
Politica
Osservatorio Sergio Ramelli: «La memoria non si indossa. Si difende»
La nota degli attivisti
Barletta - martedì 4 agosto 2026
12.41 Comunicato Stampa
«Su una vicenda come l'intitolazione di una via a Sergio Ramelli c'è una verità scomoda che non si può più fingere di non vedere. L'unica del gruppo di Fratelli d'Italia ad aver portato avanti questa battaglia è stata Stella Mele. È stata lei a proporre l'intitolazione, lei a ricordare Ramelli più volte in Consiglio comunale, lei a metterci la faccia». Così gli attivisti dell'Osservatorio Sergio Ramelli.
Gli altri? Silenzio di tomba, che pesa più di mille comunicati stampa. La memoria non si tradisce con gli avversari. Si tradisce con il silenzio. Perché se scegli di militare in un partito il cui simbolo richiama una storia precisa, quella storia non può essere tirata fuori solo nelle ricorrenze o quando serve a riempire i post. La coerenza si misura quando c'è da esporsi, quando c'è da difendere una delibera, quando c'è da pretendere che un voto del Consiglio comunale venga rispettato.
Chi tace dà l'impressione che quel simbolo sia diventato solo un marchio elettorale: da sfoggiare nei comizi e da dimenticare quando arriva il momento di assumersi una responsabilità politica. La storia non è un brand.
La storia impone coerenza. Ai consiglieri di Fratelli d'Italia che hanno preferito il silenzio: forse è il caso di chiedersi, una volta tanto, cosa rappresenti davvero il simbolo che avete scelto di indossare».
Gli altri? Silenzio di tomba, che pesa più di mille comunicati stampa. La memoria non si tradisce con gli avversari. Si tradisce con il silenzio. Perché se scegli di militare in un partito il cui simbolo richiama una storia precisa, quella storia non può essere tirata fuori solo nelle ricorrenze o quando serve a riempire i post. La coerenza si misura quando c'è da esporsi, quando c'è da difendere una delibera, quando c'è da pretendere che un voto del Consiglio comunale venga rispettato.
Chi tace dà l'impressione che quel simbolo sia diventato solo un marchio elettorale: da sfoggiare nei comizi e da dimenticare quando arriva il momento di assumersi una responsabilità politica. La storia non è un brand.
La storia impone coerenza. Ai consiglieri di Fratelli d'Italia che hanno preferito il silenzio: forse è il caso di chiedersi, una volta tanto, cosa rappresenti davvero il simbolo che avete scelto di indossare».
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