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Scuola e Lavoro

«Vogliamo una scuola che dia possibilità di esprimerci»

Le dichiarazioni di Studenti Medi Bat dopo la manifestazione di oggi. Proteste contro i tagli allo studio

Oggi la Rete degli Studenti Medi ha indetto una manifestazione generale in cui gli studenti di tutta Italia sono scesi in piazza stanchi della situazione politica ed economica italiana mutandone la situazione sociale del nostro Paese. Nella città di Barletta il movimento creato dagli studenti di tutte scuole aderenti alla manifestazione è partito dal Liceo Scientifico C. Cafiero, e il corteo composto da quasi mille alunni, avente come motto "Una scuola di qualità ce la chiede l'Europa", si è snodato per le vie cittadine sino ad arrivare in piazza Aldo Moro. Lì c'è stata un'assemblea pubblica dove tutti gli studenti, accompagnato dalla presenza del sindacato dei lavoratori FLC, hanno discusso di tutti quei temi riguardanti la propria vita scolastica.

Partendo dal Diritto allo Studio, ogni giorno violato da tutte quelle riforme emanate dal governo, si è giunta a formulare un'analisi sulla situazione edile delle scuole cittadine, in situazione di assoluto degrado; si è discusso di didattica e valutazione, quest'ultima utilizzata solo come arma dai professori e presidi contro gli studenti. Si è parlato di una riforma del sistema scolastico: la scuola di oggi, con un sistema diviso per comparti stagni, con corsi rigidamente divisi sin dal primo anno non disincentiva in alcun modo l'abbandono scolastico e non sostiene la crescita degli individui.

«Vogliamo una scuola che ci dia realmente modo di esprimerci per quello che siamo e ci dia modo di scegliere le materie da approfondire – anche scritto i rappresentanti di Studenti Medi Bat - Vogliamo un biennio unitario che dia modo agli studenti di avere due anni, all'ingresso alle superiori, per scegliere al meglio il proprio percorso di formazione. Siamo assolutamente contrari al disegno di legge del Merito. Crediamo che in un paese come il nostro difendere un merito vero sia importante, tuttavia non è consegnando medaglie ai più bravi che si ha un merito vero nella scuola. Vogliamo che tutti abbiano le stesse possibilità di apprendere e di arrivare al successo formativo, solo così si potrà realmente ottenere un merito reale nelle scuole. Siamo contrari al disegno di Legge Aprea, quel disegno di legge decreterebbe l'ingresso dei privati nelle nostre scuole, dando loro la possibilità di incidere sulla didattica e sui programmi. Quel disegno di legge, per come è stato originariamente concepito, cancellerebbe la democrazia dalle scuole, deregolarizzando la rappresentanza studentesca. Vogliamo che le nostre scuole siano pubbliche, vogliamo che le nostre scuole siano dei luoghi di democrazia e partecipazione».

Uno dei temi preponderanti durante la manifestazione è stato quello delle spese militari: nel 2012 il Governo ha investito in questo settore quasi 40 miliardi di euro (di cui 10 per i cacciabombardieri F35), mentre dal 2006 ad oggi sono stati tagliati oltre 13 miliardi di euro all'istruzione pubblica, per infine arrivare a quello che è uno dei problemi più grandi della nostra provincia: la formazione di un polo universitario quale quello della LUM utilizzando fondi pubblici. A tutto tutti gli studenti hanno detto no, e sono scesi in piazza per ribellarsi e cercare di cambiare quella che ormai è la situazione tragica della scuola italiana.
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