Dario Venitucci, centrocampista del Barletta Calcio
Dario Venitucci, centrocampista del Barletta Calcio
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Venitucci: «Teniamo i piedi per terra e lavoriamo con umiltà»

Le sensazioni del jolly biancorosso dopo l'esordio ed in vista del derby

La sua duttilità gli permette di giocare tranquillamente e con buon rendimento sia a centrocampo che in attacco, ed anche sabato contro il Messina lo ha dimostrato, partendo nel tridente offensivo con Fall e Floriano e retrocedendo a centrocampo dopo l'ingresso di D'Errico. Il suo lavoro di raccordo tra zona nevralgica e zona offensiva, risulta decisivo per dare equilibrio alla squadra: avrete ormai capito, stiamo parlando di Dario Venitucci. Il 27enne numero 10 scuola Juve rappresenta uno degli elementi più importanti del Barletta 2014-2015 ed il suo ruolo appare fondamentale dentro e fuori dal campo. All'indomani del successo all'esordio in campionato contro il Messina e a tre giorni dal derby del "Via del Mare" abbiamo ascoltato quelle che sono le sue idee e le sue sensazioni sul momento della squadra biancorossa:


Dario, sabato abbiamo visto una squadra umile, unita e compatta che caparbiamente ha raggiunto il risultato positivo, pensi che sia questa la strada giusta sulla quale proseguire?
«Penso proprio di si, questo è un campionato molto difficile dove bisogna essere compatti, sacrificarsi ed essere umili puntando a risolvere le partite con delle giocate importanti in avanti, cosa che abbiamo fatto contro il Messina».

Cosa pensi che vi sia mancato invece nella gara contro i siciliani aldilà dei tre punti conquistati?
«Di certo bisogna sempre migliorare. Come ho detto, certamente siamo stati compatti ma è anche vero che forse avremmo dovuto sfruttare meglio le numerose occasioni avute per sbloccare prima il match e spezzare subito la loro resistenza. Allo stesso tempo, probabilmente potevamo gestire meglio i minuti finali, ma va bene così».

La tua duttilità ti permette di giocare sia in attacco che a centrocampo con una certa facilità. Ma qual è il ruolo che preferisci?
«Ho ricoperto quasi tutti i ruoli dalla metà campo in avanti, e sono a disposizione del mister e della squadra, per la quale sono pronto a sacrificarmi. Spero che, magari più in là, quando la condizione sarà migliore, possa crescere anche la possibilità di concludere a rete».

Il mercato si è chiuso lunedì con l'arrivo di Meola e la partenza di Maccarone, Mantovani e D'Errico. Ora, a bocce ferme, che giudizio dai alla rosa? Pensi che l'obiettivo sia sempre categoricamente la salvezza?
«Il nostro obiettivo e quello della società resta sempre quello della salvezza. Bisogna tenere i piedi per terra in un campionato difficilissimo con tante grandi squadre e raggiungere la permanenza, poi se verrà qualcosa in più sarà certamente tanto di guadagnato».

Fisicamente come ti senti? Pensi di poter migliorare la tua condizione?
«Siamo ancora alle prime partite, certamente si può migliorare. Lavoriamo da poco più di due mesi, queste partite, comprese quelle di Coppa ci hanno permesso sicuramente di mettere minuti nelle gambe, ma dal punto di vista fisico non si può che migliorare».

Dal punto di vista psicologico invece, i risultati e i numeri sorridono e aiutano ad affrontare sfide come il derby?
«Credo che non subire gol, in un campionato così, sia una cosa importante, anzi direi fondamentale. Certamente poi, vincere aiuta a tenere alto il morale, dobbiamo però mantenere il profilo basso e l'umiltà, solo così possiamo continuare a far bene e provare a toglierci altre soddisfazioni».

Sabato troveremo probabilmente un Lecce arrabbiato e voglioso di fare la partita per riscattarsi dalla sconfitta di domenica scorsa. Si potrebbe quindi sfruttare la velocità del nostro reparto offensivo?
«Sicuramente noi andiamo a incontrare una delle squadre più forti, se non la più forte. Ci troveremo difronte un attacco composto da Moscardelli e Miccoli, dobbiamo andar li con umiltà e con l'idea di portare a casa qualcosa di positivo».

Tu sei uno dei giocatori con più esperienza. Come si affrontano partite delicate come i derby, dal punto di vista mentale?
«Quello che serve è tanta concentrazione. Nei primi minuti bisogna stare compatti e non lasciare spazio a giocatori che possono farti male in qualsiasi momento. Stando compatti poi dobbiamo cercare di ripartire perchè abbiamo anche noi giocatori di qualità e possiamo dire la nostra».

In chiusura, qual è la tua favorita per la vittoria del campionato?
«Come ho detto siamo in un girone difficilissimo. Mi vengono in mente come squadre che hanno qualcosa in più, Lecce, Salernitana, Benevento e Casertana. Alla fine però l'unico vero giudice è il campo e sarà sempre e solo lui a parlare».
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