Pino di via Vittorio Veneto
Pino di via Vittorio Veneto
La città

Il pino secolare è pericoloso: «A Barletta il regalo sotto l'albero è un albero che viene abbattuto»

L'intervento di Marco Bruno del Free Walking Tour: «Il Comune non ha fatto nulla per difenderlo»

«Nella mia città succede il paradossale e spesso, di questi fenomeni paradossali, siamo noi cittadini a farne le spese. Nella mia città succede in questi giorni che un pino secolare, piantumato all'inizio del ventesimo secolo in quella che anticamente era un'area di pertinenza dell'ex distilleria, debba essere abbattuto perché un privato teme per la sua incolumità».

Scrive così in un post Facebook Marco Bruno, tra i fondatori del Free Walking Tour Barletta. Il suo intervento si riferisce alla notizia, sulla quale seguirà un approfondimento a cura della nostra redazione, del prossimo abbattimento di un pino secolare di via Vittorio Veneto le cui condizioni rappresenterebbero un pericolo di danno per la villa a ridosso della quale esso si trova.

«Il privato agisce in giudizio e ottiene un'ordinanza di un giudice che ne decreta la fine, dopo oltre cento anni di vita passati ad affrontare intemperie e venti di tempesta, ad ombreggiare, a rubare inquinanti all'atmosfera e a fornire rifugio all'avifauna locale. Nella mia città, tuttavia, succede che il Comune - una volta citato in giudizio per eventualmente far valere le proprie ragioni - NON si costituisca, lasciando questo pezzo di storia arborea della città in balia del suo nefasto destino.

Succede, inoltre, sempre nella mia città, che il rappresentante legale del privato cittadino che chiede l'abbattimento dell'albero sia un consigliere comunale di maggioranza, delineando un quadro a dir poco singolare di potenziali interessi confliggenti tra loro. Succede poi, sempre nella mia città, che lo stesso Comune tramite una relazione del settore manutenzioni, manifesti - probabilmente fuori tempo massimo - il suo dissenso all'abbattimento, evidenziando l'inconsistenza delle motivazioni a supporto dell'ordinanza del giudice, poiché l'analisi del consulente d'ufficio era stata effettuata senza esami tecnici specifici (prova di trazione o tomografia) ma solo tramite analisi visiva dell'albero.

Secondo l'ufficio del Comune, infatti, "l'albero è mantenuto ed è sottoposto a costante monitoraggio da oltre vent'anni. Lo stesso è stato oggetto - circa una decina di anni fa - di un importante intervento di riequilibrio della chioma oltre che di un complesso e delicato intervento di alleggerimento della chioma per conservare immutate le caratteristiche paesaggistiche tipiche dei pini domestici" ... "la sua staticità non appare in alcun modo a rischio".

Peccato però che proprio l'amministrazione del paradossale Comune in cui vivo avrebbe potuto costituirsi in giudizio per far valere le proprie ragioni davanti ad un giudice o, in extrema ratio, proporre reclamo contro l'ordinanza di abbattimento in primo grado. C'era tempo fino al 7 dicembre per farlo. C'era, appunto.

Nei prossimi giorni la nostra cittadinanza perderà uno splendido esemplare monumentale di pinus pinea senza che il suo legittimo proprietario, il Comune di Barletta, abbia fatto NULLA per difenderlo. Voglio tralasciare il valore affettivo che questo albero ha rappresentato per me che ci sono cresciuto a fianco, volendo invece ricordare a tutti coloro che leggeranno questo post che gli alberi rappresentano un patrimonio che appartiene alla collettività, del pari valore di un palazzo antico o di un monumento. Un patrimonio dal valore non solo ambientale ma anche economico, che una amministrazione comunale ha il DOVERE di difendere o quantomeno di provare a farlo.

"L'albero monumentale è un tesoro dal valore inestimabile che custodisce secoli e secoli di memorie, leggende e avvenimenti storici. Esso un bene storico-culturale a tutti gli effetti, vero e proprio monumento naturale. L'albero monumentale è giunto tale fino a noi perché inserito in un contesto ambientale dove il disturbo dell'uomo è sempre stato minimo o perché lo stesso esemplare è stato oggetto di venerazione e sacralità presso le popolazioni locali" (Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio). Nel Comune paradossale in cui vivo il regalo sotto l'albero è un albero che viene abbattuto».
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