"La città che vorrei"
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"La città che vorrei": il progetto di Retake Barletta con gli studenti del liceo artistico Léontine e De Nittis

Un murales realizzato dalla 4ª AL in via Leonardo da Vinci

La Città che vorrei è il progetto di Retake Barletta che porta al centro la collaborazione tra scuola, volontariato, cittadini attivi e Amministrazione comunale. Un percorso pensato per restituire bellezza a uno spazio urbano, ma soprattutto per raccontare un modo diverso di vivere Barletta.

I volontari della sezione della città hanno cooperato con gli studenti della 4ª AL Liceo Artistico Leontine e De Nittis per rivalutare ed arricchire via Leonardo da Vinci, nella parte scoperta prima del sottopasso di via Alvisi. Non è solo un murale. È un'esperienza condivisa. È il tentativo di far capire ai ragazzi che anche un muro, una strada o un luogo dimenticato possono diventare occasione di cura, partecipazione e responsabilità.

«La cosa più bella non è solo il murale che si vedrà alla fine, ma tutto quello che c'è stato prima», racconta Roberta Piazzolla, responsabile di Retake Barletta. L'idea ha iniziato a prendere forma a dicembre 2024, quando Retake ha condiviso con l'Amministrazione comunale la volontà di trasformare uno spazio non attraverso un intervento calato dall'alto, ma con un lavoro costruito insieme. Cittadini, scuola, associazioni e istituzioni hanno così provato a mettere in pratica un principio semplice, ma importante. La città migliora davvero quando chi la abita comincia a sentirla propria.

È questo il senso dell'amministrazione condivisa. Non sostituirsi al Comune, ma collaborare. Mettere a disposizione tempo, idee, competenze e buona volontà. Perché la cura degli spazi pubblici non può essere solo un compito amministrativo, ma anche un gesto civile, un modo concreto per sentirsi parte della propria comunità.

Nel progetto è stato coinvolto il Liceo Artistico Leontine e De Nittis, in particolare la classe quarta AL, all'interno del percorso di Formazione Scuola Lavoro. «I ragazzi non stanno semplicemente realizzando un murale», spiega Roberta. «Stanno vivendo un'esperienza vera, fuori dalla scuola e dentro la città. Si confrontano con un progetto concreto, con i tempi, con le difficoltà e con la soddisfazione di vedere un'idea che prende forma».

Gli studenti hanno portato talento, creatività, sensibilità e sguardi diversi. Ognuno ha contribuito a immaginare un pezzo di Barletta, trasformando il lavoro artistico in un'esperienza di cittadinanza attiva. Fondamentale è stato il ruolo della scuola e della tutor scolastica, la professoressa Valentina Mannea, che ha accompagnato la classe con attenzione, disponibilità e grande cura.

Dai lavori realizzati dagli studenti sono state selezionate tre proposte, poi sottoposte a un contest pubblico per coinvolgere anche la cittadinanza nella scelta finale. In questo modo il murale è diventato qualcosa di condiviso ancora prima di essere realizzato.

Durante la prima settimana di giugno, dopo l'autorizzazione dell'Amministrazione comunale, i volontari di Retake hanno iniziato l'intervento in via Leonardo da Vinci, nella parte scoperta prima del sottopasso di via Alvisi. Studenti e volontari, con il supporto di Nunzia Guacci, Roberta Piazzolla e della tutor scolastica, hanno lavorato insieme con entusiasmo e spirito di squadra.

«Il valore più grande è proprio questo», racconta Roberta. «Far capire che Barletta può cambiare anche così. Con una scuola che si apre al territorio, con i giovani che diventano protagonisti, con i cittadini che non restano a guardare e con l'Amministrazione che permette a queste energie positive di trovare spazio».

Un progetto come questo non nasce da solo. È stato possibile grazie a tante persone e realtà che hanno scelto di mettersi a disposizione. Tecno Assistenza Edile di Detto Francesco, Damato Medica srl, il grafico Giovanni Lombardi di MixArte, l'ingegnere Vito Piazzolla per il piano di sicurezza, Azienda Edile L'Abitare di Laporta Francesco, che ha ripristinato gratuitamente il muro rendendo possibile l'avvio concreto dei lavori, e i fantastici volontari di Retake Barletta.

Anche il sostegno economico e operativo ricevuto è stato importante. Il volontariato vive di passione, ma ha bisogno anche di strumenti, materiali, competenze tecniche, organizzazione e persone disposte a esserci davvero. Dietro un murale non ci sono solo colori e pennelli. Ci sono sopralluoghi, telefonate, documenti, fatica, pazienza e tanta voglia di fare bene.

Per questo La Città che vorrei non è soltanto il titolo di un'opera. È il nome di un desiderio più grande. È l'idea di una Barletta più curata, più partecipata, più capace di ascoltare e coinvolgere. Una città in cui i ragazzi non siano spettatori, ma protagonisti. Una città in cui la scuola possa uscire dalle aule e incontrare davvero il territorio. Una città in cui associazioni, cittadini e istituzioni possano lavorare insieme, ognuno con il proprio ruolo.

Il murale resterà visibile, ma ancora più importante sarà ciò che questo percorso avrà lasciato nelle persone che lo hanno pensato, scelto, preparato e realizzato. Quando i ragazzi si fermano davanti a quel muro e riconoscono che lì c'è anche un pezzo di loro, si capisce che il progetto ha già prodotto qualcosa di prezioso. Per noi La Città che vorrei è proprio questo. Non solo un'opera su un muro, ma un modo diverso di guardare Barletta e immaginarla più bella e curata.
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