Calcio, buon pareggio per il Barletta contro il Frosinone
Calcio, buon pareggio per il Barletta contro il Frosinone
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Barletta, un punto che porta segni di risveglio

Positivo l'esordio di Orlandi, Simoncelli e Camilleri tra i migliori

Cambiano i numeri, cambia la sostanza
Il Barletta apprezzato ieri tra le mura amiche del "Puttilli", pur non conquistando l'intera posta in palio, ha fatto intravedere un'identità di gioco ben precisa, quella di una squadra che vuole lottare per la salvezza concedendo poco (o niente) all'avversario per poi proiettarsi in avanti con rapide e incisive folate di contropiede. Il Barletta disegnato da Nevio Orlandi con un 3-5-2 ha infatti badato innanzitutto ad attutire gli attacchi della "contraerea" del Frosinone. che nel secondo tempo ha addirittura schierato 5 attaccanti contemporaneamente per provare a scardinare la difesa biancorossa. Il reparto arretrato non ha infatti dato segni di cedimento, si commettono meno errori ingenui - come ha ammesso lo stesso Allegretti in conferenza. Il cambio di modulo ha portato dunque i suoi frutti contro il Frosinone, una squadra costruita per puntare in alto che in quel di Barletta ha faticato (e non poco).

Il bicchiere mezzo pieno
Con il cambio di guida tecnica e l'approdo di mister Orlandi sulla panchina biancorossa ci si attendeva sin da subito un cambio di tendenza dopo le 4 sconfitte consecutive subite nell'ultima parte del "Novelli-bis". Non è però arrivata la vittoria tanto auspicata dalla parte più critica della tifoseria biancorossa, ma come è facilmente intuibile Nevio Orlandi, pur portando a Barletta un discreto bagaglio d'esperienza, non è in possesso di bacchette magiche in grado di trasformare nel giro di 5 giorni una squadra da zona retrocessione in una squadra da alti ranghi. Con il tecnico di Casalmaggiore seduto sulla panchina biancorossa, però, qualcosa è cambiato: sia dal punto di vista tecnico – con il ritorno al 3-5-2 già intravisto con mister Stringara – che dal punto di vista motivazionale. A prescindere dagli uomini scesi in campo, la squadra è sembrata più vogliosa, più attenta in fase difensiva. La famosa "coperta di Linus" si è però accorciata sul fronte attacco. Ieri era spesso possibile notare una fase offensiva ridotta al minimo indispensabile, con 2-3 uomini a cercare di impensierire la difesa ciociara. Tutto sommato, il bicchiere biancorosso è mezzo pieno, ma contro l'Andria la vittoria è d'obbligo.

"Daniele uno di noi"
La scorsa settimana avevamo evidenziato una certa mancanza di leader all'interno della squadra. Con il cambio di guida tecnica, però, qualcosa è cambiato anche sotto questo punto di vista. Accanto al sempre inappuntabile Riccardo Allegretti, anche ieri sopra le righe con le sue punizioni al "veleno", contro il Frosinone si sono distinti alcuni giocatori precedentemente "insospettabili". Alle già comprovate doti da leader di Lorenzo Burzigotti – al rientro da titolare dopo che contro il Gubbio era finito in panchina per scelta tecnica – si sono aggiunte quelle di Vincenzo Camilleri e di Daniele Simoncelli. Il difensore ex FeralpiSalò, arrivato durante il mercato di gennaio, si è prontamente riscattato dopo la brutta prestazione offerta 7 giorni fa, mettendo in mostra buone capacità di dirigere la difesa biancorossa e un buon piede per impostare le azioni "dal basso". Ancora più incoraggiante il ritorno in campo di Daniele Simoncelli. L'esterno di Cattolica, rinvigorito dal cambio di guida tecnica, è stato subito "buttato nella mischia" da mister Orlandi. Il risultato è positivo: nonostante una condizione non perfetta – come ha ammesso lo stesso Orlandi in conferenza stampa – Simoncelli ha lavorato bene nelle azioni di disimpegno, prendendo spesso per mano la squadra in fase di ripartenza. Una volta esaurite le pile, Simoncelli è stato sostituito, mentre dalla curva si levava il coro "Daniele uno di noi". Una bella iniezione di fiducia per il futuro, e due nuovi "candidati" alla voce leader.

Giovani o veterani, il giusto equilibrio
Per il suo esordio in sella alla panchina biancorossa, mister Orlandi ha "rivoluzionato" la squadra, proponendo diversi volti nuovi. Oltre a Simoncelli, di cui abbiamo già parlato nel paragrafo precedente, si è rivisto dal 1' Jurgen Prutsch, così come Burzigotti e Pippa. Quattro innesti di esperienza, quattro uomini con diversi campionati alle spalle, che hanno saputo cambiare volto alla squadra. A farne le spese, più o meno indirettamente, sono stati Calapai, De Leidi e Meduri, finiti addirittura in tribuna, e Piccinni, a cui il tecnico biancorosso ha preferito l'austriaco ex Livorno. L'allenatore ha così deciso di rivedere la linea "young" a cui eravamo abituati con mister Novelli, proponendo il giusto mix tra giovani e "anziani". Ieri sono scesi in campo "solo" 3 under: Molina, Dezi e Barbuti. Pur mantenendo una media età piuttosto bassa, la squadra è però sembrata più esperta, sbarazzina e molto più concentrata.

L'oggetto dei desideri
Ancora una volta, il match del "Puttilli" ha evidenziato una mancanza nella rosa del Barletta: la mancanza di una prima punta "di razza", uno di quei bomber navigati che in Prima Divisione garantirebbero quanto meno la doppia cifra. In un momento delicato della stagione, il Barletta si sta reggendo su Riccardo Barbuti, unico insieme a La Mantia a poter fungere da prima punta. I risultati si vedono: nonostante l'impegno del giovane proveniente dalla Primavera del Sassuolo e dell'ex Andria e Frosinone, l'attacco del Barletta ha le "polveri bagnate" da troppo tempo. Si è accorto di questa mancanza anche il tecnico Nevio Orlandi, che però ora deve fare di necessità virtù in attesa che si chiarisca definitivamente la questione Schulmeister.


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