
Parcheggi eliminati “in anticipo”: «quando la prevenzione diventa disagio»
La segnalazione di un lettore su via Cialdini
mercoledì 21 gennaio 2026
iReport
«Abito in Piazza Plebiscito e svolgo la mia attività professionale in via Cialdini, a pochi metri dalla piazza. Chi vive o lavora in questa zona sa bene quanto sia già oggi complesso trovare parcheggio: siamo nel cuore della città, a ridosso del Comune, di numerosi uffici pubblici e privati e, soprattutto nelle ore serali, di ristoranti, pizzerie e bar che rendono l'area viva e frequentata.
Da qualche giorno, però, la situazione è ulteriormente peggiorata. Dipendenti comunali, coordinati dai responsabili dell'ufficio traffico, hanno eliminato almeno una decina di posti auto, riducendo in modo significativo le già scarse possibilità di sosta. La motivazione addotta sarebbe il previsto trasferimento – in data non ancora definita – di una scuola elementare, o di alcune classi della stessa, proprio in questa zona.
Ed è qui che sorge spontanea una domanda: qual è la logica di questo modo di operare?
Si è deciso di creare un disagio immediato e concreto a residenti, professionisti, lavoratori, clienti e frequentatori della zona sulla base di un evento futuro, incerto nei tempi e ancora non attuato. Le classi, infatti, non si sono ancora trasferite, e non è dato sapere quando ciò avverrà realmente.
Ma c'è di più. Anche ipotizzando che il trasferimento avvenga, è evidente che il flusso dei bambini – che giustamente deve essere tutelato e protetto – si concentrerà in precisi momenti della giornata: l'ingresso e l'uscita da scuola, prevalentemente nelle ore mattutine e nel primo pomeriggio. Non certo la sera, quando la zona si anima per le attività di ristorazione, né tantomeno la domenica o nei giorni festivi.
Perché allora eliminare posti auto in modo permanente, senza prevedere soluzioni flessibili o temporanee? Perché non intervenire solo quando e se il trasferimento sarà effettivo, modulando le limitazioni in base agli orari scolastici? Esistono strumenti chiari: segnaletica oraria, dissuasori removibili, controlli mirati. Soluzioni che permetterebbero di coniugare sicurezza e vivibilità senza penalizzare indiscriminatamente tutti.
Il risultato, invece, è sotto gli occhi di chiunque frequenti la zona: più traffico, più auto che girano a vuoto, più stress, più tempo perso. Un danno non solo per i cittadini, ma anche per le attività economiche, già messe a dura prova in questi anni.
Nessuno mette in discussione la necessità di garantire sicurezza ai bambini. Ma la buona amministrazione si misura anche nella capacità di pianificare con buon senso, evitando interventi rigidi e anticipati che producono solo malcontento e disservizi.
Sarebbe auspicabile che l'Amministrazione comunale rivedesse questa decisione, aprendo un confronto con residenti e operatori della zona e adottando soluzioni proporzionate, temporanee e realmente utili. Perché una città funziona meglio quando le regole tengono conto della realtà quotidiana di chi la vive».
Un lettore
Da qualche giorno, però, la situazione è ulteriormente peggiorata. Dipendenti comunali, coordinati dai responsabili dell'ufficio traffico, hanno eliminato almeno una decina di posti auto, riducendo in modo significativo le già scarse possibilità di sosta. La motivazione addotta sarebbe il previsto trasferimento – in data non ancora definita – di una scuola elementare, o di alcune classi della stessa, proprio in questa zona.
Ed è qui che sorge spontanea una domanda: qual è la logica di questo modo di operare?
Si è deciso di creare un disagio immediato e concreto a residenti, professionisti, lavoratori, clienti e frequentatori della zona sulla base di un evento futuro, incerto nei tempi e ancora non attuato. Le classi, infatti, non si sono ancora trasferite, e non è dato sapere quando ciò avverrà realmente.
Ma c'è di più. Anche ipotizzando che il trasferimento avvenga, è evidente che il flusso dei bambini – che giustamente deve essere tutelato e protetto – si concentrerà in precisi momenti della giornata: l'ingresso e l'uscita da scuola, prevalentemente nelle ore mattutine e nel primo pomeriggio. Non certo la sera, quando la zona si anima per le attività di ristorazione, né tantomeno la domenica o nei giorni festivi.
Perché allora eliminare posti auto in modo permanente, senza prevedere soluzioni flessibili o temporanee? Perché non intervenire solo quando e se il trasferimento sarà effettivo, modulando le limitazioni in base agli orari scolastici? Esistono strumenti chiari: segnaletica oraria, dissuasori removibili, controlli mirati. Soluzioni che permetterebbero di coniugare sicurezza e vivibilità senza penalizzare indiscriminatamente tutti.
Il risultato, invece, è sotto gli occhi di chiunque frequenti la zona: più traffico, più auto che girano a vuoto, più stress, più tempo perso. Un danno non solo per i cittadini, ma anche per le attività economiche, già messe a dura prova in questi anni.
Nessuno mette in discussione la necessità di garantire sicurezza ai bambini. Ma la buona amministrazione si misura anche nella capacità di pianificare con buon senso, evitando interventi rigidi e anticipati che producono solo malcontento e disservizi.
Sarebbe auspicabile che l'Amministrazione comunale rivedesse questa decisione, aprendo un confronto con residenti e operatori della zona e adottando soluzioni proporzionate, temporanee e realmente utili. Perché una città funziona meglio quando le regole tengono conto della realtà quotidiana di chi la vive».
Un lettore
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