Mario Macalli
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Calcio

Sciopero dei calciatori, la dura risposta del presidente della Lega Pro Macalli

«Amareggiato dallo sciopero, se fosse partita con Tommasi, l’AIC sarebbe sottoterra»

È un fiume in piena il presidente della Lega Pro Mario Macalli. Il numero uno della Lega ancora una volta non ha lesinato un attacco nei confronti dell'AIC, in particolar modo di Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione, che ha annunciato lo sciopero dei calciatori di Lega Pro in occasione della prima giornata, inizialmente in programma per domenica 1 settembre. «Non c'è nulla di obbligatorio in questa regola – esordisce Macalli con un intervento telefonico durante un programma di Sportitalia-. Ci sono molte squadre che, nella loro gestione societaria, valutano di poter rinunciare a parte dei contributi e scelgono così di schierare una formazione meno giovane. I soldi sono delle società, e giovedì in assemblea di Lega saranno loro a decidere come spenderli. Ad oggi stiamo parlando del nulla, di ipotesi. Ma non si dica che obblighiamo gli allenatori a usare la calcolatrice, né che creiamo disoccupati: se gioca il vecchio non giocherà il giovane, e viceversa. Non cambia nulla».

Secondo il presidente Macalli, quella dell'età media è soltanto una proposta, e spetterà alle società la decisione definitiva. La scelta dello sciopero è una scelta che il numero uno della Lega Pro reputa al momento insensata, tanto da aprire anche ad altre ipotesi per la redistribuzione dei proventi legati ai giovani, come il calcolo dell'età media su 10 giocatori anziché su 11. Non sono poi mancate parole al vetriolo nei confronti di Damiano Tommasi e di Demetrio Albertini: «L'AIC stessa è cresciuta con un presidente anziano (Campana, ndr), e dico di più: se fosse partita subito con Tommasi, ora sarebbe sottoterra. E anche Albertini, che in Consiglio Federale fa la mummia, che prenda una posizione!».

La risposta di Tommasi arriva sempre durante lo stesso programma. L'ex bandiera della Roma, attualmente ai vertici dell'associazione che riunisce gran parte dei calciatori italiani, è tornato a ribadire i concetti dello sciopero, che non sono legati a motivazioni economiche, ma solo ad una mera meritocrazia: «Questa riforma non permette di schierare in campo la formazione migliore, e questo è un grosso handicap anche davanti ai tifosi, con i quali la base dev'essere la meritocrazia. Il nostro auspicio è che il 29 le società se ne ricordino. La competizione giovane-vecchio è il sale dello sport, e ribadiamo che al centro della protesta non c'è nessuna motivazione economica ma solo meritocratica»

L'ennesima puntata della querelle calciatori-Lega si è consumata oggi pomeriggio. La tappa fondamentale, però, sembra essere fissata a giovedì. Solo allora si saprà se la decisione di scioperare sarà definitiva oppure i calciatori faranno un passo indietro garantendo la regolarità dell'inizio del campionato.
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