Angelo Adamo Gregucci
Angelo Adamo Gregucci
Calcio

L'angolo dell'avversario: Gregucci, «Dai miei voglio una grande prestazione»

L'allenatore della Salernitana alla vigilia della sfida contro il Barletta

Dopo nove anni è tornato a Salerno per guidare i granata all'obiettivo-playoff con vista sulla serie B, e domani sarà proprio il Barletta a testarne qualità e ambizioni nella sua prima all"Arechi". Parliamo di Angelo Adamo Gregucci, ex collaboratore di Roberto Mancini al Manchester City, oggi allenatore della Salernitana. In conferenza stampa ha anticipato i temi della sfida tra cilentani e biancorossi: «Ringrazio Marco Mezzaroma e Claudio Lotito per avermi riportato a Salerno - le sue prime parole riportate da Solosalerno.it- Il nostro minicampionato è ancora più mini, ogni partita è uno scoglio che apre scenari nuovi. Dobbiamo entrare nel gruppo playoff, se sono qui oggettivamente ci sono difficoltà. Vedendo il dvd della partita col Pontedera vien voglia di buttarlo dalla finestra. Questa squadra ha delle difficoltà oggettive, si può solo lavorare per risolverle. Se gli altri si allenano due volte, noi dobbiamo allenarci tre volte, il calcio mi ha insegnato questa ricetta. C'è da mettere a punto un mercato che s'è concluso ieri, conoscerci ed integrare. Dobbiamo ricercare un concetto di squadra diverso da quello che ho visto finora. Solo Maradona vinceva le partite da solo, dobbiamo parlare col noi. Dobbiamo rendere orgoglioso il popolo che rappresentiamo, la prima conquista sarà quella di dare questa identità al nostro popolo, sarà fondamentale conoscendo Salerno e la fede che ha verso la squadra. La sconfitta peggiore è vedere i tifosi andar via a dieci minuti prima della fine».

Si riparte con un solo obiettivo, i playoff: «Possibilmente riportando il grande pubblico all'Arechi - prosegue Gregucci - Spero di far giocare un calcio bello, rappresentativo, orgoglioso. Il valore aggiunto sarà la nostra gente. Non ho dimenticato le partite col Catania e con l'Ascoli, il grande pubblico dell'Arechi. La prima conquista che dobbiamo fare sarà con la nostra gente. Saranno dodici finali ma bisogna ragionare partita per partita. Il pallone è diverso qua, all'epoca mi hanno detto che uno non poteva giocare a pallone ed è arrivato in Nazionale (Molinaro, ndr). Azzeriamo il passato, sono ripartito dall'analizzare lo stato psicologico. Il sistema di gioco è importante ma non è fondamentale. La proprietà ha chiesto di fare i playoff raggiungendo per quella data una condizione psicofisica ottimale. Saranno partite da dentro o fuori, non è fondamentale la posizione di classifica in cui ci arriveremo. La condizione atletica dipende da quella mentale, il gap di gamba lo colmi con la testa. La testa la devono necessariamente accendere. Non ci sono similitudini con la mia precedente esperienza se non le difficoltà, l'unico comune denominatore. I primi 5-6 giorni tutti hanno voglia, c'è una sorta di orgasmo agonistico. Se fossi un calciatore dopo tre esoneri mi porrei degli interrogativi. Non possiamo chiedere niente ai tifosi, le parole se le porta via il vento. Dobbiamo far parlare solo il terreno di gioco».


Diserzione dei tifosi contro il Barletta. Che accoglienza s'aspetta Gregucci?: «In estate non mi ha cercato nessuno, venivo da un'esperienza fantastica a Manchester con gli sceicchi, non volevo mettermi nel tritacarne. Quando mi hanno chiamato da Salerno mi hanno fatto girare il sangue nelle vene ed ho detto dubito si. Ho sempre cercato di essere una persona onesta e trasparente, dopo la fine della precedente esperienza avevo dato priorità alla società che aveva difficoltà, tant'è vero che la Salernitana scomparve. Sono molto legato a quel gruppo di lavoro ed ancora li vengo a trovare. Il pubblico di Salerno mi ha regalato grandissime soddisfazioni, mi aspetto che la Salernitana faccia una grande prestazione».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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