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Politica

4 miliardi di euro, ecco il costo del gioco d'azzardo per i pugliesi

Interviene il M5S nella Settimana per il contrasto al gioco d'azzardo

Una mozione per la Costituzione dell'Osservatorio regionale sul Gap e un modello di regolamento comunale per definire parametri più stringenti per i centri scommesse e le attività che installano slot machines. Oltre alla mappatura delle sale da gioco e dei punti vendita in cui si effettuano scommesse presenti nei comuni pugliesi e ad una serie di incontri di sensibilizzazione sul tema della ludopatia. Queste le iniziative che il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle ha presentato qualche giorno fa nell'incontro con la stampa per promuovere la "Settimana per il contrasto al gioco d'azzardo". Ad illustrarle la consigliera regionale Grazia Di Bari, insieme ai colleghi Mario Conca, Marco Galante e Gianluca Bozzetti.

"Siamo di fronte ad una piaga con altissimi costi sociali - secondo i consiglieri pentastellati - che viene addirittura incentivata dal Governo nazionale". Una contraddizione evidente nel fatto che "se da un lato il Ministero della Salute inserisce la ludopatia all'interno dei Lea (livelli essenziali di assistenza), dall'altro la legge di stabilità 2016 prevede il rilascio di circa 10mila rinnovi di concessioni in scadenza e di oltre 5mila nuove concessioni".

A fornire i dati sulla situazione in Puglia il consigliere Mario Conca: "stando al 'Rapporto del gioco legale ed illegale nelle province italiane e l'usura collegata' presentato dalla Consulta nazionale Antiusura a Bari, la spesa pro capite media è di oltre 1000 euro all'anno. Il gioco d'azzardo, solo nella nostra regione, costa ai pugliesi circa 4 miliardi di euro. Secondo i numeri forniti dall'associazione delle sale da gioco autorizzate Agipro e dalle Forze dell'ordine, nel 2014 in Puglia ci sono state 2 agenzie non autorizzate per ogni punto scommesse regolare: parliamo dei Centri di trasmissione dati senza autorizzazione (raddoppiati dal 2013 a 1500 mentre le sale regolari sono circa 800) che non sono vincolati da nessuna legge. Allargando lo sguardo a livello nazionale, "sono 2 milioni i soggetti a rischio dipendenza e 800mila i giocatori patologici. Un dramma che ha un costo sociale di circa 6 miliardi di euro secondo il Codacons, a fronte degli 8 miliardi incassati dallo Stato nel 2014. Dato ancora più significativo quello riguardante i giovani che secondo l'Istituto di fisiologia clinica Cnr di Pisa, sarebbero quasi 600mila, con un incremento annuo del 13 per cento circa".

Chi sono le vittime del gioco? "E' un problema che investe tutte le categorie sociali - ha spiegato il consigliere Marco Galante - e chi ne paga più pesantemente le conseguenze sono gli appartenenti alle fasce più disagiate, che tentano la fortuna finendo in una spirale autodistruttiva. Si tratta di una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all'impulso di giocare o fare scommesse, e chi ne è affetto trascura lo studio, il lavoro, gli affetti, arrivando a commettere atti illeciti o spingendosi addirittura al suicidio". "Di qui la necessità - ha ribadito la consigliera Di Bari - di mettere in campo tutte le iniziative politiche e civiche per il contrasto alla diffusione della ludopatia, a partire dalla mozione che presenteremo in Consiglio regionale per impegnare la Giunta regionale a dare seguito a quanto previsto dalla legge regionale 43/2013 e mai attuato. Allo stesso modo sottoporremo ai consigli comunali pugliesi (il primo sarà quello di Andria) un regolamento per rendere ancora più efficace l'attività di controllo e contrasto e con l'aiuto dei gruppi locali promuoveremo incontri nelle scuole, nei centri di aggregazione per diffondere la conoscenza di un problema troppo spesso sottovalutato".
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