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"Da consumarsi preferibilmente": la campagna di informazione contro gli sprechi alimentari

Informare i cittadini per recuperare le eccedenze alimentari incentivandone le donazioni

«Tutti e tutte noi conosciamo benissimo la dicitura riportata nell'immagine allegata "da consumarsi preferibilmente entro il" seguita da una data. La conosciamo perché la troviamo stampata sulla confezione di una vastissima gamma di prodotti alimentari refrigerati, congelati, essiccati (pasta e riso), in scatola o altri alimenti quali olio, cioccolata, pasta, riso ecc. Bene, quella data è il Termine Minimo di Conservazione (TMC) e cioè la data entro cui un prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche e può essere venduto. E che succede quando un prodotto alimentare raggiunge o supera quella data? È nocivo per la salute? Può essere venduto? Può essere consumato? Deve essere buttato?».

È l'incipit della campagna di informazione promossa da alcune associazioni del territorio e diffusa dal presidente dell'Ambulatorio popolare di Barletta - OdV, Cosimo D. Matteucci, dalla presidente dell'Ambulatorio popolare di Canosa - OdV, Nunzia Sorrenti, dal presidente di Legambiente Trani, Gianluigi Colangelo, dalla presidente de Il Colore degli Anni - OdV, Angela Dicuonzo e dal presidente di AnimaTerrae, Vincenzo di Cugno.

«Con questo articolo - proseguono - risponderemo a queste domande sfatando alcune credenze e chiedendovi fin d'ora di condividerlo al fine di farlo conoscere a quante più persone possibile. Gli alimenti che abbiano raggiunto o superato il Termine Minimo di Conservazione sono perfettamente commestibili, se le condizioni di conservazione specificate nelle istruzioni sono state rispettate e la confezione è integra. Lo stabilisce la legge 166/16 declinata in Puglia con la legge regionale n. 13/17.

Questi prodotti potranno aver perso qualche proprietà organolettica e per questo motivo, essendo venuto meno il loro valore commerciale, non potranno essere venduti ma non sono dannosi per la salute dei consumatori e soprattutto possono essere donati a chi ne ha bisogno.

Dopo quanto tempo dopo il superamento del TMC possono essere consumati? Per rispondere a questa domanda soccorre il Manuale di buone prassi operative realizzato dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e Caritas Italiana per le organizzazioni che si occupano di recupero e distribuzione delle eccedenze, nell'ambito della filiera dell'aiuto alimentare. Il Manuale è stato validato dal Ministero della Salute a dicembre 2015, in conformità al Regolamento CE n. 852/2004.

Nel Manuale (pag. 29) è contenuta la tabella allegata come immagine, in cui gli alimenti con il TMC superato sono suddivisi in 16 categorie di prodotti indicando per ciascuna l'intervallo di consumo consigliato ed alcune raccomandazioni. Il manuale è scaricabile da questo link.

Ben diversa è la data di scadenza, che sostituisce il termine minimo di conservazione nel caso di alimenti rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico (ad es. uova, pesce, carne tritata e latte fresco) ed è stampata sulle confezioni dei prodotti dopo la dicitura "da consumarsi entro il". Gli alimenti che hanno superato la data di scadenza sono considerati a rischio e non possono essere né venduti, né donati e né consumati.

Questo articolo rientra in una campagna di informazione avviata dall'Ambulatorio popolare di Barletta OdV, dall'Ambulatorio popolare di Canosa - OdV, Legambiente Trani, AnimaTerrae e Il Colore degli anni - OdV, al fine di recuperare le eccedenze alimentari ed evitarne lo spreco incentivandone le donazioni a favore di tutte le organizzazioni che si occupano della loro redistribuzione in favore delle persone più deboli della comunità.

Altri ne seguiranno nella speranza che possano essere utili allo scopo. Nessuno resti indietro - concludono - nulla rimanga come prima».
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