Protesta degli esercenti
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Scuola e Lavoro

Le imprese che resistono non vogliono morire

Sit-in di protesta degli esercenti dinanzi a Palazzo di Città. Contro l’aumento delle tasse sui rifiuti e di occupazione del suolo pubblico

Stamane davanti al Palazzo di Città gli esercenti hanno manifestato con un sit-in contro l'aumento delle tasse sui rifiuti e di occupazione del suolo pubblico. Il sit-in di protesta ha avuto luogo a partire dalle 9:30 del mattino, la presenza tangibile e massiccia di esercenti con famiglie al seguito e dipendenti dimostra la preoccupante situazione di disagio che coinvolge a 360° la popolazione barlettana, i manifestanti in maniera assolutamente pacifica hanno posizionato tavolini da bar e sedie dinanzi al Palazzo di Città, chiedendo e auspicando un tempestivo incontro e intervento del commissario Prefettizio Anna Maria Manzone. Effettivamente per ovviare tale imperante aumento delle tassazioni gli esercenti sono costretti ad attuare misure di tagli salariali e conseguenti aumenti sui prezzi dei prodotti e dei servizi offerti agli utenti. Abbiamo intervistato alcuni dei protestanti per cogliere e perpetrare necessità e richieste degli esercenti.

Cosa auspicate possa derivare da questo sit-in?
«Siamo qui a manifestare con dipendenti e famiglie, per contestare una delle delibere più assurde tra i lasciti della vecchia amministrazione. In primis contestiamo l'aumento vertiginoso, per l'esattezza il 400% in più sulla tassa di occupazione del suolo pubblico, in secondo luogo ci rammarica il non essere stati minimamente interpellati nella effettiva manovra decisionale, in maniera particolare il periodo storico ed economico che stiamo vivendo rende più che mai necessario il congelamento delle tariffe, infine una volta insediatasi la nuova amministrazione sarebbe preferibile essere considerati per affrontare questa e una miriade di problematiche che caratterizzano il centro storico e che quindi ci riguardano da vicino, proseguiremo ad oltranza, manifestando ogni giorno fino a quando non arriveranno cambiamenti tangibili»

Cosa chiedono gli esercenti all'amministrazione comunale?
«L'aumento quadruplo delle tasse di occupazione non ci voleva proprio in questo periodo di crisi, chi pagava prima 150 € si ritrova a pagarne 600 €; bisognava considerare la categoria prima di attuare certi aumenti decisamente ingiustificati, questa delibera sciacalla altro non fa che metterci in ginocchio. Non possiamo accettare il ben servito della vecchia amministrazione, loro alla fine sono andati via e ci hanno lasciato questo enorme carico sulle spalle. Si parla tanto di incrementare e favorire il settore turistico ma in realtà si pensa solo all'apertura di centri commerciali 365 giorni l'anno, noi invece che siamo l'accoglienza dei turisti veniamo considerati semplici spacciatori di alcool»

Dipendenti e famiglie come vivono questa situazione?
«Se si considera un minimo di quattro cinque dipendenti per attività, ognuno con famiglie e mutui a carico si arriva a comprendere esattamente quanto sia grave la situazione, nel nuovo millennio non facciamo altro che regredire»

Quali sono le difficoltà delle attività commerciali del vostro settore?
«Crediamo siano assolutamente fuori luogo misure del genere a livello di tassazione, mentre non si fa nulla per migliorare la situazione propriamente logistica che ci troviamo a vivere nel centro storico»

Giovani e nuovi imprenditori cosa chiedono?
«Chiediamo di essere incentivati nelle nostre ambizioni, piuttosto che bloccati nelle nostre aspettative, questi cambi repentini non consentono la crescita né imprenditoriale né individuale della stessa città di Barletta, speriamo che il Commissario Prefettizio possa incontrarci e interessarsi alla nostra situazione»

Francesco Divenuto, presidente della Conf Commercio cosa sente di dichiarare stamane?
«In qualità di presidente sono qui presente per dimostrare l'assoluto sostegno agli esercenti di Barletta, dal 20 Febbraio giorno in cui è stata approvata la delibera a oggi non abbiamo avuto nessun tipo di risposta, perciò siamo qui per chiedere l'intervento del Commissario Prefettizio»
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