Bruno Lattanzio
Bruno Lattanzio
Politica

Barletta-Europee 2014: un amore non nato?

«Adesso si auspicano ricadute positive sul territorio», scrive Bruno Lattanzio

I numeri di Barletta parlano chiaro:
  • Europee 2009: votanti 51.966 (70,15%)
  • Europee 2014: votanti 30.682 (40,37%)
Un crollo. Astensionismo di e/o per protesta? Menefreghismo? Scarsa fiducia nell'Europa? Può darsi.

Certo è che nella primavera del 2009 ci si sfidava per le prime (ed uniche) elezioni della Provincia BAT, con il compianto barlettano Francesco Salerno, l'andriese Pina Marmo e il canosino Francesco Ventola (che risulterà vincitore) a contendersi lo scranno di Presidente e ricordo nitidamente i vari candidati che si affannavano ad associare quanto più possibile la propria figura all'importante "euro candidato" di turno, salvo poi chiedere ai propri elettori di non far mancare soprattutto il proprio sostegno alla competizione elettorale per le poltrone più nostrane. Questo non va sottovalutato, soprattutto per un'analisi politica locale.

Alle Europee sfruttando forse il vento renziano, a distanza di un anno dalla comunali, il PD barlettano è riuscito a mantenere un trend positivo, attestandosi come il partito più suffragato con il 38%, seguito dai 5 Stelle (31%) e Forza Italia (19%). Certo c'è un "Effetto Renzi" dietro ad un risultato che negli ultimi anni sia alle politiche che alle Europee aveva visto la città di Barletta premiare prevalentemente il Centro-Destra e, recentemente, il Movimento 5 Stelle. Ma oltre il dato dei voti di lista, è opportuno notare come il PD sia riuscito ad esprimere grosso modo 8700 preferenze (gran parte delle quali sono andate alla pugliese, risultata poi eletta, Elena Gentile) nei confronti dei propri candidati: ciò evidenzia una capacità ancora forte dei dirigenti del partito locale di incidere sulla scelta dei candidati e non solo sul consenso di opinione. Al Partito Democratico, però, va riconosciuto un altro merito, quello di aver intrapreso, da qualche mese a questa parte, un dialogo continuo e plurale con la cittadinanza: con l'istituzione delle commissioni di lavoro aperte a tutti, il Segretario cittadino Franco Ferrara ha voluto dare il via ad una fase di riavvicinamento tra le istituzioni, i cittadini e le associazioni, cercando di fungere anche da guida (oltre, ovviamente, che da supporto continuo) all'Amministrazione comunale. Dal registro delle unoni civili, alla questione dell'isola ecologica, fino al piano delle coste il Partito Democratico è all'ascolto delle richieste, delle esigenze e delle proposte della città, incaricandosi poi, tramite le sue donne e i suoi uomini nelle istituzioni, di portare la discussione nelle sedi decisionali più opportune, quali la Giunta o il Consiglio Comunale.

Adesso non resta che uscire da un certo torpore e dare slancio all'azione amministrativa, dando concretezza a tanti buoni propositi enunciati in campagna elettorale e nei mesi successivi: realizzare progetti anche piccoli, ma che servano a dare fiato ad una città un po' in apnea e che attende solo lo slancio giusto per ripartire, come sta provando a fare tutta l'economia italiana grazie anche alle azioni del Governo Renzi. Bisogna assumersi la responsabilità di governare e di mettere in pratica quel che serve, anche osare, perchè dietro quel 60% di astenuti barlettani potrebbe celarsi la stanchezza di chi è abituato a sentire promesse e dopo la protesta o la proposta, aspetta come il pane la concretezza dei fatti.

[Bruno Lattanzio]
Sul versante opposto, ma partendo dal tema comune delle elezioni europee, scrive oggi su BarlettaViva anche Riccardo Memeo.
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