
Politica
Negata civica benemerenza al presidente del comitato zona 167 Giuseppe Di Bari, Cascella: «Occasione persa, sapevo sarebbe stata bocciata»
La nota della capogruppo Pd in consiglio comunale
Barletta - martedì 7 aprile 2026
18.37 Comunicato Stampa
«Giuseppe Di Bari non riceverà la benemerenza civica che il Comune assegna ogni anno a personalità del territorio distintesi per il loro impegno sociale, civico o professionale portando lustro alla città di Barletta. Il sindaco e il presidente del consiglio comunale, a loro totale discrezione e senza motivare le scelte in alcun modo, domani procederanno ad assegnare questi riconoscimenti ad altre 20 personalità del territorio escludendo dalla premiazione giusto 2-3 candidati tra quelli proposti, tra cui appunto Giuseppe Di Bari. C'è un motivo per il quale ho personalmente sottoscritto questa candidatura, pur sapendo benissimo che sarebbe stata bocciata». Così la capogruppo del Partito Democratico, Rosa Cascella.
«E non risiede solo nell'impegno che Giuseppe ha profuso in questi anni, andando nelle scuole a parlare con i ragazzi di quanto sia importante il rispetto del codice stradale. Lui, che ha perso un figlio 22enne in un incidente e che si batte perché nessun altro genitore debba vivere l'esperienza più terribile che possa toccare ad un padre o ad una madre. No, non ho fatto il suo nome per questo. E non l'ho fatto neanche per il suo impegno civico a difesa delle periferie spesso dimenticate dalla politica e dalle istituzioni, mettendoci la faccia dietro ogni denuncia, proponendo soluzioni a chi ha il potere di cambiare le cose, appellandosi ai cittadini perché si facesse fronte comune contro l'inciviltà e il degrado dilaganti. No, non ho voluto candidare Giuseppe solo per questi motivi. Ho proposto il suo nome per lanciare un segnale, un segnale forte che avrebbe dovuto vederci tutti dalla stessa parte. Pochi mesi fa Giuseppe è stato vittima di un attentato che ha lasciato la città senza parole: qualcuno ha cercato di ammazzarlo a colpi di arma da fuoco, riuscendo fortunatamente solo a ferirlo. Un'esperienza terrificante. Ma nonostante quei proiettili siano ancora oggi nelle sue gambe, faticosamente e con grande coraggio Giuseppe è riuscito a ripartire con le sue attività in favore della collettività, senza perdersi d'animo. La cerimonia di domani avrebbe potuto essere una splendida occasione per il sindaco e il presidente del consiglio comunale di rappresentare veramente lo spirito più autentico e solidale di questa città, dando un significato ancora più profondo a questa benemerenza. Premiare Giuseppe per fargli sentire la vicinanza di tutti noi e ribadire che in questa città non ci sarà mai spazio per la criminalità e la delinquenza. Che la legalità è un valore imprescindibile di fronte al quale non possono esserci divisioni o antipatie. Invece no. E non me ne stupisco. L'anno scorso venne rifiutata la benemerenza civica ad un altro spirito libero e non allineato come Mariagrazia Vitobello, che tanto ha dato alla nostra città. Io dico solo a Giuseppe, come avrei voluto dirlo a Mariagrazia, di non abbattersi e di non sentirsi soli. Dalla vostra parte c'è sempre stata e ci sarà sempre la parte migliore di questa città».
«E non risiede solo nell'impegno che Giuseppe ha profuso in questi anni, andando nelle scuole a parlare con i ragazzi di quanto sia importante il rispetto del codice stradale. Lui, che ha perso un figlio 22enne in un incidente e che si batte perché nessun altro genitore debba vivere l'esperienza più terribile che possa toccare ad un padre o ad una madre. No, non ho fatto il suo nome per questo. E non l'ho fatto neanche per il suo impegno civico a difesa delle periferie spesso dimenticate dalla politica e dalle istituzioni, mettendoci la faccia dietro ogni denuncia, proponendo soluzioni a chi ha il potere di cambiare le cose, appellandosi ai cittadini perché si facesse fronte comune contro l'inciviltà e il degrado dilaganti. No, non ho voluto candidare Giuseppe solo per questi motivi. Ho proposto il suo nome per lanciare un segnale, un segnale forte che avrebbe dovuto vederci tutti dalla stessa parte. Pochi mesi fa Giuseppe è stato vittima di un attentato che ha lasciato la città senza parole: qualcuno ha cercato di ammazzarlo a colpi di arma da fuoco, riuscendo fortunatamente solo a ferirlo. Un'esperienza terrificante. Ma nonostante quei proiettili siano ancora oggi nelle sue gambe, faticosamente e con grande coraggio Giuseppe è riuscito a ripartire con le sue attività in favore della collettività, senza perdersi d'animo. La cerimonia di domani avrebbe potuto essere una splendida occasione per il sindaco e il presidente del consiglio comunale di rappresentare veramente lo spirito più autentico e solidale di questa città, dando un significato ancora più profondo a questa benemerenza. Premiare Giuseppe per fargli sentire la vicinanza di tutti noi e ribadire che in questa città non ci sarà mai spazio per la criminalità e la delinquenza. Che la legalità è un valore imprescindibile di fronte al quale non possono esserci divisioni o antipatie. Invece no. E non me ne stupisco. L'anno scorso venne rifiutata la benemerenza civica ad un altro spirito libero e non allineato come Mariagrazia Vitobello, che tanto ha dato alla nostra città. Io dico solo a Giuseppe, come avrei voluto dirlo a Mariagrazia, di non abbattersi e di non sentirsi soli. Dalla vostra parte c'è sempre stata e ci sarà sempre la parte migliore di questa città».
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