risistemazione delle nostre coste. Ricordiamo all'amministrazione comunale che in campagna elettorale si era parlato di interventi sui canali che sfociano direttamente sulla spiaggia di ponente atti a depurare l'acqua che oggi porta elementi inquinanti nocivi alla salute dei cittadini, recintare le zone con strutture tra l'altro di scarsa sicurezza non serve, bisognava far partire i lavori dal primo giorno di insediamento della giunta.

La presenza all'interno della città di fabbriche che trattano materie chimiche durante i loro processi di produzione, bruciando in qualche caso p.e.t e plastiche varie derivate dal riciclaggio del materiale di risulta delle produzioni industriali, anche se dotate di autorizzazioni ed operino nel pieno rispetto delle norme nazionali e internazionali, sicuramente non rende il nostro territorio più salubre. Non miriamo, sia chiaro, alla chiusura di nessuna di queste attività, che comunque sono una parte del nostro indotto commerciale, ma soltanto a suggerire interventi e soluzioni REALI legati al reindirizzo della produzione verso prodotti ecocompatibili. Se a tutto questo aggiungiamo il degrado e la mancanza di verde pubblico e della relativa manutenzione, il cattivo utilizzo che i cittadini fanno dei loro veicoli intasando il centro e le vie cittadine di macchine che riempiono i nostri polmoni di fumo di scarico altamente nocivo e altri comportamenti sociali non rispettosi delle regole ambientali, avremo una visione reale della situazione dell'ambiente della nostra città. Se larga parte della politica istituzionale locale dorme, noi della Democrazia Cristiana di Barletta siamo ben vigili e presenti, al fianco dei cittadini e delle associazioni che si dedicano con impegno alla tutela dell'ambiente, lanciando un messaggio di speranza ai cittadini che ci proietti verso un futuro più sicuro per la natura e la salute del nostro territorio. Passando ai fatti presentiamo ai cittadini il programma di interventi che secondo noi andrebbero attuati per risolvere nel tempo i problemi su indicati.

Le norme ambientali europee, statali, regionali vanno applicate nella Provincia Barletta, Andria, Trani, in particolare bisogna prendere atto del fatto che gli ecosistemi presenti sul territorio non sono integri ma profondamente alterati e la salute dei cittadini che ivi risiedono e/o lavorano non è al sicuro: è minacciata e danneggiata. Una delle cause sta nel fatto che i controlli ambientali non sono effettuati con regolarità ed efficacia dagli organi preposti ed i cittadini non sono correttamente informati e formati sui rischi ambientali – sanitari. Le Istituzioni locali devono redigere un programma delle attività previste in materia ambientale, come anche gli operatori economici pubblici e privati devono predisporre un sistema di gestione ambientale. Le scuole di ogni ordine e grado dovrebbero impartire lezioni di educazione ambientale, ciò porterà a destinare i fondi europei, statali, regionali e locali ad investimenti a finalità ambientale. Le banche dovrebbero prevedere e valutare nella concessione dei mutui e finanziamenti il RATING ambientale. I proventi della raccolta differenziata si possono in parte impiegare per borse di studio in materia ambientale. Il censimento, la bonifica e ripristino dei siti contaminati vanno pianificati ed eseguiti secondo le norme in vigore e le attività repressive dei reati ambientali devono comportare la confisca dei beni oggetto di tutela. Vanno progettate nuove attività di recupero delle materie prime secondarie, avviati mezzi di trasporto alimentati con carburanti eco compatibili e promosso l'uso di veicoli ecologici per la mobilità urbana. Va incentivato il trattamento e recupero delle acque per gli usi consentiti e diffuso l'uso di materie prime biodegradabili nei processi produttivi, vanno attuate azioni preventive della produzione dei rifiuti.

Realizzare nei centri abitati il verde pubblico ed i parchi urbani, i parchi naturali vanno costituiti, protetti, valorizzati e gestiti per lo sviluppo del territorio, la conoscenza e la tutela della fauna e la flora autoctona. I piani di tutela (acque, suolo, aria, ecc.) scritti sulla carta dagli Enti preposti vanno applicati ed in particolare il mare e le coste vanno monitorati tutto l'anno non soltanto in vista della stagione balneare. Fiumi, canali, torrenti e falde devono essere oggetto di manutenzione e risanamento ambientale. Devono ricercarsi ed utilizzarsi le migliori tecnologie disponibili per prevenire ed eliminare gli inquinamenti e si devono incentivare interventi di riconversione produttiva ed energetica per un'economia circolare».
  • Ambiente
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