Barletta tra ambiente e viabilità
Barletta tra ambiente e viabilità
La città

Barletta tra ambiente e viabilità: le mancanze della politica e le responsabilità dei cittadini

Un'analisi critica dei problemi atavici che investono la città

A più di una settimana dal Friday For Future sono ancora le tematiche ambientali ad essere al centro dell'attenzione del dibattito politico sia a livello nazionale che a livello locale. Di ambiente si è discusso anche durante l'ultimo consiglio comunale di Barletta dove un lungo intervento dell'assessore Passero ha dato il via al prevedibile dibattito in aula tra gli "abbiamo fatto" della maggioranza, e i "non avete fatto" delle opposizioni.

Puzza e inquinamento, problemi atavici

Naturalmente non tutto è da buttare, anche perché in materia di tutela dell'ambiente e lotta all'inquinamento da qualche tempo a livello comunale – sia con l'attuale giunta guidata da Mino Cannito, che con quella guidata da Pasquale Cascella - qualcosa si sta muovendo grazie anche (se non soprattutto) alle meritorie battaglie e sollecitazioni provenienti da associazioni e collettivi. Tuttavia è del tutto evidente che ancora tante, e gravi, restano le problematiche da risolvere. Basti pensare alla "puzza di Fonzies" di Ferragosto per la quale pare si stia muovendo la Procura della Repubblica; all'eterna e irrisolta questione del monitoraggio delle aziende insalubri; al nostro mare che da qualche estate si caratterizza per particolarità unica nel suo genere: quella di presentarsi in modalità "Salento" a inizio stagione per poi passare alla modalità "Rimini 1989 (anno della mucillaggine)" da Luglio in poi. Tutto questo a causa dei famigerati Canale H e Ciappetta Camaggio per i quali la Regione Puglia ha stanziato non pochi quattrini per una bonifica il cui inizio dei lavori è ancora ben al di là da venire. Per non parlare delle pietose condizioni del fiume Ofanto che da decenni ormai trascina in mare con se ogni sorta di lordura.

I barlettani possono fare di più

Ma detto delle responsabilità della politica, o presunte tali, quando si parla di inquinamento a Barletta sarebbe anche ora di ammettere che noi cittadini siamo tutt'altro che scevri da responsabilità. Basti pensare ai continui roghi di sterpaglie e rifiuti vari, oltre al delinquenziale abbandono di materiale edile di risulta. Tutti eventi che da tempo immemore flagellano le nostre campagne e ai quali abbiamo già accennato in un precedente articolo. E neanche in città la situazione sembra essere tra le più rosee, dove, ai sopracitati fattori di inquinamento si aggiunge la poca voglia da parte dei cittadini di mettere definitivamente da parte vecchie e malsane abitudini, come stanno a testimoniare le reazioni non certo di approvazione ai nuovi provvedimenti dell'amministrazione in materia di viabilità.

Non poche lamentele, a tal proposito, ha infatti suscitato ad esempio la chiusura al traffico veicolare di Piazza Caduti. Una polemica rispettabile fin che si vuole, ma che è anche la plastica dimostrazione di quello che è un vizio atavico di molti barlettani: quello di usare l'automobile (se solo potessero) anche per andare dalla camera da letto alla toilette.

Barletta come Siena?

Si è tanto sentito parlare in questi anni di rendere Barletta una città a vocazione turistica vista la storia non certo povera di fascino della nostra città e del nostro borgo antico in particolare. Spesso si sono citate a modello città come Siena dove oltre al celeberrimo palio vi è un bellissimo centro storico di epoca medievale rimasto nei secoli intatto nella sua bellezza. Ecco, chi è stato nella città toscana provi ora ad immaginare Piazza del Campo e dintorni immersa nella caciara alla barlettana riassumibile con l'odiosissimo termine ispanico "movida". E soprattutto ne immagini le contrade intasate di sabato sera da file di interminabili di auto, coadiuvate in tutto questo dai tanti emuli alle cime di rapa di "100% Brumotti" a bordo delle ecologiche ma sempre più inquietanti (dal punto di vista puramente estetico) bici elettriche. Questa allo stato attuale è la situazione del nostro centro cittadino. Oggi percorrere Corso Cavour, Corso Garibaldi, Via Cialdini, e, durante i giorni feriali, Corso Vittorio Emanuele equivale a "deliziare" il nostro apparato respiratorio con ogni sorta di gas di scarico.

Si è provato negli ultimi due decenni a disincentivare il traffico veicolare in centro per mezzo dei parcheggi a pagamento (anche se il fine ultimo di questi, era , è, e sempre sarà quello di fare cassa), ma da queste latitudini è sufficiente azionare le "quattro frecce" ed il disincentivo al traffico veicolare va a farsi benedire.

La viabilità che non piace ai cittadini

In questi giorni pare si stia ventilando la possibilità di chiudere il centro storico al traffico veicolare. Sarebbe cosa buona e giusta, magari da estendere in futuro all'intero nucleo originario della nostra città che comprende anche Piazza Plebiscito e Corso Vittorio Emanuele sino al vecchio ospedale. Ma vista l'accoglienza non certo calorosa con la quale è stata salutata la pedonalizzazione di Piazza Caduti, non facciamo certo fatica ad immaginare l'irritazione dei cultori dello "struscio" in centro a bordo di un Suv con reggaeton a palla e braccio sinistro rigorosamente fuori dal finestrino. Quindi sarebbe già un enorme successo l'intera pedonalizzazione del piazzale antistante la cattedrale. Certo sarebbe più che un bene se l'amministrazione comunale programmasse un vero e proprio "piano per la viabilità" magari partendo dalla risoluzione di uno dei più gravi e cronici problemi della nostra città: quello dei parcheggi. Un problema che attanaglia soprattutto il nostro centro cittadino visto che l'epoca di costruzione degli edifici presenti è nella stragrande maggioranza dei casi antecedente a tutte le norme susseguitesi negli anni in materia di proporzionalità tra unità abitative ed aree di parcheggio. Un problema che si potrebbe, se non risolvere del tutto, quanto meno attenuare utilizzando magari aree attualmente abbandonate (o quasi) e alla mercè del primo che passa. Del resto non si è fatto così anche per i parcheggi sulla litoranea di Ponente?

Potenziare i mezzi pubblici

Perché se è vero che molte abitudini poco invidiabili del cosiddetto italiano o barlettano medio sono dure a morire, è anche vero che la politica, a qualsiasi livello, deve proporre ed offrire ai cittadini alternative mai fini a sé stesse, come ad esempio potrebbe essere la sola chiusura al traffico veicolare di parte del cosiddetto salotto buono della città, se questa non viene accompagnata dalla soluzione del problema dei parcheggi e – ultimo, ma non certo per importanza - dall'incentivo all'uso dei mezzi pubblici ecosostenibili per i quali Barletta è già da anni all'avanguardia rispetto a molte altre realtà del territorio e non solo.

In conclusione, chi amministra la cosa pubblica dovrebbe quindi elevarsi ed educare i propri amministrati in primis ad un maggiore senso civico e di consentire loro nel medio-lungo termine di godere di una città più vivibile, più pulita, più salubre, più bella. Questo deve fare una classe politica degna di rispetto. Altrimenti resterà sempre e solo lo specchio di una società caratterizzata da chiusura mentale e superficialità. Oltre che da inquinamento e malattie.

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