Villa Bonelli
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La città

Barletta fuori dai finanziamenti del Pnrr, ma c'è l'ipotesi di scorrimenti in graduatoria

La città potrà ottenere i 43 milioni di euro che attendeva con scorrimento o con un rifinanziamento del bando PinQua

Restano sospesi i 43 milioni di euro per alcune opere che dovrebbe (o avrebbero dovuto) stravolgere il volto di Barletta entro il 2026. La città della Disfida, infatti, non figura tra le 159 proposte progettuali di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica ammesse ai finanziamenti ministeriali, per un totale di 2,8 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Tra le città che invece riceveranno i finanziamenti ci sono le vicine Andria e Trani, ma c'è anche Bari la cui proposta di riorganizzare l'area della stazione centrale è tra gli 8 progetti pilota del ministero. In allegato, la graduatoria di tutte le proposte progettuali ammesse.Ad ogni modo, ben il 40% di quei fondi sono stati destinati al Mezzogiorno, ma è una percentuale da cui Barletta, per il momento, resta esclusa. Le proposte presentate dal Comune sono state ritenute ammissibili dalla Commissione giudicatrice, ma evidentemente si sono classificate sotto le 159 ammesse e per questo non compaiono tra quelle finanziate. Ma non tutto è perduto perché le proposte, che per adesso non riceveranno finanziamenti, potranno riceverli in futuro, sempre "se verranno reperite ulteriori risorse", fanno sapere dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. Si tratta, tuttavia, di un'ipotesi su cui non sono stati forniti maggiori dettagli.

In alternativa, qualche finanziamento potrebbe arrivare prima del previsto se qualcuno tra gli enti beneficiari non dovesse trasmettere al ministero, entro il 7 novembre, "il cronoprogramma dei singoli progetti, rimodulato sulla nuova scadenza per confermare la volontà di aderire al programma". In questo caso, infatti, "si provvederà allo scorrimento della graduatoria". E lo scenario di scorrimenti continui di graduatoria nei prossimi 30 giorni non è così distante da quello che potrebbe effettivamente accadere perché per ora ad essere ammessi ai finanziamenti sono state solo delle proposte progettuali.

Questo significa che adesso, la sfida dei Comuni sarà quella di realizzare i progetti in tempi adeguati ad ottenere effettivamente le risorse utili alla realizzazione. Uno scenario segnalato anche dal segretario generale della Cgil, Biagio D'Alberto: «C'è un rischio concreto che i Comuni non siano in grado di costruire progetti per partecipare ai bandi», ha detto.

I progetti nei quartieri Borgovilla, Settefrati e Centro storico

Andando nel dettaglio, le proposte progettuali del Comune di Barletta hanno un valore complessivo di più di 43 milioni e mezzo di euro di cui 15 milioni destinati agli interventi di riqualificazione elaborati per il Centro storico, altri 15 milioni per il quartiere Settefrati e 13 milioni e mezzo per il quartiere Borgovilla.
Ambito Borgovilla
  • Restauro e riutilizzo di Villa Bonelli e adeguamenti per l'ex Chiesa della Sacra Famiglia, con la realizzazione di una bibliomediateca nella palazzina ubicata nella villa Bonelli, aggregata funzionalmente all'auditorium della Sacra Famiglia.
  • Riqualificazione di largo Ariosto con intervento di impermeabilizzazione e intervento integrato di street art orizzontale e verticale per la polifunzionalità della piazza.
  • Realizzazione di un'area verde presso il fronte urbano a ovest della città nei pressi dell'ospedale "Dimiccoli".
  • Efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica con lampade a basso consumo energetico.
Ambito Settefrati
  • Restauro e recupero funzionale dell'ex convento Santa Maria della Vittoria (ex Caserma Lamormora – ex Anagrafe).
  • Riqualificazione e valorizzazione del giardino di Palazzo Della Marra.
  • Recupero e riqualificazione Mura del Carmine.
  • Recupero e riutilizzo della Sottostazione della Teleferica sulla litoranea di Ponente Pietro Mennea.
Ambito Centro storico
  • Manutenzione straordinaria dell'edifico ex Convento di Santa Lucia e sistemazione delle sue pertinenze.
  • Rigenerazione morfologica e riassetto funzionale dell'area del Castello, via Carlo Cafiero.
  • Copertura viabilità carrabile antistante il Castello.
L'amministrazione aveva parlato di «un regalo per la città» che visti gli esiti si spera sia solo rimandato. «Quel che conta - dicevano da Palazzo di città - è avere la possibilità di restituire decoro e fruizione collettiva sia agli ambiti urbani della città coinvolti, che ad alcune testimonianze del patrimonio storico/monumentale da tempo in condizioni degradate».
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  • Fondi e finanziamenti
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