Interviste Barlettalife
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Calcio

Angolo-Amarcord: il guardiano della porta biancorossa, Francesco Monaco

L'ex portiere: «Barletta esperienza indimenticabile, ci lavorerei volentieri»

Con la maglia del Barletta il suo score in quanto a promozioni, ottenute tra campo e aule di tribunali, è del 75%: 3 su 4, dalla Promozione alla C2, l'attuale Seconda Divisione. Parliamo di Francesco Monaco, estremo difensore classe 1974, fresco di ritiro dal rettangolo verde, che ha vestito la maglia biancorossa in due differenti epoche, dal 2004 al 2006 e dal 2007 al 2009. Personaggio positivo, sempre sorridente e pronto a fare da "chioccia" ai compagni più giovani, Monaco in carriera ha vestito anche le divise di Melfi, Nardò, Taranto, Igea Virtus, Rutigliano tra serie D e C1, fino alle esperienze a Trani, San Paolo Bari e Bisceglie come portiere e allenatore dei portieri. Ancora innamorato di Barletta, oggi avvocato praticante, ci ha raccontato i suoi ricordi degli anni in biancorosso in un'esclusiva intervista:

Partiamo dal presente. Cosa fa oggi Francesco Monaco?

« Lavoro come avvocato a Bari, in uno studio legale con mia moglie e mio suocero. Ho deciso di lasciare il calcio giocato quest'estate dopo l'esperienza di Bisceglie, non ho accettato le tante offerte dai campionati minori, ho preferito smettere».

Lei è stato a Barletta in due differenti bienni. Qual è il ricordo più bello che porta con sé dei 4 anni a Barletta?
« Ho solo ricordi belli, e non lo dico per piaggeria, non ho affatto ricordi brutti. Ho avuto la fortuna di vestire la maglia del Barletta, senza presunzione, da vincente: sono arrivato in Promozione e abbiamo vinto due campionati. Sono poi tornato nell'anno della Serie D e siamo stati ripescati in C2, poi ci siamo salvati in C2 nel 2009. Ho avuto tanti bei periodi a Barletta, e li ricordo tutti volentieri. Sono stati anni davvero meravigliosi».

La più bella prestazione con la maglia del Barletta.
« Direi quella contro il Foggia nell'agosto 2009, lo 0-2 dello "Zaccheria" in Tim Cup, una vittoria epica che ci ha anche dato la possibilità di giocare contro il Sassuolo a Barletta, un ricordo davvero bello. Contro il Foggia giocammo una partita quasi perfetta».

Ha avuto tanti compagni di reparto giovani: ce n'è qualcuno dal quale si sarebbe atteso un prosieguo di carriera più luminoso?
«Io sono fiero di aver potuto lavorare sempre con colleghi molto intelligenti, che mi hanno sempre seguito, sia quando giocavo che quando facevo da preparatore dei portieri: in pochi mi hanno impressionato, ho sempre avuto compagni di reparto che dopo non hanno avuto grosse fortune calcistiche, buoni portieri all'altezza della situazione dei quali pochi mi hanno stupito».

C'è qualche compagno dei tempi di Barletta con il quale si tiene ancora in contatto?
« Mi vedo spesso con Massimiliano Tangorra: anche lui è a Bari, inoltre coltiviamo entrambi la passione per il calcio attraverso le partite con la squadra dell'Ordine degli Avvocati di Bari. Lui fa da giocatore-allenatore, quindi ho la fortuna di continuare a frequentare Massimiliano, che è un ragazzo d'oro».

Sta seguendo le sorti del Barletta in questa stagione?
« Io seguo sempre con affetto le mie vecchie squadre, ma devo dire che per il Barletta ho un occhio di riguardo: è senza dubbio la piazza che mi è rimasta nel cuore più di ogni altra. Mi tengo in contatto anche con Dario (Dimastromatteo, dell'Ufficio Stampa della Società, ndr) e mi dispiace sinceramente vederlo così in basso. Spero che riesca a risalire la china quanto prima».

Cosa l'ha colpita maggiormente di Barletta come piazza calcistica?
« Senza dubbio il pubblico, eccezionale. Giocare in Promozione o in Eccellenza con un numero di spettatori da Lega Pro è una cosa che colpisce un atleta. Il calore, l'organizzazione, il modo di affrontare le trasferte e raffrontarsi con squadra e società dei tifosi biancorossi mi ha stupito: era impensabile trovare tanta gente così appassionata al seguito in un campionato dilettantistico».

Lei oggi si occupa di altro, ma giochiamo con i sogni: se per caso in futuro arrivasse una chiamata da Barletta per lavorare nel club biancorosso come preparatore dei portieri, Francesco Monaco indosserebbe volentieri nuovamente guanti e scarpini da gioco?
« Verrei a Barletta a piedi. Sicuramente direi di sì con enorme entusiasmo: conosco anche il presidente Roberto Tatò, e ne apprezzo la serietà e l'abilità nel modo di fare calcio. Il club biancorosso è composto da persone preparate, di cui ci si può fidare. Se in futuro mi venisse offerta l'opportunità, tornerei volentieri, senza dubbio. Intanto saluto con affetto tutti i tifosi del Barletta e mi auguro con loro che la salvezza arrivi quanto prima quest'anno».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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