Riccardo Allegretti
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Calcio

Riccardo Allegretti: "Mi piacerebbe restare qui, pensiamo prima a salvarci"

Il capitano del Barletta Calcio in conferenza stampa

La virtù sta nel mezzo, si è soliti dire. Quella del Barletta nelle migliori sfide stagionali è stata proprio al centro del campo, rappresentata da capitan Allegretti. "Re" Riccardo, soprannome ereditato dall'aura che rese celebre Innocenti all'ombra di Eraclio nel primo semestre 2011, è arrivato all'ombra di Eraclio nel novembre 2012, inanellando 13 presenze di qualità, condite da due reti. Oggi la dirigenza e i tifosi biancorossi, per i quali Riccardo è ormai un idolo, chiedono a lui e agli altri calciatori di maggiore esperienza lo scatto decisivo per salvare la squadra attraverso la coda dei playout. Questo pomeriggio Allegretti è stato protagonista della consueta conferenza stampa infrasettimanale:

Sulla lotta con Carrarese e Sorrento
"Solo facendo risultati si arriva ai playout: anche quelle sono partite particolari, non conta giocare prima in casa o il cammino precedente in campionato. Sono finali che hanno storia a sè, le vince chi ci arriva meglio: in partite del genere ci si arriva solo attraverso risultati e fortuna".

Sul futuro: resta a Barletta?
"E' chiaro che non rispondo in maniera retorica, dipenderà molto dai risultati, dai quali dipendono anche i programmi societari. La cosa fondamentale è che il presidente Tatò resterà in sella, e questo il tifoso deve apprezzarlo in un momento così complicato. Questa è una garanzia importante: rispetto ad altre realtà che vivono alla giornata, questo è un importante punto di partenza. Io sono molto concentrato sul finale di campionato: mi trovo bene qui, non lo nascondo, questo è un posto dove porterei volentieri la mia famiglia, che oggi mi manca. Io ci sto mettendo tutto me stesso con i compagni, per superare questa difficile annata. Mi fa piacere essere apprezzato, ma è anche vero che nonostante non sono più giovane, sono responsabile dei risultati arrivati quanto i miei compagni più giovani".

Sul ruolo di motivatore: cosa è cambiato nell'ultimo mese?
"La partita contro il Gubbio, dove mi capitò di scuotere anche fisicamente i miei compagni, fu un gesto istintivo. Io non guardo simpatie e antipatie in campo: in quel momento eravamo abbastanza addormentati, me compreso. Da lì in avanti sono venuti pareggi, una sconfitta e una vittoria: non c'è stato un cambio radicale. Questa squadra vive di entusiasmo e ogni vittoria ci sembra il momento adatto per il rilancio. Noi dobbiamo allenarci con grinta, determinazione tuti i giorni e cercare di ottenere il massimo da ogni singolo allenamento".

Quanti punti per la salvezza?
"Dipenderà molto dai risultati delle altre: se vinciamo a Carrara e il Sorrento perde, almeno evitiamo l'ultimo posto. Dobbiamo essere bravi a conservare il vantaggio sull'ultimo posto".

Sul percorso a Barletta
"Sono arrivato a Barletta quando la squadra aveva sei punti, è chiaro che qualche problema c'era. Sapevo anche della mia voglia di tornare a giocare: non conoscevo bene la categoria, dove avevo giocato solo un anno, non conoscevo i compagni di squadra. La situazione era difficile, tale è rimasta, ma siamo ancora in lizza per salvarci".

Sul cambio di modulo
"E' un modo diverso di giocare. Dipende molto dalle partite: con i due mediani con Novelli talvolta mi è capitato di correre meno rispetto a quanto pensassi, viceversa nel 3-5-2 di Orlandi. E' un modulo che ci permette di stare più coperti, ma al tempo stesso facciamo maggiore fatica ad arrivare davanti. E' questione di equilibri".

Sul ritorno al gol di La Mantia
"E' stato importante: ha spianato la strada alla vittoria contro il Prato, inoltre Andrea si è sempre impegnato, andava in difficoltà solo perchè soffriva i fischi e le contestazioni. E' chiaro che il gol per un attaccante è tutto: sono contento per lui, e spero che si convinca lui per primo, alla pari dei compagni di reparto, di quanto possono essere importanti in questo finale di stagione. Spesso il lavoro dell'attaccante è valutato solo in base a quanto segna: io da parte mia gli ho fatto i miei complimenti, e spero continui così".

Sugli effetti della sosta
"Non so se fa bene o male, dipende tutto dai risultati pregressi. In questo lavoro uno è bravo quando vince ed è scarso quando perde. Ora siamo pronti per un'altra partita".

Sui calci di punizione
"Quando ero in A e B mi dicevano che calciavo le punizioni come Juninho Pernambucano, ora sono in Lega Pro e posso dire che le calcio alla Allegretti (ride, ndr)".

Sui playout
"Non ho preferenze su eventuali avversari. Mi interessa arrivarci pronto e basta".
(Twitter: @GuerraLuca88)
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