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24 maggio 1915: Barletta nel giorno in cui l’Italia entrò in guerra
La nota dell'Anmig Barletta
Barletta - domenica 24 maggio 2026
19.57 Comunicato Stampa
Riceviamo e pubblichiamo la nota del presidente Anmig Barletta sul 24 maggio 1915.
Il 24 maggio 1915 rappresenta una delle date più significative della storia italiana contemporanea. In quel giorno il Regno d'Italia entrò ufficialmente nella Prima Guerra Mondiale contro l'Impero Austro-Ungarico. Fu l'inizio di un conflitto lungo e drammatico che avrebbe segnato intere generazioni, lasciando ferite profonde ma anche pagine di coraggio e sacrificio.
Anche Barletta visse quelle ore con intensa partecipazione. La città, affacciata sull'Adriatico e strategicamente esposta, divenne parte di quel grande scenario bellico che coinvolse uomini, famiglie e istituzioni. Molti giovani barlettani partirono per il fronte, lasciando case, lavoro e affetti, spesso senza fare ritorno. Nelle strade della città si respiravano insieme patriottismo, preoccupazione e incertezza per il futuro. L'Italia intera stava entrando in una nuova e dolorosa epoca della sua storia. Perché gli esseri umani hanno l'abitudine di imparare il valore della pace soltanto dopo aver contato i morti. Metodo discutibile, ma incredibilmente ricorrente.
Tra gli episodi più significativi legati alla difesa della costa adriatica e della città di Barletta emerge il sacrificio del cacciatorpediniere Turbine. La nave della Regia Marina Italiana, impegnata nelle operazioni militari nelle acque dell'Adriatico, affrontò con coraggio forze nemiche superiori, distinguendosi per valore e spirito di sacrificio.
Il Turbine combatté eroicamente durante le prime fasi del conflitto, opponendosi alle unità austro-ungariche che minacciavano le coste italiane. L'equipaggio, consapevole del pericolo, mantenne fede al proprio dovere fino alle estreme conseguenze. Il sacrificio della nave e dei suoi marinai contribuì alla protezione del territorio adriatico e rimane ancora oggi simbolo di dedizione assoluta alla Patria e alla popolazione civile.
Ricordare il 24 maggio significa dunque non soltanto commemorare l'ingresso dell'Italia nella Grande Guerra, ma anche rendere omaggio a tutti coloro che affrontarono il conflitto con coraggio, spesso pagando con la vita. Barletta conserva nella propria memoria quei giorni difficili, il dolore delle famiglie e l'orgoglio di chi servì il Paese nei momenti più drammatici della sua storia.
In occasione della ricorrenza del 24 maggio, l'Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e l'Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari della Guerra di Liberazione, sezione di Barletta, terrà aperta la propria sede museale sita in via Capua 28, offrendo ai cittadini e ai visitatori la possibilità di conoscere documenti, cimeli e testimonianze legate alla memoria dei Caduti e alla storia nazionale.
Custodire la memoria storica non significa celebrare la guerra, ma comprendere il prezzo umano che ogni conflitto impone ai popoli. Concetto semplice, eppure l'umanità continua periodicamente a dimenticarlo con impressionante puntualità.
Il 24 maggio 1915 rappresenta una delle date più significative della storia italiana contemporanea. In quel giorno il Regno d'Italia entrò ufficialmente nella Prima Guerra Mondiale contro l'Impero Austro-Ungarico. Fu l'inizio di un conflitto lungo e drammatico che avrebbe segnato intere generazioni, lasciando ferite profonde ma anche pagine di coraggio e sacrificio.
Anche Barletta visse quelle ore con intensa partecipazione. La città, affacciata sull'Adriatico e strategicamente esposta, divenne parte di quel grande scenario bellico che coinvolse uomini, famiglie e istituzioni. Molti giovani barlettani partirono per il fronte, lasciando case, lavoro e affetti, spesso senza fare ritorno. Nelle strade della città si respiravano insieme patriottismo, preoccupazione e incertezza per il futuro. L'Italia intera stava entrando in una nuova e dolorosa epoca della sua storia. Perché gli esseri umani hanno l'abitudine di imparare il valore della pace soltanto dopo aver contato i morti. Metodo discutibile, ma incredibilmente ricorrente.
Tra gli episodi più significativi legati alla difesa della costa adriatica e della città di Barletta emerge il sacrificio del cacciatorpediniere Turbine. La nave della Regia Marina Italiana, impegnata nelle operazioni militari nelle acque dell'Adriatico, affrontò con coraggio forze nemiche superiori, distinguendosi per valore e spirito di sacrificio.
Il Turbine combatté eroicamente durante le prime fasi del conflitto, opponendosi alle unità austro-ungariche che minacciavano le coste italiane. L'equipaggio, consapevole del pericolo, mantenne fede al proprio dovere fino alle estreme conseguenze. Il sacrificio della nave e dei suoi marinai contribuì alla protezione del territorio adriatico e rimane ancora oggi simbolo di dedizione assoluta alla Patria e alla popolazione civile.
Ricordare il 24 maggio significa dunque non soltanto commemorare l'ingresso dell'Italia nella Grande Guerra, ma anche rendere omaggio a tutti coloro che affrontarono il conflitto con coraggio, spesso pagando con la vita. Barletta conserva nella propria memoria quei giorni difficili, il dolore delle famiglie e l'orgoglio di chi servì il Paese nei momenti più drammatici della sua storia.
In occasione della ricorrenza del 24 maggio, l'Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e l'Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari della Guerra di Liberazione, sezione di Barletta, terrà aperta la propria sede museale sita in via Capua 28, offrendo ai cittadini e ai visitatori la possibilità di conoscere documenti, cimeli e testimonianze legate alla memoria dei Caduti e alla storia nazionale.
Custodire la memoria storica non significa celebrare la guerra, ma comprendere il prezzo umano che ogni conflitto impone ai popoli. Concetto semplice, eppure l'umanità continua periodicamente a dimenticarlo con impressionante puntualità.
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