Dimiccoli Maffei Salerno
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La città

Il ricordo di Ruggiero Dimiccoli, protagonista della vita di Barletta

Le parole del giornalista Nino Vinella: «Un uomo generoso, aperto, leale, corretto fino all’estremo»

Barletta in lutto per la scomparsa del dottor Ruggiero Dimiccoli: la città perde un indimenticabile protagonista della vita civile, politica, amministrativa e soprattutto culturale negli ultimi cinquant'anni. Quando chi come lui operava per il bene pubblico (Sindaco per pochi mesi dal 1996 a metà del 1997) sosteneva il proprio impegno con quei valori fondamentali di un'educazione ricevuta in famiglia, poi generosamente spesa nella passione per lavorare a favore della collettività.
Ruggiero Dimiccoli è sempre stato nei fatti, nei gesti, nelle intenzioni un uomo generoso, aperto, leale, corretto fino all'estremo. Dove per generosità si deve intendere quel tratto caratteriale della personalità che nulla lesina ma anzi abbonda, nelle lodi come nelle critiche, verso l'altro: ben sapendo che solo in chiarezza si realizzano ed ottengono rapporti e relazioni umane durevoli in questo tempo dove dominano ipocrisia, rancori, opportunismi, egoismi…

Figlio di un medico (Giuseppe), e con un fratello affermatosi nel campo dell'ortopedia a Firenze (Nicola), Ruggiero Dimiccoli si era specializzato in ostetricia e ginecologia: egli ha sempre visto e fatto nascere la vita. Così nel privato, e tanto sarebbe già bastato a fare della sua figura un riferimento costante nel sociale di Barletta. La sua generosità e soprattutto l'esempio paterno di dedizione e di attaccamento al bene pubblico lo hanno sempre più sospinto a spendersi oltre i naturali confini della famiglia e della professione.

La sua presidenza dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Barletta e Canne della Battaglia resta nella memoria (almeno di chi vuole ricordare) come la stagione più feconda, realizzatrice, operosa e produttiva di quella Barletta del secondo Novecento, in particolare a cavallo fra gli Anni Settanta e la fine del secolo scorso.

Come ente terzo rispetto al Comune di Barletta e nel sistema poi riformato dalla Regione Puglia con la sua cancellazione, l'Azienda ebbe con la presidenza Dimiccoli - e l'apporto di Vittorio Palumbieri quale direttore - un campo di manovra proprio nei beni culturali quali luoghi di bellezza da restituire alla pubblica fruizione.

Si deve a quella stagione dei restauri se il Teatro Comunale Curci poté ripresentarsi alla ribalta in tutto il suo splendore con stagioni di richiamo e di successo (gestite direttamente) come ben pochi altri hanno dimostrato di sapere e di voler fare.

Si deve a quel forte impulso di risveglio culturale se l'opera di Giuseppe De Nittis seppe imporsi su scala nazionale dopo decenni di provincialismo.

Si deve a quell'alto profilo di managerialità se la Disfida di Barletta viene oggi ricordata quale Certame cavalleresco in forma rievocativa.

Si deve all'autorevole presenza diffusa sul territorio se il sito archeologico di Canne della Battaglia ebbe una sua visibilità anche durante i momenti bui (tanti, troppi) della chiusura per l'Antiquarium.

Si deve all'operosità illuminata di quel momento, durato abbastanza tempo ma sempre considerato fin troppo breve rispetto ai bisogni di una città come Barletta, se le pubblicazioni sulla cultura cittadina hanno imboccato strade sempre più qualificate.

Si deve alla generosità di un uomo, di un Barlettano come Ruggiero Dimiccoli se oggi possiamo, senza nostalgia ma con pari passione, ritenerci orgogliosi di aver condiviso con lui un tratto dell'esistenza privata e pubblica: nella convinzione, la stessa che lo ha animato fino alle ultime ore, di dedicare la propria umanità, il proprio sapere, il proprio saper fare al raggiungimento e alla condivisione di fini socialmente utili. Orientando, pur fra apparenti incomprensioni ma con lucido sentimento, al bene la coscienza di ciascuno nel comune vincolo di appartenenza e di identità cittadina.

Grazie Ruggiero… anzi, Dottor Dimiccoli per sempre!

Nino Vinella, giornalista
  • Lutto
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