Pasquale Cascella
Pasquale Cascella
Politica

Cascella in Consiglio comunale: «Indietro non si torna»

«I partiti facciano proposte per portare in avanti l'amministrazione»

Ci si aspettava un Cascella all'attacco in Consiglio comunale, ma è stato un intervento, quello del sindaco, in linea con il suo stile dialettico che abbiamo imparato a conoscere, nel caso di oggi, netto ma non fino al punto da essere ultimativo. Il sindaco è intervenuto in apertura del secondo punto all'ordine del giorno della seduta consiliare di oggi, ovvero l'approvazione delle Linee Programmatiche di Mandato 2013-2018. In precedenza c'è stato chi, come il consigliere Cannito, ha chiesto duramente di avere spiegazioni sulla crisi politica in atto, riferendosi anche ad un'intervista del sindaco di oggi, nella quale, secondo Cannito, Cascella «getta discredito sulla classe politica barlettana». Anche il consigliere Damiani è intervenuto chiedendo di porre una pregiudiziale per avere spiegazioni sulle dimissioni di Chieppa e su come il sindaco intenda andare avanti.

Cascella, intervenendo poco dopo, ha parlato delle dimissioni di Chieppa come di «un atto politico compiuto nei confronti degli organi dirigenti del suo partito (Scelta Civica ndr), che ha avuto un iter complesso: è avvenuto già il 5 dicembre, e poi la settimana scorsa, e che verranno formalizzate oggi». Dimissioni dovute ai «dissensi emersi pubblicamente in Consiglio comunale» con il gruppo consiliare. «Non ignoro però la situazione - ha aggiunto - Ci ritroviamo dopo 8 mesi, e 8 mesi sono tanti, a dover approvare le Linee Programmatiche. Ciascuno potrebbe magari invocare giustificazioni. Il disagio è il rammarico per un ritardo di per sé eloquente».

«Ho apprezzato dell'assessore Chieppa il coraggio per come ha saputo affrontare le critiche ricevute, la dignità con cui ha riconosciuto qualche scivolone di percorso (il riferimento è alle "citazioni" nelle linee programmatiche" ndr), e la responsabilità con cui ha affrontato l'atto che andremo ad approvare (le Linee Programmatiche ndr)».

«Questa Giunta è stata definita sin dall'inizio "Giunta politica", non partitica - ha voluto ricordare - Dubito che la soluzione sia il ritorno al passato. I guasti del tempo andato zavorrano l'attività della Giunta e del Consiglio. Dobbiamo riflettere su quali nuove e coerenti responsabilità assumerci. Bisogna abbandonare il passo del gambero. I Partiti propongano nomi, esperienze, per portare avanti questa amministrazione. Indietro non si torna - ha concluso Cascella - Solo rispettando il mandato degli elettori, potremo essere rispettati al momento del giudizio».

Sindaco, lei ha detto: «Indietro non si torna». Questo vuol dire che lei le richieste di rimpasto le rispedisce ai mittenti?
«Il problema non è il rimpasto, perchè comunque quando qualcuno si dimette bisogna poi provvedere. C'è anche un'esigenza di andare avanti. Quindi se ci sono soluzioni più avanzate, ben vengano; confrontiamoci su questo terreno, su come rafforzare l'attività amministrativa. Altra cosa è tornare a esperienze che mettono in discussione la natura di questa amministrazione, che è il punto di incontro tra la politica e la società. Se invece si ritiene che bisogna tornare a fare giunte partitiche, questa è una logica che non mi appartiene. Io ho lanciato qui in Consiglio comunale una proposta: spero mi sia data una risposta. Ho un grande rispetto per la politica e per la dialettica democratica. Se la politica vuole dare un punto più avanzato nell'interesse generale, sono pronto».

Accetterà le dimissioni dell'assessore Chieppa?
«Intanto devono essere formalizzate. Io ho dato atto all'assessore Chieppa, con la grande coerenza proprio con l'impostazione di questa Giunta. In effetti, un problema si è posto: un problema di dissenso all'interno di una forza politica. Spero che Scelta Civica contribuisca ad aiutare a superare questo stallo nella rappresentanza di quella forza politica. Io però non interferisco nelle dinamiche interne di un partito, sennò metterei in discussione lo stesso carattere di questa esperienza amministrativa».

Il cerino adesso è in mano ai partiti?
«Il cerino è sempre in mano alla dialettica democratica. Poi, i partiti potranno rimandarlo a me, e continuare.. Vediamo».
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