
Attualità
Anche a Barletta accelera la desertificazione: 70esimo posto con il -25,4% di imprese attive in 13 anni
L’analisi “Città e demografia d’impresa” di Confcommercio e le parole del Presidente Divenuto
Barletta - venerdì 20 marzo 2026
Negli ultimi tredici anni, dal 2012 al 2025, le città italiane hanno visto sparire 156mila negozi e attività ambulanti, oltre un quarto del totale, come illustra l'analisi "Città e demografia d'impresa" dell'Ufficio Studi Confcommercio, presentata il 12 marzo scorso a Roma nella sede nazionale della Confederazione.
L'Ufficio Studi di Confcommercio analizza 122 città italiane stilando una classifica dei comuni con calo delle imprese in cui Barletta si posiziona al 70esimo posto (dato poco migliore di altre città del Mezzogiorno e della Puglia). A sparire sempre di più sono attività come edicole, negozi di abbigliamento e calzature, librerie a favore di attività di ristorazione, della categoria alloggi nel settore del turismo (b&b, affittacamere, case vacanze) e di attività di e-commerce.
Riguardo questo, proprio la Confcommercio specifica: "Nel 2025 le vendite online rappresenteranno oltre l'11% dei beni acquistabili e il 18% dei servizi, mentre tra il 2015 e il 2025 l'e-commerce quasi triplica (+98,4%), passando da 31 a oltre 62 miliardi di euro. Nel frattempo, le piccole superfici commerciali restano ferme, accentuando il calo di negozi fisici e l'attrattività delle città."
L'aumento dell'utilizzo di siti e-commerce da parte dei consumatori, la comodità e i prezzi dei grandi magazzini, riassumono le parole del Dott. Divenuto, Presidente Confcommercio Barletta: "Le motivazioni sono molteplici, ad esempio la concorrenza dei colossi della grande distribuzione (centri commerciali) ma maggiormente l'e-commerce che oggi non è più utilizzato dai giovani ma un po' da tutte le fasce d'età, cosa cui ci ha abituati la pandemia, dal momento che le varie piattaforme non sono costrette a rispettare le ferree regole del commercio tradizionale (saldi/promozioni ecc. ecc.). Inoltre, con la politica delle consegne entro le 24 ore successive, dei resi e/o sostituzioni super veloci e a costo zero, non lasciano scampo al commercio di prossimità."
Il fenomeno della desertificazione commerciale e il calo dei servizi di prossimità per abitante non riguardano esclusivamente i comuni più piccoli, in cui delle volte si registra persino l'estinzione di servizi essenziali, ma interessano anche i comuni di dimensioni maggiori, che mostrano una significativa riduzione dell'offerta in rapporto alla popolazione.
Soprattutto al Sud attività di ristorazione e legate al turismo che da una parte arricchiscono il territorio, e d'altra parte lo impoveriscono a discapito della vivibilità di chi quei territori li abita tutto l'anno considerandoli 'casa'.
Il turismo, di fatti, produce un effetto positivo sul commercio attraverso l'aumento del reddito locale in molti settori in maniera collaterale, ma può incidere sui costi delle locazioni residenziali, sui beni e servizi acquistati quotidianamente dai residenti, riducendo la popolazione stabile e, di conseguenza, la domanda di servizi di prossimità.
Anche Barletta, anche se in percentuale minore rispetto ad altre città pugliesi, è stata colpita da questo trend negativo. Dalla sezione di Barletta dell'elaborazione aggiornata dell' Ufficio Studi Confcommercio su dati Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne presente sul sito https://www.confcommercio.it/-/citta-demografia-impresa, si deduce che dal 2012 al 2025 il numero di imprese di commercio al dettaglio (per citarne alcuni: alimentari e non, mobili e ferramenta, edicole, libri e giocattoli, abbigliamento e calzature…) è diminuito da 1250 attività -tra centro storico e non- a 983 attività -tra centro storico e non, con la chiusura di ben 267 attività sul territorio cittadino in poco più di dieci anni. Dietro questi negozi famiglie con necessità e obiettivi, tradizioni costrette a cessare.
Allo stesso tempo, le attività come alberghi, bar e ristoranti sono passate da 395 a 435. Una differenza che potrebbe sembrare piccola, ma in un territorio come quello della città di Barletta, ha una rilevanza importante. Rappresenta l'evoluzione del mercato, delle mode e dei bisogni di acquirenti e imprenditori. Abbiamo chiesto al Dott. Divenuto, Presidente Confcommercio Barletta, cosa aspettarci in questo campo in futuro: "Saranno necessari la riqualificazione dei centri cittadini con servizi e trasporti adeguati. Di questo Confcommercio sta già lavorando attraverso il progetto Cities."
Tramite il progetto Cities, Confcommercio chiede ai sindaci e agli assessori un confronto costruttivo su temi quali: riconoscere le imprese di prossimità come attori del governo urbano, dotarsi di strumenti di conoscenza, disciplinare l'offerta commerciale nelle aree sensibili, gestire attivamente i locali sfitti.
L'Ufficio Studi di Confcommercio analizza 122 città italiane stilando una classifica dei comuni con calo delle imprese in cui Barletta si posiziona al 70esimo posto (dato poco migliore di altre città del Mezzogiorno e della Puglia). A sparire sempre di più sono attività come edicole, negozi di abbigliamento e calzature, librerie a favore di attività di ristorazione, della categoria alloggi nel settore del turismo (b&b, affittacamere, case vacanze) e di attività di e-commerce.
Riguardo questo, proprio la Confcommercio specifica: "Nel 2025 le vendite online rappresenteranno oltre l'11% dei beni acquistabili e il 18% dei servizi, mentre tra il 2015 e il 2025 l'e-commerce quasi triplica (+98,4%), passando da 31 a oltre 62 miliardi di euro. Nel frattempo, le piccole superfici commerciali restano ferme, accentuando il calo di negozi fisici e l'attrattività delle città."
L'aumento dell'utilizzo di siti e-commerce da parte dei consumatori, la comodità e i prezzi dei grandi magazzini, riassumono le parole del Dott. Divenuto, Presidente Confcommercio Barletta: "Le motivazioni sono molteplici, ad esempio la concorrenza dei colossi della grande distribuzione (centri commerciali) ma maggiormente l'e-commerce che oggi non è più utilizzato dai giovani ma un po' da tutte le fasce d'età, cosa cui ci ha abituati la pandemia, dal momento che le varie piattaforme non sono costrette a rispettare le ferree regole del commercio tradizionale (saldi/promozioni ecc. ecc.). Inoltre, con la politica delle consegne entro le 24 ore successive, dei resi e/o sostituzioni super veloci e a costo zero, non lasciano scampo al commercio di prossimità."
Il fenomeno della desertificazione commerciale e il calo dei servizi di prossimità per abitante non riguardano esclusivamente i comuni più piccoli, in cui delle volte si registra persino l'estinzione di servizi essenziali, ma interessano anche i comuni di dimensioni maggiori, che mostrano una significativa riduzione dell'offerta in rapporto alla popolazione.
Soprattutto al Sud attività di ristorazione e legate al turismo che da una parte arricchiscono il territorio, e d'altra parte lo impoveriscono a discapito della vivibilità di chi quei territori li abita tutto l'anno considerandoli 'casa'.
Il turismo, di fatti, produce un effetto positivo sul commercio attraverso l'aumento del reddito locale in molti settori in maniera collaterale, ma può incidere sui costi delle locazioni residenziali, sui beni e servizi acquistati quotidianamente dai residenti, riducendo la popolazione stabile e, di conseguenza, la domanda di servizi di prossimità.
Anche Barletta, anche se in percentuale minore rispetto ad altre città pugliesi, è stata colpita da questo trend negativo. Dalla sezione di Barletta dell'elaborazione aggiornata dell' Ufficio Studi Confcommercio su dati Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne presente sul sito https://www.confcommercio.it/-/citta-demografia-impresa, si deduce che dal 2012 al 2025 il numero di imprese di commercio al dettaglio (per citarne alcuni: alimentari e non, mobili e ferramenta, edicole, libri e giocattoli, abbigliamento e calzature…) è diminuito da 1250 attività -tra centro storico e non- a 983 attività -tra centro storico e non, con la chiusura di ben 267 attività sul territorio cittadino in poco più di dieci anni. Dietro questi negozi famiglie con necessità e obiettivi, tradizioni costrette a cessare.
Allo stesso tempo, le attività come alberghi, bar e ristoranti sono passate da 395 a 435. Una differenza che potrebbe sembrare piccola, ma in un territorio come quello della città di Barletta, ha una rilevanza importante. Rappresenta l'evoluzione del mercato, delle mode e dei bisogni di acquirenti e imprenditori. Abbiamo chiesto al Dott. Divenuto, Presidente Confcommercio Barletta, cosa aspettarci in questo campo in futuro: "Saranno necessari la riqualificazione dei centri cittadini con servizi e trasporti adeguati. Di questo Confcommercio sta già lavorando attraverso il progetto Cities."
Tramite il progetto Cities, Confcommercio chiede ai sindaci e agli assessori un confronto costruttivo su temi quali: riconoscere le imprese di prossimità come attori del governo urbano, dotarsi di strumenti di conoscenza, disciplinare l'offerta commerciale nelle aree sensibili, gestire attivamente i locali sfitti.

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