Bene confiscato alla mafia
Bene confiscato alla mafia
Istituzionale

Dalla criminalità alla collettività, al Comune di Barletta un immobile in strada Vecchia Andria

Il bene confiscato alla mafia ospiterà i cittadini di etnia rom

Elezioni Regionali 2020
La Giunta comunale ha esaminato e approvato la delibera di acquisizione di un bene confiscato alla criminalità organizzata per destinarlo a finalità sociali, in vista della formale consegna da parte del prefetto che si è svolta ieri mattina. Il Comune di Barletta ha colto l'opportunità emersa da uno specifico procedimento riguardante l'utilizzazione di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, avanzando, con nota del 27 marzo 2014, alla competente Agenzia Nazionale, una manifestazione d'interesse all'acquisizione di una costruzione abusiva con annesso terreno. La richiesta è stata accolta dall'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati che, con decreto del 28 maggio 2015, ha disposto il trasferimento dell'immobile al patrimonio indisponibile del Comune di Barletta. La Giunta ha dato, quindi, mandato al sindaco di acquisire il bene confiscato consistente in una costruzione in corso di completamento, con annesso terreno, sita nella strada Vecchia Andria n. 56, per destinarla – come da decreto dell'Agenzia – a finalità sociali, con particolare riferimento all'ospitalità di un "campo sosta" per famiglie appartenenti ad etnie nomadi di Barletta attualmente residenti in un insediamento risultato incompatibile con gli assetti urbanistici determinati dall'attuazione del Piano per l'edilizia economica e popolare. È stata conseguentemente revocata la deliberazione di Giunta n. 255 del 31 dicembre 2010 con la quale era stata autorizzata una progettazione preliminare per la sistemazione di un insediamento per la comunità Rom in aree private, in quanto gli atti espropriativi non avevano avuto seguito pregiudicando il procedimento.

Alla consegna erano presenti il Sindaco Pasquale Cascella, il Procuratore della Repubblica di Trani Carlo Maria Capristo, il Procuratore Aggiunto Francesco Giannella, il Procuratore Aggiunto della DDA Pasquale Drago, il Questore di Bari Antonio De Iesu, il Comandante della Legione Carabinieri Puglia Gen. Giovanni Cataldo, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Gen. Vincenzo Papuli, il rappresentante del Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato Valeria Flore, il Direttore dell'Agenzia del Demanio Filiale di Puglia e Basilicata Marta Settimi, il rappresentante del Provveditore Interregionale Opere Pubbliche Campania Molise e Puglie Maurizio Di Monte. La Giunta ha incaricato i dirigenti di competenza di delineare una suddivisione funzionale del bene confiscato tra la costruzione abusiva (soggetta a permesso di costruzione in sanatoria, in modo da garantirne la messa in sicurezza in vista dell'apposito procedimento di assegnazione per finalità sociali, sulla base di quanto previsto dall'apposito regolamento comunale), e il terreno e le pertinenze libere da attrezzare per collocarvi, anche con soluzioni emergenziali o di protezione civile, un campo sosta per i cittadini di etnia Rom attualmente residenti in precarie condizioni nella 167. Sarà contestualmente avviato un progetto di fattibilità d'insieme, per un Centro servizi di accoglienza temporanea, verificando le opportunità di specifici interventi pubblici.

"E' un messaggio di legalità che viene lanciato oggi con il risultato concreto della lotta alla criminalità organizzata in termini di restituzione di sicurezza sociale alle nostre comunità, come aveva voluto Pio La Torre, che proprio per aver promosso la legge che colpisce al cuore finanziario e patrimoniale, è stato assassinato dalla mafia". Così si è espresso il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, nel corso della consegna ufficiale. "Purtroppo - ha precisato il sindaco - questo bene, composto da una costruzione abusiva e da un annesso terreno, è in condizioni di abbandono, degrado e devastazione. Il Comune, fiducioso di poter contare sul sostegno e sulla condivisione collettiva, ha comunque già provveduto alla rimozione delle opere non sanabili, alla messa in sicurezza e alla bonifica delle aree libere di pertinenza, predisponendo gli allacciamenti ai servizi pubblici essenziali. L'auspicio è che si possa coniugare la soluzione dell'emergenza con un intervento più strutturale coinvolgendo la comunità cittadina in una scelta di valore simbolico, perché quando le istituzioni si mostrano unite nell'assumersi la responsabilità della sicurezza c'è anche il risultato sociale".
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