Caracciolo - Cannito
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Politica

Caracciolo risponde al sindaco di Barletta: «Si assuma la responsabilità dei suoi fallimenti»

La replica del consigliere regionale al primo cittadino

«Nonostante sia un medico e quindi abbia tutti gli strumenti per tutelarsi, il caldo di questi giorni deve aver prodotto un brutto effetto sul sindaco di Barletta che mi chiama in causa e mi rende epicentro del destino politico della città dimenticando come il sottoscritto si sia messo sempre in discussione e come mai nella sua azione abbia offeso l'intelligenza dei cittadini barlettani. Al contrario, il primo cittadino, pur di continuare a rimanere in sella è pronto ad ogni tipo di giravolta politica. Non ho mai creduto all'uomo solo al comando ma ho lavorato solo alla costruzione di progetti, ampi, condivisi e che contengano una programmazione seria e finalizzata alla crescita della città». Ad intervenire sul tema è il consigliere regionale e presidente del gruppo PD Filippo Caracciolo.
«Analizzando la situazione politica - spiega Caracciolo - il sindaco di Barletta mi cita dimenticando la mia assenza in consiglio comunale e soprattutto dimenticando come io sia da ormai 10 anni al servizio della nostra città e del territorio della BAT nelle vesti di consigliere regionale. Dragaggio del porto; lavori per il canale Ciappetta-Camaggi; fondi per l'eliminazione del canale H, per il potenziamento del collettore D e il contrasto all'erosione costiera; consegna di alloggi popolari; sede dell'ARPA BAT e della vigilanza ambientale a Barletta; risanamento degli scarichi del lungomare di Ponente; potenziamento del depuratore e nascita dell'impianto per il riuso delle acque reflue; riqualificazione delle periferie; nascita dei giardini di via Ofanto; finanziamenti recuperati per la nascita dei centri di raccolta e riuso comunali; community library: sono solo alcuni degli interventi favoriti dalla mia azione in Regione.

Va riscontrato, piuttosto - afferma Caracciolo - come spesso il mio lavoro sia stato vanificato da una cattiva gestione e dalla perdita di finanziamenti seguiti poi da scuse che non cancellano il fallimento nei confronti della cittadinanza. Piuttosto che addebitare le sue colpe ad altri - prosegue il consigliere regionale - il sindaco di Barletta si chieda perchè ha fallito. Si chieda perchè da capo politico ed amministrativo non sia riuscito ad essere collante per la sua maggioranza, si chieda perchè abbia collezionato magre figure nel corso degli anni mettendo la città alla berlina anche nei confronti degli altri capoluoghi e delle altre amministrazioni. A tal proposito vedasi la magra figura ottenuta candidandosi alla presidenza della provincia ed ottenendo appena 17 voti. Già da allora, era il settembre 2019, il sindaco di Barletta avrebbe dovuto interrogarsi sul reale sostegno della sua maggioranza. Anche in quella occasione il primo cittadino ha provocato un grave danno di immagine ad una città medaglia d'oro al valore militare e al merito civile.

A meno di 24 ore dal consiglio comunale - aggiunge Caracciolo - il sindaco cerca un nemico o un capro espiatorio per giustificare il suo fallimento, ma ha sbagliato completamente obiettivo. Il suo, appare come il tentativo di chi, conscio di aver fallito cerca di scaricare su altri la responsabilità. Indicare in consiglieri comunali che da sempre lo hanno sostenuto e da sempre hanno manifestato con limpidezza le proprie posizioni come i fautori delle sue difficoltà, è un atto vile che nasconde l'incapacità politica di chi ha pensato di poter governare un giorno con la destra, l'altro con la sinistra e l'altro con non so chi senza avere mai una vera progettualità.

Invito il sindaco di Barletta a prendere atto del suo fallimento, ad assumersi, finalmente, le sue responsabilità e a chiedere seriamente scusa alla città. Aldilà del primo cittadino, continuerò - conclude Caracciolo - a lavorare per l'interesse del territorio senza addebitare ad altri le mie mancanze che qualora dovessero emergere mi porterebbero senza dubbio a fare un passo indietro. Questi sono i valori con i quali sono cresciuto».
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