Archivio di Stato Barletta
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La città

Debutta su internet l'Archivio di Stato di Barletta

Su Facebook il racconto dei tesori custoditi nell'archivio barlettano

Da Barletta l'Archivio di Stato risponde all'attuale situazione di emergenza Covid 19 e si rilancia online spalancando sul web le porte del suo sterminato patrimonio documentario. In un video totalmente ideato, realizzato e autoprodotto, la Sezione barlettana affida alla voce ed alla figura del responsabile - l'archivista Michele Grimaldi con esperienza in oltre quarant'anni di lavoro - per la prima puntata di un ciclo illustrativo dedicato a divulgare sulla pagina Facebook "#BarlettaIntervistaL'Archivista" quei "tesori" gelosamente custoditi.

L'iniziativa espande ed applica nel territorio di competenza (in Puglia praticamente da Bari in su) l'annuncio lanciato su scala nazionale dalla Direzione generale Archivi in questi giorni di grande emergenza e attenzione collettiva.

"Documenti, immagini, filmati, tutto ciò che siamo stati come Nazione e come persone, e ciò che ci indica il nostro avvenire, ha negli Archivi la sua casa. Siamo felici di portarlo ancora una volta nelle case di tutti – ha dichiarato il Direttore generale Archivi Anna Maria Buzzi - Non conosciamo cura migliore, in questi giorni, che riscoprire noi stessi e la nostra storia. Gli archivi italiani sono aperti per questo: auguriamo, quindi, un buon viaggio ai nostri concittadini, tutti gli Italiani che, oltre ad aver offerto una straordinaria immagine di resilienza, hanno saputo e voluto fornire un'altra grande risposta: la richiesta di contenuti di bellezza, di condivisione di conoscenze, di movimento delle idee. Ecco perché la nostra Direzione generale, aderisce, con tutti gli Istituti archivistici, alle varie campagne promosse dal Mibact; #IoRestoaCasa, Italia Chiamò, Dantedì. Un modo ulteriore di aprire l'immenso patrimonio di conoscenze, Memoria e curiosità ai cittadini".

In questa scia, i ventitre minuti del video a cura di Michele Grimaldi presentano appunto quei "tesori" d'archivio rimasti finora esclusi da una più aperta condivisione e da quella fruizione totale che, in attesa della nuova sede nella spettacolare e monumentale location dell'ex Caserma Stennio in via Manfredi, sono presentati quale… aperitivo di un più ricco "menù" dopo questa prima puntata.

Il documento conservato più antico? Un testamento del XVI secolo trascritto dal notaio su pergamena di animale… La curiosità più… curiosa? Il Registro delle nascite anno di grazia 1846 dove il piccolo Giuseppe Gaetano, nato il 25 febbraio, viene trascritto col cognome Denittis (tutto attaccato) mentre il padre Raffaele si sottoscrive "De Nittis" come poi sarebbe comparsa la firma sui capolavori dell'Impressionismo europeo… E poi i fogli matricolari del Distretto militare, le ultrasecolari "carte" amministrative del Comune di Barletta: una inesauribile "miniera" che è stata anche esposta in numerose e qualificate mostre iconografiche e documentarie, anche di livello internazionale, dagli Anni Ottanta fino allo scorso mese di settembre con la mostra sui 60 anni dal tragico crollo del 1959 in via Canosa (Palazzo del Governo) e la realizzazione del relativo catalogo (AdMaiora Editore, Trani) presentato a dicembre in Senato.

"Barletta intervista l'Archivista" ha costituito l'asse portante dell'omonimo progetto, coordinato e condiviso con il giornalista Nino Vinella, Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia ed Archeoclub d'Italia Onlus, per tre consecutivi anni scolastici - dal 2017 allo scorso mese di febbraio - nella Scuola media De Nittis a favore di centinaia di studenti incontrati classe per classe grazie alla sinergica disponibilità del corpo docente e della Dirigente scolastica dott.ssa Concetta Corvasce quale arricchimento dell'offerta formativa su base assolutamente volontaristica.
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