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Consiglio comunale di Barletta, diventa un caso la gaffe in streaming

Una frase "osé" fa ridere il web e indignare la politica

Una "turbolenza" nella routine del consiglio comunale di Barletta ha attirato insolite attenzioni sulla recente diretta in streaming, facendo il giro dei gruppi Whatsapp. Durante il dibattito, a microfono acceso sono state inavvertitamente registrate un paio di frasi dal tono "osé", suscitando imbarazzo e risatine tra i presenti online.

Quei pochi secondi sono subito diventati virali, suscitando post ironici di ogni tipo. Reazioni non troppo distanti da quelle del video di qualche settimana fa con il parroco che per sbaglio aveva attivato i filtri automatici durante la diretta della Santa Messa, o il commento piccato del giovane laureato durante la proclamazione online per il voto ritenuto troppo basso.

A Barletta si è verificata questa ormai iconica gaffe, non certo prima e nemmeno ultima di una serie, ai tempi dello streaming forzato per tutti.

Meno risate e più indignazione sono subito arrivate dalle fila del Partito Democratico. In un nota a firma della segreteria del PD (Rosa Cascella, Antonio Gorgoglione, Antonio Diviccaro, Bruno Lattanzio, Ezia Bizzoca, Luca Lacerenza, Filomena Seccia, Antonio Comastri) si legge: "Quello che abbiamo ascoltato in occasione dell'ultimo consiglio comunale, per voce di un esponente dell'amministrazione, è indegno e inaccettabile. Non può esserci giustificazione alcuna per un rappresentante delle istituzioni che si abbandona a momenti "privati" nel bel mezzo dell'esercizio delle sue funzioni pubbliche. Non possiamo in alcun modo sorvolare o far finta di niente. È venuto meno il rispetto nei confronti dei cittadini, sono state calpestate le Istituzioni e offese tutte le donne presenti in consiglio nell'adempimento del proprio ruolo. Chiediamo rispetto. La difficile situazione del Paese richiede, più che in altri momenti, decoro e sobrietà a coloro che sono chiamati a rappresentare i cittadini.
Per questo auspichiamo che l'assessore in questione abbia almeno la sensibilità di chiedere scusa alle cittadine e ai cittadini di Barletta. Qualora ciò non dovesse avvenire ci rivolgiamo al sindaco e al presidente del consiglio comunale affinché difendano rispettivamente l'onorabilità della Città di Barletta e il decoro del massimo organo rappresentativo, adottando gli opportuni provvedimenti nei confronti dell'assessore, che con tale deplorevole comportamento, assunto durante lo svolgimento della più alta assise comunale, ha offeso e umiliato la cittadinanza tutta".

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