Katia Bufo
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Politica

Katia Bufo: «Perché un voto libero per Mino Cannito»

Lettera aperta della candidata al Consiglio Comunale, «Cannito è uno di noi, sempre tra la gente»

«Mi presento: sono Katia Bufo, una semplice cittadina barlettana, madre di due figli, moglie, figlia di Francesco Bufo, un padre meraviglioso, che ho perso due anni fa e che rivedo per la sua tempra, nel suo storico amico nonché candidato sindaco Mino Cannito. Ho avuto la fortuna di conoscere il Dottor Cannito e l'ho sempre reputato un uomo dai grandi valori, un grande medico, un padre e un nonno amorevole: UNO DI NOI, SEMPRE tra la GENTE e per la GENTE. Per questo motivo ho deciso di candidarmi, sostenendo quello che ritengo possa essere l'unico vero PADRE per i barlettani. La mia lettera non vuole essere uno spot alla mia persona, ma semplicemente un richiamo alla riflessione per tutti i cittadini prossimi al voto. Se il mio modo di vedere le cose porterà anche una sola persona a riflettere e a intercettare il mio stesso punto di vista, non sarà stato vano.

In questi mesi, ho ascoltato le voci di tanti miei concittadini e ho notato un senso di sfiducia, rassegnazione e mortificazione da parte di tutti verso un sistema malato e per molti corrotto. Ho sentito sfottò verso tutti ma a me, preme il voler far comprendere che non tutti i candidati sono uguali. Apprendo, ad esempio, di promesse assurde ma non tutti i cittadini, fortunatamente, si fanno abbindolare.

Purtroppo è sempre così, per gli errori di pochi, ne pagano le conseguenze tutti e come si suol dire "si fa di tutta l'erba un fascio". Ho ascoltato sgradevoli canzonature e facili ironie sul mio candidato sindaco Mino Cannito riguardanti la sua sfera privata e non soltanto politica. Qualcuno ha voluto sorridere su uno dei suoi passatempi preferiti, il MEDIATORE (noto gioco di carte, orgogliosamente barlettano, tramandato ai nostri giorni di generazione in generazione), con uno stucchevole tentativo di schernire la persona Mino Cannito. Viceversa la sua simpatia verso tale gioco dovrebbe far comprendere quanto Cannito sia tradizionalista e legato alle proprie origini.

Tanti barlettani hanno avuto modo di conoscerne e apprezzarne le qualità nel reparto ospedaliero più difficile, il PRONTO SOCCORSO, e altrettanti lo ricordano nei tragici momenti successivi al crollo di Via Roma, allorché si recò immediatamente sul posto e in tante altre tristi occasioni. Sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, in prima linea, smentendo con i fatti quel cosiddetto "caratteraccio" che alcuni gli affibbiano in modo alquanto ingeneroso.

Molti barlettani possono testimoniare di aver ricevuto una visita, una telefonata, un semplice supporto morale dal sindaco Cannito nei momenti difficili. Degli altri, invece, non ricordano. Qualcuno ha puntato il dito contro Mino perché "non avrebbe fatto nulla durante il suo mandato": falso! Mino è un gran lavoratore e deve concludere le tante cose che la cattiva politica non gli ha permesso di concludere. Vorrei ricordare a tutti, infatti, che il suo breve incarico è stato brutalmente condizionato da una pandemia mondiale. Inoltre, mentre il nostro sindaco era impegnato nel coordinamento a livello cittadino della gestione del virus e delle innumerevoli problematiche ad esso connesse in tutti i settori della vita quotidiana, una buona fetta dell'allora maggioranza era intenta a confabulare l'ormai famoso TRADIMENTO. Ebbene sì, in merito al tradimento – da parte della sua stessa coalizione, nella quale aveva riposto la massima fiducia – non può essere avvenuto dal giorno alla notte, bensì studiato, programmato e organizzato in ogni suo dettaglio. La medesima coalizione non ha voltato le spalle soltanto al sindaco, ma ha raggirato tutti i cittadini lasciandoli completamente soli per otto lunghissimi mesi. Chi ama la propria città, non tradisce mai! I barlettani però sono intelligenti e non dimenticheranno.

Mi domando, inoltre, come mai, adesso, ogni candidato è intento a manifestare belle idee e voglia di aiutare Barletta a rialzarsi. Fanno a gara nel cercare di incontrare la gente, spacciandosi per il nuovo e mistificando i danni del passato. Con Cannito e prima di Cannito, dove siete stati?

Volevate colpire il nostro sindaco per i vostri interessi personali, ma le conseguenze le hanno pagate a caro prezzo soltanto i cittadini, da troppo tempo sfiduciati e disorientati da un sistema malato.

Alla pari di tutti i barlettani, io sono stanca di assistere a sterili guerre politiche, soprattutto sui social, finalizzate ad acciuffare ogni minimo voto. L'unica verità è che avete tradito un GRANDE UOMO, UN GRANDE MEDICO, UN GRANDE SINDACO e state continuando a farlo anche in campagna elettorale.

Purtroppo le risposte a tutti i dubbi atavici dei barlettani tardano ad arrivare. In qualità di semplice cittadina che ama Barletta, come mamma che vorrebbe che i propri figli restino e lavorino nella nostra città, chiedo a tutti di riflettere e di usare, domenica 12 giugno, l'unica nostra arma a nostra disposizione: LA MATITA. Ricordate che la cabina elettorale è come il vostro cuore, nessuno può e né nessuno deve condizionare la vostra scelta.

Il mio impegno è orientato a restituire dignità e un'identità positiva alla città e ai cittadini. BARLETTA NON È QUESTA E NOI BARLETTANI ESIGIAMO ANZITUTTO UNA CITTÀ SANA E SICURA per garantire un vero futuro ai nostri figli.

L'unica promessa che posso fare a tutti i cittadini è quella di mantenere sempre e comunque la mia integrità morale sostenendo fino alla fine un uomo perbene come Mino Cannito, restituendo dignità e soprattutto identità ad una BARLETTA ormai in caduta libera, per colpa di chi per troppi anni l'ha male amministrata.

Con affetto, una di voi».

Katia Bufo
Candidata al Consiglio Comunale
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