
Scuola e Lavoro
La narrativa breve di Giuseppe Lagrasta, docente barlettano
La scrittura breve del professore come ponte tra letteratura, scuola e giovani
Barletta - giovedì 8 gennaio 2026
Il prof. Giuseppe Lagrasta, docente di Lingua e Letteratura italiana nelle scuole secondarie superiori, e successivamente dirigente del Liceo Classico Caldiero di Barletta, studioso di management scolastico e di innovazioni didattiche, Lagrasta si è occupato di letteratura, nello specifico in riferimento al periodo del Novecento, pubblicando articoli e saggi su: Italo Calvino, Elio Vittorini, Tommaso Landolfi, Dino Buzzati, Gianni Rodari. Si occupa inoltre di letteratura fantastica e di analisi delle forme narrative brevi.
La scrittura breve espressa in nei suoi racconti si presta come strategia per avvicinare i giovani alla lettura e alla scrittura, strumenti necessari per l'interpretazione dei contesti complessi che si vivono quotidianamente. In tal modo, la narrazione breve si colloca all'interno della letteratura fantastica, dove si racconta il fantastico quotidiano intrecciato al fantastico straordinario. In tale disseminazione di eventi il richiamo a Jorge Luis Borges, a Italo Calvino, Tommaso Landolfi e Dino Buzzati, avvolge la narrazione di un inquieto soprannaturale, utopico mistero che si dipana tra la vita e la morte, lo stupore e la meraviglia, la cura e l'abbandono, l'amore, la gioia ma anche il tradimento della vita e della sorte.
In questa bottega della fantasia colorata di arcobaleni e di oscuri colori labirintici, sempre in procinto di disparire, il ruolo del narratore implicito assume una leva strategica per dimidiare il caos e il disordine e per mediare l'atmosfera labirintica che regna sovrana, tra il quotidiano vivere e il pensare oscuro delle forze magiche e inconsulte.
Anche se il braccio di ferro tra le forze del bene e del male non avrà mai fine, le immagini magiche che attraversano i racconti fantastici operano per mezzo dell'effetto sorpresa con la presenza di una voce misteriosa che con il suo dettato stregato realizza quello che Italo Calvino definisce il fantastico quotidiano, trafantasia e situazioni paradossali, alterate da eventi magici, illogici e innaturali. I racconti fantastici sono definiti anche portatili perché esprimono la leggerezza intesa da Italo Calvino e dalla straordinarietà che caratterizza i racconti di J. L. Borges. Da qui, il modello fantastico portatile, esempio di una letteratura più avvincente e prossima al tempo mentale e immaginativo delle giovani generazioni. Il modello di narrazione fantastico portatile possiede la cura per la vicinanza verso i giovani e utilizza le strategie didattiche per trasformare la narrazione fantastica in un racconto di formazione.
Una raccolta adatta a ridare nuove energie a una letteratura giovanile che chiede innovazione linguistica e sperimentazione stilistica. E quando gli esseri umani prenderanno coscienza che gli automi AI avranno conquistato autonomia di pensiero, coscienza nella gestione delle decisioni intraprese e intelligenza emotiva, allora l'uomo si sentirà un essere de-umano.
La condizione di essere de-umanizzato, consoliderà una società folle e impazzita. E così, molti dei protagonisti che abitano queste storie si comportano come de-umani in cerca di qualità. L'Autore conclude così il suo pensiero.
La scrittura breve espressa in nei suoi racconti si presta come strategia per avvicinare i giovani alla lettura e alla scrittura, strumenti necessari per l'interpretazione dei contesti complessi che si vivono quotidianamente. In tal modo, la narrazione breve si colloca all'interno della letteratura fantastica, dove si racconta il fantastico quotidiano intrecciato al fantastico straordinario. In tale disseminazione di eventi il richiamo a Jorge Luis Borges, a Italo Calvino, Tommaso Landolfi e Dino Buzzati, avvolge la narrazione di un inquieto soprannaturale, utopico mistero che si dipana tra la vita e la morte, lo stupore e la meraviglia, la cura e l'abbandono, l'amore, la gioia ma anche il tradimento della vita e della sorte.
In questa bottega della fantasia colorata di arcobaleni e di oscuri colori labirintici, sempre in procinto di disparire, il ruolo del narratore implicito assume una leva strategica per dimidiare il caos e il disordine e per mediare l'atmosfera labirintica che regna sovrana, tra il quotidiano vivere e il pensare oscuro delle forze magiche e inconsulte.
Anche se il braccio di ferro tra le forze del bene e del male non avrà mai fine, le immagini magiche che attraversano i racconti fantastici operano per mezzo dell'effetto sorpresa con la presenza di una voce misteriosa che con il suo dettato stregato realizza quello che Italo Calvino definisce il fantastico quotidiano, trafantasia e situazioni paradossali, alterate da eventi magici, illogici e innaturali. I racconti fantastici sono definiti anche portatili perché esprimono la leggerezza intesa da Italo Calvino e dalla straordinarietà che caratterizza i racconti di J. L. Borges. Da qui, il modello fantastico portatile, esempio di una letteratura più avvincente e prossima al tempo mentale e immaginativo delle giovani generazioni. Il modello di narrazione fantastico portatile possiede la cura per la vicinanza verso i giovani e utilizza le strategie didattiche per trasformare la narrazione fantastica in un racconto di formazione.
Una raccolta adatta a ridare nuove energie a una letteratura giovanile che chiede innovazione linguistica e sperimentazione stilistica. E quando gli esseri umani prenderanno coscienza che gli automi AI avranno conquistato autonomia di pensiero, coscienza nella gestione delle decisioni intraprese e intelligenza emotiva, allora l'uomo si sentirà un essere de-umano.
La condizione di essere de-umanizzato, consoliderà una società folle e impazzita. E così, molti dei protagonisti che abitano queste storie si comportano come de-umani in cerca di qualità. L'Autore conclude così il suo pensiero.
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