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«Perché 5 sì al referendum»: la nota per la consultazione dell'8 e 9 giugno

Il comunicato a firma di Giuseppe Bufo, Ferdinando Carpentiere, Andrea Cuore, Giorgio Dilernia e Ruggiero Marzocca

Sul referendum del prossimo 8 e 9 giugno, giunge una riflessione a firma di Giuseppe Bufo, Ferdinando Carpentiere, Andrea Cuore, Giorgio Dilernia e Ruggiero Marzocca. «Il referendum per l'abrogazione del Jobs Act consentirà di impedire che in aziende con più di 15 dipendenti agli assunti dal 7.3.15 in poi di rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento anche se illegittimo.

La cancellazione del tetto massimo delle 6 mensilità d'indennità nei licenziamenti illegittimi nelle imprese con meno di 16 dipendenti prevista dal secondo referendum abrogativo sul lavoro consentirà di rimettere in mano al giudice la determinazione del giusto risarcimento senza alcun limite.

Il terzo elimina alcune norme sui contratti a termine per ridurre i contratti precari, che oggi possono essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi l'alternativa al tempo indeterminato.

Per aumentare la sicurezza sul lavoro e diminuire le morti bianche abroghiamo le norme attuali, che in caso di infortunio negli appalti non estendono la responsabilità all'impresa appaltante, favorendo il ricorso ad appaltatori privi di garanzia finanziaria e non in regola con le norme antinfortunistiche.

Dimezzare da 10 a 5 anni la residenza legale in Italia per ottenere la cittadinanza italiana consentirà di meglio e stabilmente integrare persone straniere, che conoscono già la lingua italiana, hanno un reddito, non hanno commesso reati, pagano le tasse, nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano in Italia. Ciò accade già nei maggiori Paesi Europei e ciò e crea opportunità di ricchezza vicendevole. Sosteniamo convintamente il SI 8 e 9.6.25, per dar modo ai ceti meno abbienti di ottenere maggiori tutele e stabilità, indispensabile opportunità di crescita della domanda e sviluppo dell'economia. Bisogna votare nel rispetto della Costituzione per raggiungere il quorum del 50% + 1 degli elettori.

Al di là dei 4 referendum sul lavoro, necessita poi una riforma organica da discutere urgentemente in Parlamento, al fine di tutelare imprese e lavoratori, guardando ad una visione flessibile nella stabilità, con riduzione netta delle ore in presenza e banca delle ore, smart working, obiettivi di premialità, compartecipazione alla gestione, salvaguardia degli spazi di vita personale e familiare.

Al di là del 5° referendum sulla cittadinanza, andrà discussa la riforma della Fini-Bossi partendo da una coerente disciplina di integrazione solidaristica delle persone immigrate nella prospettiva di libertà mitteleuropea e di sviluppo economico, facendo di quello che oggi rappresenta un problema, una grande opportunità di sviluppo liberale e democratico».
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