Stemma di Barletta
Stemma di Barletta
Politica

«Cupi pensieri per il futuro di Barletta», una lettera dell'ex sindaco Raffaele Fiore

Riflessione sull'attuale contesto politico-amministrativo

Una lettera di analisi dell'attualità (non solo politica) di Barletta, la firma l'avvocato Raffaele Fiore, ex sindaco di Barletta: la proponiamo di seguito in formato integrale.

«Tra i miei messaggi whatsapp ce n' era uno, rimasto in bozza, che recitava: "A Mino Cannito, sullo stesso cammino, fraternamente. Raffaele Fiore". Anni addietro, da ex Sindaco, avevo in animo di inviarlo per augurargli buon lavoro. Ben presto è però sopravvenuta la delusione per scelte improvvide e non condivise e quel messaggio è rimasto nel cassetto. Ad avviso di chi scrive, semplicemente in forza dei suoi diritti di cittadino, si sono infatti succedute stagioni infelici ed anche quest'ultima estate è stata tempo di insuccessi: cancello di ingresso chiuso a Villa Bonelli; barriera di chiusura del braccio di Levante; divieto di balneazione a Ponente per il canale H; Jova party 2026 trasferito a Bari ed area della ex Cartiera sottoposta a sequestro penale. Si avvia purtroppo ad iniziar male anche l'autunno. La scuola "D'Azeglio", fucina dei primi saperi per generazioni e generazioni di barlettani, non avrà prime classi per mancanza di iscrizioni. La chiusura del plesso, insensatamente sbandierata da tempo ad opera di incauti amministratori comunali, pur in assenza di finanziamenti per le opere programmate, ha spaventato le famiglie per l'incertezza dei plessi di collocazione degli alunni. Per la D'Azeglio, iconico istituto scolastico in città, senza prime classi, resta spezzata ogni idea di futuro ed alla città è stata intanto inferta un'ulteriore ferita.

Proviamo allora a guardarlo da vicino il greve contesto politico-amministrativo, che continua a registrare insuccessi e sconfortanti risultati.

Iniziamo dal Consiglio Comunale. Ogni volta che lo si celebra, la percezione è di uno spettacolo di assoluta mediocrità fra trash, risse verbali e retoriche di incerta ed usurata grammatica. La presenza delle telecamere, per parte sua, si rivela deleteria; induce infatti alla goffaggine molti consiglieri, che si fanno o sbraitanti e ruggenti o dispensatori di scontatissimi e noioisissimi interventi, pur di stare in tv. Il quadro di insieme che, in linea generale e con le debite eccezioni , se ne ricava, è di scarsa e confusa cultura politico—istituzionale e, non raramente, di assenza del buon senso che faccia da limite ed argine. Peggiora il quadro, sempre ad avviso di chi scrive, la ingombrante invadenza dell'attuale Presidente del Consiglio Comunale, ineccepibile nel rapporto interpersonale con lo scrivente, ma tronfio capopopolo nell'impegno politico e prepotente arbitro del bene e del male nell'assise consigliare. Una pavida assemblea gli consente di usare una arroganza, che andrebbe ricondotta al principio di realtà delle norme statutarie e regolamentari, che tratteggiano un Presidente primo tra uguali e non già un principe rinascimentale. Resto convinto, comunque, in linea generale, che l'autorevolezza non si acquisti con comportamenti che potrebbero evocare il "Io sono io e voi non siete un ca**o " del monicelliano Marchese Del Grillo, ma ben può essere anche degli Stoner (popolarissimo straordinario personaggio della letteratura americana ) e cioè di uomini assolutamente semplici e normali, la cui grandezza proviene dall'uso della volontà, intelligenza e cuore.

Con riconoscibilissime eccezioni, ce n' è anche per la opposizione. Restano infatti inspiegabili gli affondi mancati e la sostanziale inconcludenza riguardo ad alcune questioni di forte valenza politico-amministrativa (tra le altre: l'ampliamento della discarica di san Procopio con amministratori , di fede forzista, ieri nel pubblico ed oggi nel privato, che segnano un incerto confine tra affari e politica, elemento questo inopportunamente trattato dalla opposizione tra l'ombra ed il silenzio).

Quanto al Sindaco, anch'egli ineccepibile nei rapporti interpersonali con lo scrivente, ivi compresi quelli di natura professionale intercorsi con il Comune, troppe volte incapace di aplomb ed iracondo a sproposito, lo si ritrova sistematicamente proteso a negare per sé la possibilità di limiti ed errori e, se si aprono vuoti e squarci imprevisti, è subito incontenibile inquietudine.

Si avvita allora nella contraddizione e negli errori di cui egli stesso è causa, se, ai numeri necessari per sopravvivere politicamente, sistematicamente sacrifica il reclutamento e l'affiancamento di capacità e competenze adeguate. Quello del Sindaco, per importanza, qualità e quantità del compito, non può essere la navigazione di un uomo solo al comando. I comparti assessorili andrebbero responsabilmente affidati non già a chi capita ( e per tanti assessori per una durata non superiore allo spazio di un mattino), bensì alle migliori intelligenze ed ai migliori saperi , che in città certamente non mancano. Chi lo ha conosciuto al tempo, rimpiange il consigliere comunale Cannito, mirabile interprete di quel ruolo.

Al quadro tratteggiato aggiungasi la sostanziale insignificanza dell'azione dei contropoteri, quali le reti di informazione, poco inclini ad essere disturbanti nei confronti del Palazzo. Il risultato di tutto ciò è una città in evidente regresso, non competitiva, non innovativa, non partecipativa e fattasi anche fisicamente buia e grigia. All'amministrazione in carica, persistentemente adusa a millantare pseudosuccessi, a riservare per sè autoindulgenze assolutorie per il malfatto e a riversare la responsabilità sempre sugli altri, è d'obbligo rivolgere anche alcune domande senza la pretesa di esaurire il desolante panorama. " L'Italia assassinata dal cemento" grida da anni De Gregori di "Viva l'Italia" ed allora quando Barletta si vocherà ad essere città "green" e cesserà l'assedio del cemento, idolatrato dal gruppo consigliare di Forza Italia, mentre altrove la città moderna, anche a motivo della crisi climatica, decostruisce e rigenera, depavimenta e fa riforestazione?

Quando, insieme al locale Senatore forzista ed alla Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, si smetterà di spacciare per crescita il depotenziamento di funzioni del nostro Porto, mentre quello di Bari cresce a dismisura? In questa estate, due soli ormeggi in rada, e solo per qualche ora, di un veliero a quattro alberi (e non già di una nave da crociera), con passeggeri accolti a spese della città nei provincialissimi modi di un villaggio rurale (banda musicale , chiusura di strade e autorità in abito da festa), possono essere tali da far dire al Senatore forzista, con altri sodali in coro, che "favoriscono lo sviluppo del territorio, che avrà tutte le carte in regola per attrarre investimenti e creare nuove opportunità di lavoro?". Barletta, con l'adesione alla Autorità di Sistema Portuale, ad avviso di chi scrive, ha cessato di essere padrona del suo Porto e, sul piano della effettiva utilità, destano perplessità anche le opere programmate per i due moli. L'ingegnere navale, Mimmo Doronzo, tecnico e uomo di mare, barlettano doc, dopo averlo fatto a più riprese in città, è pronto a confrontarsi, per smentirli, con i facili profeti di vittorie e successi per il nostro Porto. Quando cesserà la deprivazione senza tempo di beni comuni, com'è avvenuto per Villa Bonell,e come sta accadendo per il braccio di Levante (risorsa vitale ed irrinunziabile per i barlettani)?

Quando la cultura uscirà dal cono di luce di Tolkien e degli scrittori di gradimento governativo, lautamente foraggiati per la presentazione dei loro libri in città, e cesserà soprattutto di essere statico e ripetitivo folklore per diventare cultura generativa, all'interno della quale le nostre grandezze (Disfida, De Nittis e Canne, tra le tante) siano creativi punti di partenza e non già punti di arrivo? Può conclusivamente affermarsi che le amministrazioni Cannito hanno fatto scelte che hanno cambiato il volto, l'economia e la storia della nostra città ? Può dirsi che Barletta è comunità moderna ,che corre, si rinnova, ed ha una chiara idea di futuro o è una città che ha smesso di essere guida per l' hinterland e pensa davvero in piccolo? Quando l'amarezza si fa densa per le scontate risposte a tutte queste domande, sei portato a far tuo l'accorato canto e grido del Cirano di Guccini: "Tornate a casa, nani / levatevi davanti; / per la mia rabbia enorme/ mi servono giganti".

A rabbia dissipata, mi limito a dolermi del tempo inutilmente consumato, degli appuntamenti mancati e di quanto irrimediabilmente perduto, mentre, per la scadenza elettorale del 2027, con il rinnovo del governo cittadino, si addensano cupi pensieri e la paura che il futuro di Barletta possa essere la continuazione del tristissimo presente».
© 2001-2026 BarlettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BarlettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.