Barletta Fotografica racconta la
Barletta Fotografica racconta la "città delle donne"
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Barletta Fotografica racconta la "città delle donne"

La mostra fotografica sarà aperta al pubblico fino all'11 marzo presso la galleria del Curci

Anche quest'anno, come ormai ogni 8 marzo a questa parte, ricorre la "Festa della Donna". In realtà, se si dovessero analizzare i dati riguardanti i femminicidi e la generale violenza sulle donne che sempre più divampano come un fuoco inestinguibile, ci sarebbe ben poco da festeggiare eppure proprio certe ricorrenze servono a creare, quanto meno, dei brevi momenti di riflessione utili a sensibilizzare ognuno su tematiche tanto discusse, qual è quella del ruolo della donna nella società odierna.

Partendo da questo assunto, l'ormai conosciuto gruppo amatoriale "Barletta Fotografica" ha deciso di organizzare dal 6 all'11 marzo una mostra di scatti, presso la galleria del Teatro Curci, intitolata "La Città delle Donne" e dedicata all'universo femminile di Barletta. Dunque, un'analisi prospettica di come la figura della donna si sia evoluta negli ultimi anni, nel microcosmo cittadino, in cui figura predominante era quella maschile. Per comprendere approfonditamente di cosa tratti tale esposizione fotografica, abbiamo intervistato Costantino Sardaro e Fabio Corcella, due dei rappresentanti del gruppo, in un bar del centro storico.

Quale significato avete attribuito alla mostra "La Città delle Donne"?
«Per noi è importante raccontare la donna odierna e delle sue abitudini a Barletta, seguendo anche l'evoluzione del suo ruolo negli anni. Osservando le fotografie esposte, ci si accorge delle differenze tra il mondo femminile moderno e quello del passato. Altra prerogativa che ci siamo posti, è stata quella di relazionare i luoghi più suggestivi della nostra città con la figura "donna", descrivendola in tutte le sue sfaccettature con circa 70 scatti di 14 fotografi diversi, grazie alla forza delle immagini che riescono, a mettere in risalto ciò che durante la quotidianità sfugge agli occhi».

Fulcro della mostra, è proprio il potere evocativo della fotografia, capace di scatenare la forza immaginifica della mente che riesce senza difficoltà a ricreare, delle situazioni narrate attraverso gli scatti, i suoni ed il paesaggio che l'obiettivo, per limite strutturale non può registrare.

Finora, com'è stato il riscontro con la cittadinanza riguardo la mostra?
«L'affluenza è stata ottima, soprattutto nel giorno della cerimonia d'inaugurazione – a cui ha partecipato anche l'atleta barlettana Veronica Inglese - ma anche successivamente abbiamo registrato moltissimi visitatori, tra curiosi e fotografi che vogliono conoscere le tematiche alla base di tale esposizione fotografica. Per Barletta sembra essere un richiamo forte ad osservare ogni scatto e ci teniamo a sottolineare che questa nostra idea è una novità assoluta».

In concomitanza con la vostra iniziativa, ci saranno altri eventi?
«Sabato 10 marzo, alle ore 18.30, sempre presso la galleria del Curci abbiamo invitato scrittori, poeti e musicisti per un evento – a cura di Francesco Paolo Dellaquila, con le voci narranti di Giovanni Fimmiani e Dolores Rotunno e musiche di Francesca Musti – sempre inerente alla donna rivisitata attraverso le principali varianti artistiche».

La passione per la fotografia da parte di questi amatori è di certo talmente grande da raggiungere la narrazione di eventi, catturando con le loro reflex semplici gesti quotidiani che, esposti al pubblico, assumono una valenza evocativa ed artistica invidiabile. Alla domanda su quali luoghi potrebbero rappresentare al meglio l'universo locale della donna, Costantino Sardaro e Fabio Corcella hanno risposto: «A livello cittadino e tradizionale, la casa e la chiesa descrivono quella che è la donna ed il suo influsso positivo in ambito sociale. Se si dovesse pensare, poi, a quale ora del giorno possa richiamarne la figura, sarebbe sicuramente la mattina perché è il momento in cui la donna è lavoro che sia in ufficio o in casa». Tra le attività predilette dalle donne, secondo i due fotoamatori, ci sarebbero lo sport – a detta loro, molte le donne che fanno jogging sul lungomare a Barletta. «Pur consapevoli della preminenza di scatti sul centro storico, il nostro impegno è rivolto anche ad inserire, sempre in maniera artistica, la periferia come realtà viva della città».

Inoltre, ogni mostra organizzata da "Barletta Fotografica" è un modo per avvicinare la gente alla fotografia utilizzandola come canale preferenziale di dialogo generazionale. «Al sud, purtroppo, la fotografia è vista come un'arte giovane che nonostante i suoi 150 anni di storia, non è apprezzata come dovrebbe. Con essa si può infatti, "congelare" un paesaggio, in un momento definito, in tutti i suoi particolari. «Periodicamente prepariamo delle passeggiate fotografiche in giro per la città, ma spesso i partecipanti provengono da altre città» hanno riferito, aggiungendo poi: «Molti turisti sono attirati dalle nostre foto e addirittura, in alcuni casi, c'è stato chi ha chiesto come sia la vita a Barletta per trasferirvisi». "Barletta Fotografica" ha anche una pagina dedicata su Facebook che conta più di 3300 iscritti e reperibile al seguente indirizzo.

Non si tratta dunque di arte fine a se stessa ma, di un modo innovativo di descrivere e raccontare un piccolo angolo di mondo che all'occhio pigro ed abitudinario potrebbe apparire come normale e non necessario. E' forse questo il fine ultimo della fotografia, rendere sconosciuto almeno per una frazione di secondo qualcosa di noto, riscoprendo quella curiosità mista ad ingenuità ed immaginazione che da bambini rende ogni particolare, una sorprendente scoperta.
15 foto"La Città delle Donne" ecco la mostra organizzata da "Barletta Fotografica"
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