Mario Dimiccoli
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Calcio

Mario Dimiccoli rompe il silenzio: «Lotito? Qualcosa c'è, premiata la serietà della società»

Il presidente onorario intervenuto ai microfoni di Antenna Sud ha parlato anche della contestazione

Mario Dimiccoli rompe il silenzio. A circa due mesi dall'ultima apparizione, risalente a metà dicembre in occasione della conferenza stampa congiunta con Michele Dibenedetto, il presidente onorario del Barletta 1922 è tornato a parlare complice anche la vittoria sul Matera e l'affare Lotito. Diversi i temi toccati dal numero 1 biancorosso intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione "Lunedì Puglia" in onda su Antenna Sud e condotta da Cristina Cavallo.

VITTORIA CHE CI VOLEVA

L'analisi del presidente onorario è partita dal successo di ieri contro il Matera, arrivato tre mesi dopo l'ultima volta datata 12 novembre 2023 (3-2 sempre al "Puttilli" contro il Gravina). «Quella di ieri è stata una vittoria che ci voleva dopo tre mesi di astinenza, una boccata di ossigeno per tutto l'ambiente e per i ragazzi. Da oggi testa alla prossima partita perchè c'è ancora tanto da fare».

LOTITO? LUSINGATO, POSSIBILE INCONTRO NEI PROSSIMI GIORNI

Inevitabile il passaggio relativo al presunto interesse di Claudio Lotito per il club «non voglio buttare fumo negli occhi della gente e dire bugie. Con il presidente Lotito - ha affermato Dimiccoli - c'è stato un incontro nel quale ha manifestato la volontà di guardare le carte e io ne sono lusingato. Se personaggi come lui si affacciano e mostrano interesse per noi vuol dire che stiamo lavorando bene, malgrado quello che si dice è un premio a quello che ha fatto questa società che è seria e fatta di gente che lavora per il bene del Barletta. Posso garantire tra l'altro che non si tratta dell'unica situazione in piedi, ci sono altre possibilità di acquisizione. Quel che è certo è che io voglio lasciare la società come è giusto che sia, con Lotito c'è stato un contatto e forse ci vedremo nei prossimi giorni».

LA CONTESTAZIONE? MI HA FATTO MALE, NON LA MERITAVO

Un passaggio anche sulla manifestazione di protesta dei tifosi nei confronti della società andata in scena lo scorso 10 febbraio. «Mi ha fatto male, premetto che il tifoso ha sempre ragione quando polemizza per i risultati che non arrivano, ma sono stati eccessivi. Non mi meritavo questo, ma non importa vado avanti perchè sono un duro che non lascia le cose a metà. Ribadisco la mia volontà di cedere la squadra perchè ho dato tanto in questi anni, è una mia creatura e l'ho fatta crescere. Ringrazio chi ci ha dato una mano in questi anni, non sono stato il solo a portare avanti questa squadra. Devo dire, però che come al solito nel calcio non c'è gratitudine e tutto ciò che si fa è a fondo perduto, mi ha fatto male la volontà di colpire l'uomo, molti devono sciacquarsi la bocca quando parlano di me perchè ho ricevuto critiche ingiuste caldeggiate da persone che si professano tifose del Barletta ma pensano solo ai propri interessi personali, ma il tempo sarà sempre galantuomo è il mio motto di vita. Ora devo salvare la categoria, lavoro h24 per questo e poi si vedrà».

ORA SALVIAMO LA CATEGORIA, DEDICO A ME LA VITTORIA

L'unico pensiero è ora quello di salvare la categoria. «Questa vittoria l'abbiamo aspettata tutti, è di chi lavora per il Barletta e ce ne sono tanti che lo fanno solo per amore e non per lucro. La dedico a me alla mia famiglia che sa cosa ho passato in questi giorni, ora però andiamo avanti perchè nulla è stato fatto, noi siamo concentrati per raggiungere l'obiettivo minimo di questa stagione che è nata male e non vorrei che finisse peggio: non ce lo meritiamo e non me lo merito. Da domani testa alla prossima partita che è la più importante».


  • Asd Barletta 1922
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