Associazioni

Barletta, nel bilancio si taglia la cultura, ma solo quella inutile

Associazioni necessarie come "partner" di lavoro. Non bisogna considerarle come subalterne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nota di Nino Vinella.

«Bilancio del Comune: tagli alla cultura uguale "no" agli sprechi? Un'equazione che arroventa il clima politico (come se non bastasse questo caldo torrido) ma che al contempo diffonde pericolosamente l'idea di salvare i nostri conti pubblici risparmiando laddove invece si dovrebbe "investire". E sottolineo bella grande la parola "investire", che significa mettere i nostri soldi (di noi contribuenti) solo ed unicamente in quelle attività culturali capaci di essere vera mente riproduttive di reddito autonomo, cioè di farli fruttare eliminando le nicchie del sottobosco dove possono sempre proliferare i parassiti dei cosiddetti "eventi fini-a-se-stessi" e simili. Ho partecipato alla conferenza-stampa di presentazione del bilancio preventivo, dove il Sindaco Maffei ha difeso questi stanziamenti nell'occhio del ciclone da lui fortemente voluti, definendoli come "misure anti-cicliche" atte a capovolgere l'attuale picchiata in basso dei consumi nel settore culturale e turistico. Basta cioé con le spese a pioggia: occorre passare dai giri viziosi ai circuiti virtuosi che efficentino innanzitutto le risorse umane impegnate (laureati, specializzati e quant'altro) come anche i metodi e le buone prassi premianti il nostro territorio».

«Più che lanciare un appello o una formale difesa d'ufficio visto che non ci pensano nemmeno ampi strati della stessa maggioranza a Palazzo di Città, adesso sposto il riflettore sul movimento delle Associazioni e delle Organizzazioni di volontariato, a torto ritenute subalterne o gregarie, per le quali lo stesso Sindaco ci aveva richiesto un nuovo regolamento di tipo avanzato: laddove cioè questi nostri organismi aumentano di ruolo e divengano veri e propri "partner" dell'attività amministrativa nel settore culturale, non già meri destinatari di contributi o di patrocinio slegato dalla generale visione delle politiche di sviluppo. Dopo un (abbastanza) lungo percorso di consultazioni e di incontri, le Associazioni firmatarie hanno presentato la bozza di regolamento, che ha rappresentato un grosso passo avanti in quella direzione di coinvolgere la cittadinanza attiva direttamente dalla base democratica ed operosa, munita delle necessarie competenze e di quella continuità voluta anche dal legislatore del cosiddetto "terzo settore", importante per i risvolti giuridici e come fiscalità di vantaggio a favore della collettività che ci risparmia sempre. Occorre però attuarlo questo regolamento ed agganciarlo ai centri di spesa del bilancio, cioè validarlo con l'esperienza dei fatti e dei comportamenti concreti. In città abbiamo tutte le forze mentali, le personalità, le progettualità e le idee necessarie a far diventare la cultura non la bambola matriosca mangiasoldi dei soliti furbetti ed esperti/consulenti di turno ma una componente essenziale di quella Barletta dove oggi, forse, ci sono meno danari da spendere ma che li vuole "investire" nei contenuti professionali, manageriali, di vero pubblico interesse e soprattutto misurabili in quanto a ritorni sul territorio».

Bozza regolamentoDocumento PDF
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