
Attualità
Al "Dimiccoli" di Barletta la prima somministrazione del farmaco Donanemab contro l'Alzheimer
Gli studi clinici hanno evidenziato un rallentamento del declino cognitivo e funzionale nei pazienti
Barletta - venerdì 20 febbraio 2026
12.58 Comunicato Stampa
Oggi, venerdì 20 febbraio, presso la UOC di Neurologia dell'Ospedale Dimiccoli di Barletta, diretta dal dott. Maurizio Giorelli, è stata effettuata, per la prima volta nell'Asl Bt, la somministrazione del farmaco Donanemab a un paziente affetto da malattia di Alzheimer in fase iniziale. Il Donanemab è un anticorpo monoclonale, un tipo speciale di proteina che ha un effetto modificante sulla malattia, ovvero è in grado di rallentarne almeno il decorso. L'infusione è avvenuta al termine di un percorso clinico e organizzativo dedicato alla selezione, valutazione e presa in carico dei pazienti candidabili al trattamento.
Donanemab è una terapia endovenosa a somministrazione mensile diretta contro le placche amiloidi, il cui accumulo nel cervello è associato ai disturbi di memoria e pensiero tipici dell'Alzheimer. Gli studi clinici internazionali hanno evidenziato un rallentamento del declino cognitivo e funzionale nei pazienti trattati nelle fasi iniziali della malattia. Donanemab è un trattamento sviluppato dall'azienda farmaceutica "Eli Lilly and Company" che ha fornito il farmaco in modo gratuito a scopo palliativo, non essendo ancora intervenuto in Italia il decreto di rimborsabilità della terapia.
L'avvio della terapia rappresenta un passaggio significativo nell'ambito dell'innovazione assistenziale per le patologie neurodegenerative e amplia le possibilità di intervento precoce nei soggetti con decadimento cognitivo lieve e demenza da Alzheimer, con patologia amiloide confermata.
Si tratta di un passaggio di rilievo sul fronte dell'innovazione terapeutica che introduce, anche a livello territoriale, una nuova opportunità di trattamento mirato per i pazienti nelle fasi iniziali della patologia.
In Italia le persone affette da Alzheimer sono circa 600 mila e il numero è destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione: intervenire precocemente è considerato determinante per rallentare la progressione clinica e preservare più a lungo autonomia e funzioni cognitive.
"Donanemab - spiega il dott. Maurizio Giorelli - è una terapia endovenosa a somministrazione mensile diretta contro le placche amiloidi, aggregati proteici il cui accumulo nel cervello è associato ai disturbi di memoria e pensiero tipici della malattia. Il farmaco agisce favorendo la rimozione di queste placche e ha mostrato, negli studi clinici internazionali di fase avanzata, un rallentamento significativo del declino cognitivo e funzionale e una riduzione del rischio di progressione agli stadi successivi della malattia".
"La prima infusione nell'Asl Bt di questo nuovo farmaco - commenta il Commissario straordinario Asl Bt Tiziana Dimatteo - conferma che nell'ambito della Neurologia siamo diventati un punto di riferimento per la diagnosi e la cura delle patologie neurodegenerative ed abbiamo rafforzato l'offerta assistenziale sul territorio, aprendo così a nuovi scenari terapeutici per pazienti e caregiver. Oggi consolidiamo la rete aziendale per le demenze, confermando l'impegno nel coniugare innovazione, sicurezza e presa in carico globale della persona".
Donanemab è una terapia endovenosa a somministrazione mensile diretta contro le placche amiloidi, il cui accumulo nel cervello è associato ai disturbi di memoria e pensiero tipici dell'Alzheimer. Gli studi clinici internazionali hanno evidenziato un rallentamento del declino cognitivo e funzionale nei pazienti trattati nelle fasi iniziali della malattia. Donanemab è un trattamento sviluppato dall'azienda farmaceutica "Eli Lilly and Company" che ha fornito il farmaco in modo gratuito a scopo palliativo, non essendo ancora intervenuto in Italia il decreto di rimborsabilità della terapia.
L'avvio della terapia rappresenta un passaggio significativo nell'ambito dell'innovazione assistenziale per le patologie neurodegenerative e amplia le possibilità di intervento precoce nei soggetti con decadimento cognitivo lieve e demenza da Alzheimer, con patologia amiloide confermata.
Si tratta di un passaggio di rilievo sul fronte dell'innovazione terapeutica che introduce, anche a livello territoriale, una nuova opportunità di trattamento mirato per i pazienti nelle fasi iniziali della patologia.
In Italia le persone affette da Alzheimer sono circa 600 mila e il numero è destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione: intervenire precocemente è considerato determinante per rallentare la progressione clinica e preservare più a lungo autonomia e funzioni cognitive.
"Donanemab - spiega il dott. Maurizio Giorelli - è una terapia endovenosa a somministrazione mensile diretta contro le placche amiloidi, aggregati proteici il cui accumulo nel cervello è associato ai disturbi di memoria e pensiero tipici della malattia. Il farmaco agisce favorendo la rimozione di queste placche e ha mostrato, negli studi clinici internazionali di fase avanzata, un rallentamento significativo del declino cognitivo e funzionale e una riduzione del rischio di progressione agli stadi successivi della malattia".
"La prima infusione nell'Asl Bt di questo nuovo farmaco - commenta il Commissario straordinario Asl Bt Tiziana Dimatteo - conferma che nell'ambito della Neurologia siamo diventati un punto di riferimento per la diagnosi e la cura delle patologie neurodegenerative ed abbiamo rafforzato l'offerta assistenziale sul territorio, aprendo così a nuovi scenari terapeutici per pazienti e caregiver. Oggi consolidiamo la rete aziendale per le demenze, confermando l'impegno nel coniugare innovazione, sicurezza e presa in carico globale della persona".
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