Risiko
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Politica

Una partita di Risiko

Sommovimenti e strategia nell’era Maffei. Guerra di posizione e attese in trincea

Babbo Natale non ci porterà in dono la nuova giunta. Si vocifera della preferenza accordata dal Primo cittadino ad una giunta politica. Dunque nessuna giunta tecnica, niente di nuovo. Probabilmente ne emergerà una giunta rabberciata. Dentro i socialisti, integrazione del Pd e continuiamo a tirare la carretta. La politica del Risiko va avanti. Su una questione apparentemente marginale (trattata su questa testata da Franco Caputo) emerge una nuova fronda. Il tema è quello dell'appalto per i servizi di vigilanza. Un nuovo bando scritto in assoluta continuità con il precedente (bocciato per due volte dai tribunali amministrativi) dovrebbe favorire una società. Forse risvegliate dall'intervento del buon Caputo si levano voci di protesta. Un quartetto inedito (attenti a quei quattro!): Lasala e Crudele del Pd, Filannino dell'Idv e Calabrese della Bp. Forse è solo politica del Risiko e sulla carta del quartetto la missione è: attaccare Maffei.

Nel frattempo un'altra armata del Risiko si prepara a dare battaglia. La loro carta recita in modo altisonante: ridare centralità alla politica. Dalla strategia alla tattica questa parola d'ordine significa una critica del modus operandi di Maffei rispetto alla giunta. Si rimprovera al primo cittadino di scavalcare gli assessori creando un filo diretto tra la dirigenza e il sindaco (e il suo staff, of course). Gli assessori come passacarte o nel peggiore dei casi utili idioti. Una amministrazione a imbuto e per questo lenta, quasi immobile, solerte solo per gli amici degli amici (patrocini, sovvenzioni ad associazioni allineate). Un brontolio-borbottio, nulla di eclatante al momento, che attraversa la maggioranza del gruppo consiliare del Pd (consigliere regionale Caracciolo in testa), passa per la lista Emiliano di Lanotte, rimbalza per il Psi (non sono passati inosservati gli screzi fra il Consigliere regionale e Presidente del consiglio comunale Pastore e il sindaco) attualmente fuori dalla giunta dopo il caso Montaltino. Difficile che questa armata ottenga alcunché fino a quando Maffei avrà tra le mani deleghe come il personale e la cultura.

Carta bianca, quindi missione indefinita al momento per l'altro consigliere regionale del Pd Mennea e per il suo gruppo in consiglio comunale. Certamente avrebbero preferito una giunta nuova subito. Nel frattempo questo gruppo, dopo le scintille dei primi mesi del Maffei Bis, pare essersi inabissato. Con il congresso cittadino del Pd alle porte è facile immaginare che siano tutti impegnati nella tessitura di alleanze su cariche e tessere. Buon sangue democristiano non mente. Anche se a Risiko dovrebbe essere segreta, la carta di Sel è facilissima da indovinare: tieniti stretta la poltrona di assessore. Non molto diversa quella della Federazione della sinistra che ha ottenuto un rimpasto ad personam. Ma, è noto, a sinistra "c'è sempre uno più puro che ti epura". E così non passa giorno senza che il Collettivo Exit e l'associazione Beni Comuni (il prodotto post-elettorale della candidata sindaco dei Verdi Sabrina Salerno)richiamino alla linea Sel e Fds. Su Montaltino, sulla cementeria, sulla 167.

Collettivo Exit, Beni comuni, Arci sono stati protagonisti di una vicenda da anni '70. Un confronto/scontro domenica mattina con i militanti di Casa Pound. Ebbene sì, esiste anche a Barletta l'ultimo ritrovato in fatto di estremismo neofascista. Fascisti del terzo millennio e antifascisti militanti si sono scambiati la tipica serie di complimenti reciproci. Evidentemente nessuno ha spiegato loro la teoria dello scontro tra estremi che favorisce il rafforzamento della reazione, conservazione istituzionale e organizzata. Insomma se sentite lanciare i dadi, non preoccupatevi. Nessun Rubicone da attraversare, nessun Cesare in vista. È solo la partita di Risiko che continua.
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