
La città
Via dei Muratori, Aldo Musti: «Dieci anni dopo la Commissione torna sullo stesso nodo»
L'intervento dell'imprenditore
Barletta - venerdì 18 settembre 2026
Comunicato Stampa
«Dieci anni possono cambiare amministrazioni, sindaci, assessori e dirigenti. Ma gli atti amministrativi non dovrebbero perdere la propria storia ogni volta che cambiano gli uomini. Il 10 ottobre 2016 la IV Commissione consiliare permanente "Lavori Pubblici" del Comune di Barletta, presieduta allora come oggi da Ruggiero Flavio Basile, si riuniva con un ordine del giorno preciso: "Stato dell'arte di Via dei Muratori". Nel corso di quella seduta venivano richiamati gli atti precedenti e, in particolare, l'indirizzo assunto dal Consiglio comunale con la deliberazione n. 51 del 2011 per l'aggiornamento della progettazione e il completamento delle parti stralciate e non attuate». Così l'imprenditore Aldo Musti.
«Oggi, a distanza di dieci anni, Via dei Muratori torna davanti alla stessa Commissione. La seduta convocata per il 21 settembre 2026 dovrà esaminare la proposta n. 102 relativa al progetto definitivo e alla variante urbanistica per il completamento delle urbanizzazioni primarie.
Il tema, quindi, non nasce oggi. Ed è proprio questa continuità documentale a rendere necessaria una domanda semplice: come si collega la soluzione progettuale oggi proposta agli indirizzi e agli atti che l'Amministrazione ha assunto nel corso degli anni? Nel 2019 il Consiglio comunale ha nuovamente richiamato la necessità di dare continuità all'indirizzo del 2011 per il completamento delle parti stralciate e/o non attuate. La questione che si pone oggi riguarda invece il passaggio dalla configurazione progettuale conosciuta nel 2025 a quella del 2026, che estende l'intervento anche al cosiddetto "tratto della strettoia".
Non si tratta di sostenere che un progetto non possa evolvere. Può farlo. Ma proprio perché amministratori, dirigenti e progettisti cambiano, sono gli atti a garantire la continuità dell'azione amministrativa. Se un indirizzo viene modificato o una progettazione viene estesa, dovrebbe essere possibile ricostruire attraverso quali nuovi atti, motivazioni e passaggi amministrativi ciò sia avvenuto. Dieci anni dopo, la nuova riunione della Commissione può essere l'occasione per ricostruire questo filo senza ripartire ogni volta da zero. Via dei Muratori è una strada pubblica e la chiarezza degli atti che ne accompagnano la storia riguarda il buon funzionamento dell'amministrazione e l'interesse della collettività».
«Oggi, a distanza di dieci anni, Via dei Muratori torna davanti alla stessa Commissione. La seduta convocata per il 21 settembre 2026 dovrà esaminare la proposta n. 102 relativa al progetto definitivo e alla variante urbanistica per il completamento delle urbanizzazioni primarie.
Il tema, quindi, non nasce oggi. Ed è proprio questa continuità documentale a rendere necessaria una domanda semplice: come si collega la soluzione progettuale oggi proposta agli indirizzi e agli atti che l'Amministrazione ha assunto nel corso degli anni? Nel 2019 il Consiglio comunale ha nuovamente richiamato la necessità di dare continuità all'indirizzo del 2011 per il completamento delle parti stralciate e/o non attuate. La questione che si pone oggi riguarda invece il passaggio dalla configurazione progettuale conosciuta nel 2025 a quella del 2026, che estende l'intervento anche al cosiddetto "tratto della strettoia".
Non si tratta di sostenere che un progetto non possa evolvere. Può farlo. Ma proprio perché amministratori, dirigenti e progettisti cambiano, sono gli atti a garantire la continuità dell'azione amministrativa. Se un indirizzo viene modificato o una progettazione viene estesa, dovrebbe essere possibile ricostruire attraverso quali nuovi atti, motivazioni e passaggi amministrativi ciò sia avvenuto. Dieci anni dopo, la nuova riunione della Commissione può essere l'occasione per ricostruire questo filo senza ripartire ogni volta da zero. Via dei Muratori è una strada pubblica e la chiarezza degli atti che ne accompagnano la storia riguarda il buon funzionamento dell'amministrazione e l'interesse della collettività».
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