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Associazioni
Canale H, Michele Cianci: «La storia ci insegna che l'unità è la prima condizione per difendere Barletta»
La nota del presidente del comitato operazione aria pulita Bat
Barletta - martedì 28 luglio 2026
11.56 Comunicato Stampa
«Prima di affrontare il tema del Canale H, riteniamo doveroso ricordare una delle pagine più significative della storia della nostra città. Sulla Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Barletta era incisa una celebre epigrafe: «Nel anno 1528 fu sachegiata et destructa Barlecta per la discordia de li citadini.» Quell'iscrizione ricordava il sacco di Barletta del 1528 e fu concepita come un monito alle generazioni future: la città non fu travolta soltanto dalla forza del nemico, ma anche dalle profonde divisioni interne che impedirono una risposta unitaria. Oggi il significato di quell'epitaffio è più attuale che mai: quando una comunità si divide diventa più debole; quando si unisce trova la forza di risolvere i propri problemi». Così il presidente del comitato operazione aria pulita Bat, Michele Cianci.
«Il Canale H riguarda la salute pubblica, l'ambiente, il turismo e il futuro della città. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche di mettere da parte le polemiche e lavorare insieme. L'OAP propone un tavolo tecnico permanente e chiede di valutare anche uno studio di fattibilità per il prolungamento della condotta verso il largo, subordinatamente alle verifiche tecniche e alle autorizzazioni di legge, compreso il parere della Soprintendenza ove necessario. Le polemiche dividono. Le soluzioni uniscono. Barletta merita un mare pulito, sicuro e una strategia condivisa».
«Il Canale H riguarda la salute pubblica, l'ambiente, il turismo e il futuro della città. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche di mettere da parte le polemiche e lavorare insieme. L'OAP propone un tavolo tecnico permanente e chiede di valutare anche uno studio di fattibilità per il prolungamento della condotta verso il largo, subordinatamente alle verifiche tecniche e alle autorizzazioni di legge, compreso il parere della Soprintendenza ove necessario. Le polemiche dividono. Le soluzioni uniscono. Barletta merita un mare pulito, sicuro e una strategia condivisa».
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