Michele Rizzi
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Politica

Nella Bat gli ospedali di Trani e Canosa chiudono, la nota di Michele Rizzi

Contro il riordino, «così si tagliano reparti e posti letto»

A dire la sua sul piano di riordino sanitario pugliese che prevede la chiusura delle strutture di Trani e Canosa nella Bat, c'è anche il coordinatore regionale di Alternativa Comunista, Michele Rizzi. «La decisione del governo regionale di chiudere gli ospedali di Trani e Canosa - sostiene - è sicuramente sconcertante in quanto si chiuderebbero due storici ospedali, tagliando reparti e posti letto e portando la dotazione ospedaliera della Bat da 5 a soli 3 ospedali. Il tutto - prosegue - in un momento storico in cui le patologie aumentano e non certo diminuiscono e la necessità di servizi ospedalieri è sentita come un'esigenza e non certo come un costo, al contrario di quello che la Giunta regionale intende. Continuare a saccheggiare la sanità pubblica, con un nuovo taglio di ospedali in Puglia (oltre a quelli già chiusi dalla precedente gestione Vendola), pare essere diventato il fulcro dell'azione amministrativa del Governatore e assessore alla sanità Emiliano».

«D'altronde il gioco delle parti tra Renzi ed Emiliano - rimarca - è funzionale a mischiare le carte e a creare il classico scarica barile sulle responsabilità, come se non fossero dello stesso partito, il Pd e della stessa maggioranza.Come appaiono anche ipocriti esponenti politici della sinistra moderata che fingono di essere contrari alla chiusura degli ospedali mentre appoggiano Emiliano in Regione e fanno parte della sua stessa maggioranza. Delle due l'una e senza ipocrisia politica. Per noi di Alternativa comunista, invece, la sanità pubblica va rilanciata e non certo depotenziata, cosa già affermata alle scorse elezioni regionali quando il sottoscritto era candidato alla Presidenza della Regione proprio in alternativa anche ad Emiliano. In che modo? Partendo dalla cancellazione di una voce che è relativa ai finanziamenti pubblici alla sanità privata che ci costano 700 milioni annui e dalla cancellazione della seconda voce che è relativa alla mobilità passiva che costa 220 milioni di euro, infatti con una sanità più di qualità e con più servizi, molti pugliesi non sarebbero costretti a curarsi altrove. Un totale che fa 920 milioni di euro, ossia il 26% della spesa regionale ospedaliera».

«Tutto questo - conclude - rilancerebbe la sanità pubblica pugliese, senza alcun taglio di ospedali e reparti, rendendola più di qualità e con migliori servizi. La strada di Emiliano, invece, è l'ennesimo regalo alle lobby della sanità privata».
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