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Consiglio comunale in un'aula quasi deserta, si accende la polemica

Numero legale di presenze superato a stento e caos tra i consiglieri, si cercano le soluzioni

Un Consiglio comunale dalle presenze decimate, quello svoltosi ieri presso il teatro "Curci" e subito caratterizzato da toni forti ed infervorati.

Il dibattito iniziale ha riguardato, in primis, la tanto discussa delibera sulla conversione del diritto di superficie in diritto di proprietà delle cooperative in zona 167 che sembrerebbe non riuscire a trovare una realizzazione concreta, dati i tempi lunghi dell'iter legislativo.

Dopo una breve introduzione da parte dell'assessore al Bilancio Vittorio Pansini, a prendere la parola è stato il consigliere Pier Paolo Grimaldi che ha attaccato duramente l'Amministrazione comunale, tacciandola di superficialità fino al punto in cui parrebbero essere i cittadini ad anticiparne gli interventi su alcune problematiche.

Molto più drastico Cosimo Cannito che ha addirittura sostenuto la presenza di «mafiosi nei ranghi amministrativi della città», riferendosi sempre alla gestione economica del diritto di proprietà. «Il cittadino non è soddisfatto nelle proprie richieste – ha proseguito Cannito – perché siamo circondati da assessori senza personalità». «Pansini intervenga o chieda aiuto al Consiglio affinché si possano risolvere situazioni che durano ormai da anni» ha poi concluso. Intervento straordinario del sindaco Pasquale Cascella che ha esordito, affermando che la questione patrimoniale richieda un punto fermo per vedere, finalmente, la propria risoluzione. «L'ufficio di Bilancio è stato creato ad hoc per prevenire le difficoltà economiche del Comune. L'unica colpa che l'Amministrazione si assume, è quella di non aver pensato prima ad una tale strategia d'intervento».

Oggetto dell'assemblea è poi stato la pubblica sicurezza, argomento introdotto dal consigliere Flavio Basile, capogruppo della lista civica "Adesso Puoi". «È necessario potenziare la presenza delle Forze dell'Ordine, per garantire a tutti i cittadini un servizio adeguato» ha subito fatto presente il presidente della commissione Lavori Pubblici, ricordando i diversi fatti di cronaca locale quali furti in attività commerciali ed abitazioni. «Esistono angoli di questa città in avanzato stato di degrado e non solo in periferia. In questi spazi, la politica non arriva e con essa anche la legalità» ha aggiunto Basile. Ancora una volta, pronta la risposta del primo cittadino: «Condivido questa preoccupazione ma, i dati fornitici dalla Prefettura riguardo gli illeciti commessi nell'area di Barletta, sono rassicuranti. Nonostante il loro numero esiguo, alcuni reati creano una forte risposta emotiva da parte di tutti». «Col nuovo anno, sono stati stanziati 170.000 euro per le Forze dell'Ordine locali» ci ha tenuto a precisare Cascella che non ha dimenticato il PON di sicurezza a cui il Comune parteciperà nei prossimi mesi.

Infine si è passati alla trattazione principale, quella del riconoscimento e presa d'atto del debito fuori bilancio attribuito dal Tribunale di Trani alla Città di Barletta. La somma da pagare, ammonterebbe a 246.000 euro riguardo cui la consigliera di "Sinistra Unita" Maria Campese ha espresso incertezza, per una carenza di fondi nelle casse comunali. Il provvedimento è stato poi subito sottoposto a votazione, trovando favorevoli tutti i 21 presenti. Critico Carmine Doronzo che, dopo aver richiesto una seconda votazione per invertire i punti all'ordine del giorno, ha lamentato la scarsa presenza di consiglieri al tavolo assembleare. «Desolante ciò che oggi viviamo. Una sala consiliare deserta e che, a mio parere, non possiede neanche il numero legale per proseguire». Per il resto della seduta il disordine ha regnato, tra interrogazioni datate novembre 2014 – quella di Marzocca sui luoghi cittadini abbandonati – e viavai generale di membri del Consiglio.

Sempre sull'assenteismo ha fatto leva l'intervento di Giuliana Damato. «Vergognosa questa situazione, aula deserta e risposte brevi e superficiali da parte degli assessori» ha accusato la consigliera di sinistra. Ultimo contributo rilevante è stato quello di Grazia Desario che ha invitato la stessa Damato a chiedersi il perché di tale mancanza. «Superati i 30 giorni di silenzio da parte degli assessori interrogati, subentra il vero ruolo del consigliere: quello di cercare risposte e non aspettare che le stesse arrivino».

Giornata di lavoro all'ombra delle polemiche per i vari membri del Consiglio comunale, quasi a voler ribadire un malcontento generale anche su questioni che richiederebbero un dialogo pacato tra le parti. Il numero minimo di consiglieri presenti poi, lascerebbe pensare ad un disinteresse verso fatti che riguardino da vicino la cittadinanza. Difficile comunque ragionare e trovare risposte all'altezza delle richieste dei cittadini, in un clima di insofferenza totale e con un'aula consiliare sempre più simile ad una steppa della cosa pubblica.
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