Festa Patronale
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La città

Come hai passato la festa patronale? Le risposte dei barlettani

«Sperando in un futuro migliore dove comune e comitato feste possano collaborare, e magari cercare di coinvolgere di più la cittadinanza con proposte concrete e attive»

Finita la festa patronale, possiamo dire che sia giunto il momento dei bilanci e noi abbiamo intervistato qualche Barlettano, scegliendo un campione di giovani, di diverse fasce d'età, per poter ascoltare un loro parere.

Come hai passato la festa patronale?
A questa domanda possiamo dire che ci sono state risposte molto simili, per esempio Giuseppe il nostro primo intervistato, ha voluto sottolineare il fatto che dopo due anni di assenza della festa per cause di forza maggiori, l'attesa era molto forte, invece Paola, la più grande degli intervistati, ha detto: «Come sempre rimanendo a Barletta e cercando di vivere, per quanto possibile, la città in questi giorni di festa, partecipando in primis agli appuntamenti religiosi che rappresentano il fondamento di questi tre giorni, non rinunciando alla passeggiata tra le bancarelle e al classico "panino della Festa della Madonna"»

Cosa ne pensi di tutta l'organizzazione, dalle luci, alle bancarelle, agli eventi ecc? In particolare cosa ne pensi degli eventi?
Paola ha espresso il suo pensiero facendo riferimento al fatto che per lei si poteva fare meglio, sottolineando il fatto che questa non è una lamentela o una critica sterile, bensì un dato di fatto. Per lei l'impressione é quella che manchi una programmazione e ritiene che bisognerebbe rivedere in toto il modo di intendere l'organizzazione della festa patronale, ma più in generale degli eventi religiosi o folkloristici capaci di divenire veri e propri attrattori turistici così come avviene in altre località.


Invece Giuseppe, ha voluto proprio sottolineare la parte burocratica del tutto e ci ha detto: «Penso che l'unica enorme nota negativa di questa festa sia la lentezza dell'apparato pubblico burocratico. I fondi erano stati stanziati dal commissario straordinario il 24 Giugno, mentre con grande ritardo, una settimana dopo circa, le gare di appalto e le eventuali aggiudicazioni». Per poi continuare il suo pensiero dicendo «Il programma risulta scarno di eventi e iniziative anche rispetto alle città limitrofe. Le bancarelle devono ritornare nel centro Città per permettere di far gustare le bancarelle a tutte e tutti».
Alcune critiche sull'organizzazione sono giunte da alcuni intervistati anche sull'aspetto parcheggi, i quali hanno detto: «É stato scomodissimo o quasi impossibile trovare un posto auto in città"

Secondo te c'è stato un giusto bilanciamento tra gli eventi folkloristici e quelli di fede?
«Gli eventi di fede rispettano un calendario da anni ben consolidato, mentre quelli folkloristici variano a seconda di quanto la tasca permetta. La festa è una commistione tra sacro e profano e non si può chiedere a tutti di accontentarsi dei momenti di preghiera, pertanto bisognerebbe garantire eventi folkloristici e di aggregazione egualmente attrattivi. Cosa che non di certo non è stata» Giuseppe rispetto a Paola sembra molto più speranzoso verso il futuro definendo questo un "anno di prova" post pandemia e dice: «Penso che il comitato feste patronali e l'Arciprete abbiano fatto il massimo per poter legare in maniera decisa la fede popolare e il folklore». Per poi concludere: «Si deve sicuramente migliorare».

Sei riuscito a vedere una città veramente in festa?
Possiamo dire che ci sono stati tutti dei pensieri concordanti. Paola dice «Devo ammettere che personalmente l'impressione avuta sabato sera, poco passeggio e poca gente, è stata ribaltata domenica: io ho visto tanta gente ad attendere ai bordi dei marciapiedi, dopo due anni di stop, il passaggio dei Santi Patroni, anche se mi è stato riferito che l'affluenza dipendeva dalle zone e che comunque non era paragonabile al passato. Relata refero! Tuttavia non si può dire che la città non sia stata in festa!» Giuseppe invece ha voluto anche evidenziare il fatto che si dovrebbe creare il legame tra il centro città e la periferia, con vari eventi durante le tre giornate di festa.


Domanda classica che ogni anno crea molti pensieri discordanti e molte critiche: come sono stati i fuochi d'artificio quest'anno?
Domanda che tocca molte note dolenti, ma che mette tutti d'accordo. Si arriva addirittura a paragonarli a quelli di un diciottesimo o perlomeno i peggiori di tutti questi anni! Per poi arrivare a tralasciare altro genere di considerazioni in merito all'opportunità di pensare soluzioni alternative ai fuochi pirotecnici per questioni ambientali, oppure in ambito di bilancio comunale da poter dedicare a tutto il mondo della cultura barlettana e non a cercare di trovare all'ultimo fondi e "benefattori"
Antonella invece, ragazza di 20 anni, é stata meno drastica, ma ha concluso dicendo "ho sentito moltissime critiche e paragoni, soprattutto rispetto a quelli della vicina Trani"

Come é cambiata la festa patronale rispetto a tanti anni fa?
Paola dice: «È cambiato materialmente molto (una questione dibattuta col partito del pro e del contro è quella della collocazione delle bancarelle, fonte di svariate discussioni circa l'opportunità o meno di riportarle in centro), ma di fondo è cambiato il modo di intendere la festa da parte dei barlettani: prima la si attendeva come se fosse il Natale per viverla in famiglia ed in città, ora, è un dato incontrovertibile, si tende a scappare».
La più giovane tra gli intervistati, Antonella, a conferma del tutto ci dice: «Rispetto agli altri anni, la festa si sente molto meno, c'é meno attaccamento soprattutto all'aspetto religioso».

Consigli o proposte da poter esprimere in vista dei prossimi anni?
«Credo che la strada da percorrere risieda nel cercare delle sponsorizzazioni, prevedere un cartellone di eventi diversificato, promuoverli con lauto anticipo, prevedere un piano viabilità e parcheggi per chi arriva da fuori città, dare un ampio respiro ad una festa che è dei barlettani ma, perché no, potrebbe attirare chi barlettano non è». Giuseppe invece cerca di ampliare il tutto pensando a una programmazione completa di tutta "L'Estate Barlettana" (festa patronale, l'Assunta compresa magari anche con la ripresa della fiera, san Ruggero e i vari eventi di cartellone, con lauto anticipo. E concludere dicendo: «La festa della Madonna è cultura del popolo, fonte di fede e di turismo».

Bilancio positivo o negativo?
Cari lettori lasciamo a voi la scelta, sperando in un futuro migliore dove comune e comitato feste possano collaborare, e magari cercare di coinvolgere di più la cittadinanza con proposte concrete e attive, per far tornare la nostra festa patronale, una vera e propria festa sentita e vissuta da tutti i barlettani e magari perché no, anche turisti.
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