Stella Mele
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Politica

Agricoltura e agroalimentare, Stella Mele: «Difenderli e tutelarli»

Le proposte della candidata barlettana: «Sostenere la nostra agricoltura, simbolo della nostra storia»

«L'agricoltura e l'agroalimentare sono tra gli asset più importanti del tessuto economico del nostro territorio. Sono settori che producono eccellenze, qualità, posti di lavoro. Difenderli e tutelarli vuol dire sostenere la nostra identità, le nostre radici ed un modello di sviluppo coerente con le nostre vocazioni». È quanto riferisce la barlettana Stella Mele, candidata nel collegio plurinominale alla Camera dei Deputati nel collegio Puglia 4 nella lista Fratelli d'Italia.

«Nella nostra terra meravigliosa si concentra infatti gran parte della produzione di olio d'oliva nazionale: nella campagna olearia 2016/2017 la Puglia ha contribuito al 60% nella produzione italiana. Nello scorso anno ben il 22% dell'olio d'oliva nazionale è stato prodotto solo nelle province Bat e Foggia. Undato straordinario che si contrappone a quello riguardante l'olio esportato dal nostro Paese, di cui solo il 9% è di origine pugliese. Questo divario tra l'enorme contributo della nostra regione alla produzione nazionale e la così bassa percentuale di olio pugliese esportato all'estero, rende chiara la necessità di promuovere il nostro prodotto in maniera efficace, dentro una matura logica di difesa anche del Made in Italy. Occorre dunque immaginare un salto di qualità che, dal punto di vista strategico renda possibile l'organizzazione di uno specifico "salone" internazionale da ospitare nella nostra regione, dove ancora oggi si svolge la parte più dura della filiera produttiva.

Accanto alla produzione olivicola, poi, la nostra terra rappresenta la patria di quella del pomodoro. La Capitanata, con i suoi 15 milioni di quintali di pomodori da industria raccolti nel 2017, contribuisce da sola al 30% della produzione nazionale. Nonostante ciò, a causa della mancanza di industrie di trasformazione nella provincia, si stima un trasferimento di ricchezza al di fuori dell'area provinciale di circa 100-120 milioni di euro a vantaggio dei trasformatori di altre regioni. Anche in questo caso è fondamentale valorizzare il nostro prodotto dalle qualità del tutto uniche, avviando e sostenendo l'iter affinché il Pomodoro Lungo di Capitanata venga riconosciuto del marchio Igp. Una proposta in tal senso era stata già avanzata dodici anni fa, ma non andò in porto a causa della mancanza del requisito di storicità di almeno 25 anni di commercializzazione del prodotto, che oggi invece c'è. Bisogna quindi cogliere il momento favorevole affinché si possa riconoscere, attraverso una certificazione ufficiale e dalla validità europea, la qualità del prodotto pugliese, che è unico e speciale proprio per le peculiari caratteristiche del nostro territorio e del nostro clima.

Fratelli d'Italia crede quindi che sia questa la strada da seguire e che solo una rappresentanza parlamentare qualificata, autorevole e legata al territorio possa contribuire al raggiungimento di questi obiettivi. L'impegno che assumo sin d'ora è quello di lavorare da subito alla nascita di un 'Olivitaly' per promuovere il nostro olio a livello nazionale ed internazionale sul modello di quello veronese dedicato al vino, ovvero una grande manifestazione in grado di valorizzare gli olii pugliesi, promuovendone la presenza sui mercati nazionali ed internazionali. Occorre promuovere, attraverso un'attività di concertazione tra associazioni di produttori, un evento che non abbia solo una funzione di vetrina, ma che rappresenti la possibilità concreta di diventare punto di riferimento italiano ed europeo negli anni a venire. Per tagliare questo traguardo si possono attingere fondi dal Piano Straordinario per il Made in Italy, creato appositamente per sostenere importanti manifestazioni internazionali come il Vinitaly.

L'altra priorità per la quale sono pronta a battermi è il riconoscimento Igp (Indicazione Geografica Protetta) per il Pomodoro Lungo di Capitanata. Un riconoscimento da ottenere lavorando fianco a fianco con le realtà associative del nostro territorio ed il Ministero delle politiche agricole e forestali. Non è pensabile che altre regioni, che contribuiscono per una minima percentuale alla produzione nazionale, possano fregiarsi di questi riconoscimenti solo per la loro attività di trasformazione di prodotti che vengono coltivati e raccolti nella nostra terra.

Puntare sull'agricoltura è un modo per ridare dignità alla nostra storia ed al lavoro di tantissimi nostri concittadini. Un modo per schierarsi con i fatti e concretamente dalla parte del Mezzogiorno».
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