Religioni

«La persona al centro della vita sociale»

Documento del Consiglio Pastorale Zonale, che racchiude la 21 parrocchie di Barletta. Un appello ai futuri amministratori

Il Consiglio Pastorale Zonale è l'organismo che rappresenta unitariamente le diverse realtà ecclesiali di Barletta, soprattutto delle 21 parrocchie della città e dell'associazionismo cattolico. Esso è costituito da sacerdoti, diaconi, religiosi e, per la maggior parte, da laici. Suo compito è coadiuvare il Vicario Episcopale nel coordinamento della vita pastorale zonale, proporre le linee generali della pastorale, verificarne la realizzazione, confrontarsi ed esprimersi sulle questioni relative alla vita ecclesiale e sociale cittadina, in uno stile di comunione con l'Arcivescovo e il Consiglio Pastorale Diocesano. Il documento è stato approvato dall'Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri e dal Clero cittadino.

«A tutti quelli che vogliono il bene della nostra città

"È bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio".
(Joseph Antoine Dinouart, L'arte di tacere, 1771).

La persona al centro della vita sociale. Il nostro è il parlare della gente comune. Da laici cristiani, a cui compete l'assunzione delle realtà temporali, della nostra amata Barletta, vi presentiamo queste riflessioni che prendono le mosse da alcuni tra i problemi che preoccupano la nostra gente: il "bene comune", la crisi economica; il futuro della nostra città; il mondo giovanile e la necessità di lavoro. Desideriamo riflettere insieme sulla base degli ultimi avvenimenti che hanno visto la città ancora una volta alle prese con difficoltà di ogni genere, ascoltarci sui temi "caldi" del vivere in società, riscoprire le motivazioni ideali del nostro servizio alla collettività. Si tratta della capacità di saper cogliere il volto concreto del bene comune e della dignità della persona, così da poter offrire una risposta coerente e duratura alle attese di tutti. Con questo scritto vorremmo anche ricordare alcune dimensioni oggi richieste a chi desidera impegnarsi in politica, avendo presente la Dottrina Sociale della Chiesa.

IL PRIMATO DELLA COSCIENZA
Nel nostro caso s'intende la ricerca di persone che possano promuovere il bene comune, superando gli interessi di parte di solito nascenti da logiche di mercato. In questo ciascuno di noi è interpellato! Il primato va alla coscienza, quale ricerca della verità nel confronto umile, tenace e costante, per far emergere il volto del bene, del pulito, del nuovo.

DUE OPPORTUNITA' DA RICORDARE
La prima è legata alla convinzione che bisogna cambiare cominciando da noi stessi, ciascuno per la parte che gli compete e per il ruolo che svolge. La seconda è correlata alla necessità dell'impegno educativo quale contributo di azione da parte di tutte le agenzie chiamate a offrire alle giovani generazioni la sollecitudine che ponga fine all'increscioso sistema che pretende di comprare tutti e tutto. In questa categoria rientra anche la logica del voto controllato o di scambio che rischia di diventare una piaga ignorata o giustificata dall'attuale momento di difficoltà economica. Perché si realizzi la "sana laicità", richiesta da Benedetto XVI, è necessario non eludere le domande: "Quale società si vuole costruire? Quali valori si devono porre a fondamento della vita di un popolo, di una società?".

AI FUTURI AMMINISTRATORI
E' necessario ricordare una serie di valori fondamentali da proporre all'attenzione di quanti, nei prossimi mesi, parteciperanno alla vita politica e civile di Barletta, e a quanti assumeranno responsabilità di carattere istituzionale nel prossimo futuro. Dalla grande tradizione cristiana e civile, che ha visto la nostra città di Barletta vivere tempi migliori rispetto al presente, emergono le risorse necessarie per cui l'attuale società può ritrovare la sua identità e vivere una stagione nuova della sua responsabilità. Il primo valore da salvaguardare è certamente quello dell'assunzione delle proprie responsabilità, personali e sociali. Un altro valore per la nostra società è la famiglia riconosciuta come: unica, indissolubile, eterosessuale, responsabile della generazione dei figli. La singolare vocazione dell'uomo e della donna è resa possibile in seno alla famiglia, cellula fondamentale della società. Essa va difesa e promossa senza nessuna manipolazione o minaccia. Una virtù da salvaguardare e coltivare è il rispetto della dignità personale. Abbiamo bisogno di trovare unità in un insieme di valori come quelli sociali e di solidarietà verso i più svantaggiati. A coloro che, a vario titolo, sono impegnati nella cosa pubblica o desiderano esserlo, ricordiamo che la politica è amore per la vita sociale, per la città. La Chiesa da sempre considera la politica come una forma alta di carità (Paolo VI). Per questo afferma che il politico è chi decide di dedicarsi alla vita sociale, al suo buon funzionamento, sapendo che lo scopo primario è la giustizia e la carità.

ALLORA NON SCORAGGIAMOCI!
Evitiamo ogni tentazione di torpore e d'inerzia, perché cambiare è possibile. Confortati dai segni di speranza presenti tra noi, rafforziamo il senso di responsabilità e la volontà di operare per lo sviluppo di ogni uomo e donna di questa città, per le generazioni future, senza trascurare nessuna delle energie che possono contribuire a farci crescere insieme.

La speranza cristiana comporta il dovere di abbattere muri, spezzare catene, aprire strade nuove, mediante la promozione e la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona. Se abbiamo fatto questa riflessione è perché siamo convinti che essa sia unicamente frutto dell'attenzione alla persona e dell'amore alla Città della quale siamo parte integrante e che vorremmo riprendesse ad avere un'anima. Ci conforta la benedizione del nostro Arcivescovo, unitamente a quella dei sacerdoti e dei diaconi di Barletta».
  • Chiesa cattolica
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