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Scuola e Lavoro

Covid-19, come cambierà l'esame di maturità a Barletta

Fine di un anno scolastico insolito. Zoom, Skype, Teams: al contatto umano sono subentrate le "piattaforme"

Da tre mesi a questa parte la quotidianità di ognuno di noi ha subito un brusco cambiamento di rotta a causa dell'emergenza Coronavirus. Il 4 Marzo 2020 è stata la data cardine per un cambiamento destinato probabilmente ad entrare a far parte della storia italiana, sicuramente di quella più recente: in questo giorno il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il primo DPCM con cui si prevedevano misure per il contenimento della diffusione del virus COVID-19. Tantissime frange della popolazione sono state chiamate ad uno stop forzato da lavoro e impegni; basti pensare che, ad eccezione dell'area sanitaria e di quella del grande commercio di alimenti e prodotti essenziali, tutto il resto di Italia si è fermato e non tutti sono ripartiti.

La scuola non è stata risparmiata da questo cambiamento e ha dovuto adeguarsi alle direttive, perdendo l'aspetto che più la caratterizza: il contatto diretto insegnate-studente. All'aula scolastica sono state sostituite le mura domestiche, alla lavagna lo schermo di un PC, di un tablet o di un cellulare, al dialogo diretto e ravvicinato uno schermo che talvolta sarà sembrato cupo, freddo e distaccato. La tecnologia è ormai una compagna di casa che è impossibile ignorare. Il progresso tecnologico ha portato uno schermo nelle case di ognuno e le case di ognuno dentro uno schermo.

La generazione dei ragazzi nati nel Terzo Millennio si porta da anni l'etichetta di "generazione digitale" sulle spalle, essendo stata a contatto con dispositivi tecnologici e connessioni online sin dall'infanzia ed avendo di conseguenza imparato a convincerci ben più facilemente rispetto alla generazione precedente. Stavolta è stata chiamata a quello che, volendo, si può definire un primo vero test: in un' epoca in cui gli impegni sono a portata di "click", gli scambi "epistolari" avvengono in una frazione di secondo grazie alle applicazioni di messaggistica e per far visita ad un parente basta sedersi sul divano di casa e far partire una videochiamata, il futuro è diventato il presente e per garantirsi il diritto all'istruzione le classi si sono dovute incontrare via telematica: Zoom, Microsoft Teams e Skype sono state le applicazioni più utilizzate in questa emergenza.

Barletta non è stata da meno e, dalla scuola primaria fino agli istituti superiori, ha dovuto reagire a questa emergenza nel miglior modo possibile, cercando di far fronte comune per svolgere al meglio le attività. Arrivati ai primi di Giugno, un nuovo esame è all'orizzonte. Stavolta, però, è un esame già conosciuto: si chiama esame di maturità e toccherà alla stragrande maggioranza dei nati nell'anno 2001. In occasione dell'esame di maturità il "Casardi", il "Cafiero", i plessi del Polivalente e tanti altri istituti superiori della città e della provincia torneranno ad aprire i battenti e ad offrire le loro aule per il regolare svolgimento delle prove, con tutte le precauzioni del caso.

La maturità è un avvenimento dall'elevatissima carica simbolica: è il trampolino di lancio verso il mondo degli adulti, la fine di un tipo di sistema scolastico fatto da aule ristrette e gruppi di persone, per approdare in un ambiente ben più ampio e impersonale, quello dell'università. Ma soprattutto è lo scoglio più alto da superare per sentirsi per la prima volta, almeno per qualche istante, autonomi.

Cambierà rispetto all'esame di maturità degli anni scorsi? La didattica a distanza ha generato opinioni poco omogenee e spesso in contrasto tra loro: catapultati in un mondo estraneo alla maggioranza di professori e allievi, molti sono riusciti a far fronte al problema, ma altrettanti hanno avuto difficoltà più o meno ampie con lo svolgimento e di lezioni e compiti per casa. Tutto sommato queste difficoltà non hanno minato la struttura dell'esame di maturità, che si svolgerà in maniera molto simile rispetto agli scorsi anni, con poche differenze dettate dalla situazione, come ad esempio la presenza di una commissione totalmente interna; mentre qualche cambiamento lo si potrà forse notare nello svolgimento vero e proprio dell'esame, che potrà soffrire i problemi e le lacune dovute alla didattica a distanza.

Se da un lato si è andata a rafforzare la capacità di studio autonomo e la crescita psicologica dello studente, dall'altro è venuto a mancare quel contatto diretto insegnate-allievo che non è solo rapporto di studio, ma rapporto umano, naturale empatia, confronto immediato e decisivo. Un aspetto che non va sottovalutato in un sistema scolastico che vede i professori come istruttori e insegnanti, ma anche come educatori e formatori del cittadino di domani. Un aspetto che è naturalmente più amplificato nella scuola di grado inferiore: nella scuola media dove lo studente inizia a capire chi è, ma soprattutto chi vuole essere e nella scola elementare, nella quale il bambino per la prima volta percepisce la figura dell' "altro" e inizia ad avere rapporti con la società al di fuori di casa. Neanche loro sono stati immuni da questo passaggio all'istruzione tecnologica.
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