
La città
«Via dei Muratori: la politica indica 16 metri. Chi controlla le tavole?»
La nota dell'imprenditore Aldo Musti
Barletta - venerdì 9 ottobre 2026
Comunicato Stampa
«La pubblicazione all'Albo pretorio, l'8 ottobre 2026, della deliberazione del Consiglio comunale n. 68 del 1° ottobre 2026 su Via dei Muratori offre l'occasione per fare finalmente chiarezza su una vicenda che per anni è sembrata complicata. Bene ha fatto il Consiglio comunale a delimitare l'adozione della variante al tratto compreso tra le Sezioni n. 1 e n. 17. È una scelta che consente di proseguire sul tratto ancora da realizzare, mantenendo separata la situazione del tratto 18–24, che presenta invece questioni diverse e ancora da chiarire». Così l'imprenditore Aldo Musti.
«Per questo ritengo doveroso ringraziare i consiglieri che hanno consentito di riportare la decisione entro un quadro più chiaro e coerente con gli atti. Una coincidenza curiosa, ma significativa: 17 sono le Sezioni del tratto oggi delimitato e 17 sono stati i consiglieri che hanno votato favorevolmente l'emendamento e il provvedimento così modificato. Al di là della politica, quella scelta ha permesso di proseguire nel rispetto delle regole, senza confondere situazioni profondamente diverse. Oggi la distinzione è semplice e molti cittadini l'hanno compresa: il tratto 1–17 deve ancora essere realizzato; il tratto 18–24, invece, è già stato materialmente realizzato negli anni. È una differenza fondamentale.
Sul primo tratto si tratta di completare l'opera. Sul secondo, prima di aggiungere nuovi interventi, bisogna capire se ciò che esiste corrisponda davvero a ciò che la pianificazione ha previsto. E c'è un motivo preciso per cui oggi è ancora necessario parlare del tratto 18–24. La stessa deliberazione n. 68 chiarisce che il procedimento non si esaurisce con questo passaggio: dopo il deposito e le osservazioni, il Consiglio comunale dovrà pronunciarsi definitivamente sulla variante. È quindi proprio in questa fase che le questioni rimaste aperte devono essere chiarite, prima della conclusione del procedimento. Ed è qui che emerge un altro dato molto chiaro: la sede stradale di Via dei Muratori è stata prevista a 16 metri.
Dal PRG del 1971 alla variante urbanistica del 1979, sino alla variante del PRG del 2003 e al DPP (Documento Programmatico Preliminare), predisposto nel 2018 nel percorso verso il nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), quella previsione continua a riemergere.
La politica, nel tempo, ha ribadito l'indirizzo di completare Via dei Muratori. Lo ha fatto nel 2011, nel 2019, negli atti successivi e ancora oggi: la deliberazione n. 68 del 1° ottobre 2026 ha delimitato l'adozione della variante "limitatamente al tratto compreso tra le Sezioni n. 1 e la Sezione n. 17". E allora la domanda è inevitabile: se la previsione urbanistica continua a indicare 16 metri, da quale atto nasce la diversa soluzione progettuale del 2026 sul tratto 18–24 portata in Consiglio comunale il 1° ottobre scorso?
Una domanda ancora più significativa perché il 2025 e il 2026 non rappresentano due progettazioni indipendenti, ma due fasi della stessa progettazione. Se nel 2025 la soluzione risultava coerente con gli indirizzi politici e con la previsione urbanistica consolidata nel tempo, occorre allora capire che cosa sia intervenuto, nella stessa progettazione, per arrivare nel 2026 a una configurazione estesa al tratto 18–24. Il punto non è neppure essere favorevoli o contrari alla pista ciclabile. Prima viene la conformità, poi viene il progetto. Se una strada è prevista a 16 metri e oggi, nel tratto materialmente realizzato, presenta una sezione sensibilmente inferiore, la priorità dovrebbe essere chiarire il rapporto tra stato dei luoghi, pianificazione e atti progettuali.
Questo tema diventa ancora più importante perché la storia di Via dei Muratori dimostra quanto possa pesare una rappresentazione tecnica non perfettamente coerente con gli atti. Un retino mancante o non correttamente riportato, una procedura espropriativa non completata, una tavola che non restituisce con precisione una previsione possono produrre conseguenze destinate a durare per anni. La vicenda che abbiamo davanti dimostra dunque che non basta avere una previsione scritta: occorre che quella previsione venga poi rispettata e correttamente tradotta nei progetti. E allora la domanda, oggi, non riguarda il futuro. Riguarda il progetto 2026. Che cosa è cambiato tra il 2025 e il 2026, all'interno della stessa progettazione? Quale atto, quale scelta tecnica o quale diverso presupposto ha portato a discostarsi da una previsione urbanistica che attraversa decenni di pianificazione? In Consiglio comunale è stato detto dai tecnici che la scelta risponderebbe a ragioni di collegamento dei sottoservizi. Ma i sottoservizi risultavano già previsti nella progettazione di completamento del 2004, richiamata dagli indirizzi politici e dalla sentenza oggetto di questa deliberazione comunale.
Sono domande semplici, alle quali sarebbe utile dare risposte altrettanto semplici. Perché, ancora una volta, la chiarezza non rallenta le opere: serve a capire se ciò che si sta progettando corrisponde davvero a ciò che, per decenni, è stato previsto e deliberato».
«Per questo ritengo doveroso ringraziare i consiglieri che hanno consentito di riportare la decisione entro un quadro più chiaro e coerente con gli atti. Una coincidenza curiosa, ma significativa: 17 sono le Sezioni del tratto oggi delimitato e 17 sono stati i consiglieri che hanno votato favorevolmente l'emendamento e il provvedimento così modificato. Al di là della politica, quella scelta ha permesso di proseguire nel rispetto delle regole, senza confondere situazioni profondamente diverse. Oggi la distinzione è semplice e molti cittadini l'hanno compresa: il tratto 1–17 deve ancora essere realizzato; il tratto 18–24, invece, è già stato materialmente realizzato negli anni. È una differenza fondamentale.
Sul primo tratto si tratta di completare l'opera. Sul secondo, prima di aggiungere nuovi interventi, bisogna capire se ciò che esiste corrisponda davvero a ciò che la pianificazione ha previsto. E c'è un motivo preciso per cui oggi è ancora necessario parlare del tratto 18–24. La stessa deliberazione n. 68 chiarisce che il procedimento non si esaurisce con questo passaggio: dopo il deposito e le osservazioni, il Consiglio comunale dovrà pronunciarsi definitivamente sulla variante. È quindi proprio in questa fase che le questioni rimaste aperte devono essere chiarite, prima della conclusione del procedimento. Ed è qui che emerge un altro dato molto chiaro: la sede stradale di Via dei Muratori è stata prevista a 16 metri.
Dal PRG del 1971 alla variante urbanistica del 1979, sino alla variante del PRG del 2003 e al DPP (Documento Programmatico Preliminare), predisposto nel 2018 nel percorso verso il nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), quella previsione continua a riemergere.
La politica, nel tempo, ha ribadito l'indirizzo di completare Via dei Muratori. Lo ha fatto nel 2011, nel 2019, negli atti successivi e ancora oggi: la deliberazione n. 68 del 1° ottobre 2026 ha delimitato l'adozione della variante "limitatamente al tratto compreso tra le Sezioni n. 1 e la Sezione n. 17". E allora la domanda è inevitabile: se la previsione urbanistica continua a indicare 16 metri, da quale atto nasce la diversa soluzione progettuale del 2026 sul tratto 18–24 portata in Consiglio comunale il 1° ottobre scorso?
Una domanda ancora più significativa perché il 2025 e il 2026 non rappresentano due progettazioni indipendenti, ma due fasi della stessa progettazione. Se nel 2025 la soluzione risultava coerente con gli indirizzi politici e con la previsione urbanistica consolidata nel tempo, occorre allora capire che cosa sia intervenuto, nella stessa progettazione, per arrivare nel 2026 a una configurazione estesa al tratto 18–24. Il punto non è neppure essere favorevoli o contrari alla pista ciclabile. Prima viene la conformità, poi viene il progetto. Se una strada è prevista a 16 metri e oggi, nel tratto materialmente realizzato, presenta una sezione sensibilmente inferiore, la priorità dovrebbe essere chiarire il rapporto tra stato dei luoghi, pianificazione e atti progettuali.
Questo tema diventa ancora più importante perché la storia di Via dei Muratori dimostra quanto possa pesare una rappresentazione tecnica non perfettamente coerente con gli atti. Un retino mancante o non correttamente riportato, una procedura espropriativa non completata, una tavola che non restituisce con precisione una previsione possono produrre conseguenze destinate a durare per anni. La vicenda che abbiamo davanti dimostra dunque che non basta avere una previsione scritta: occorre che quella previsione venga poi rispettata e correttamente tradotta nei progetti. E allora la domanda, oggi, non riguarda il futuro. Riguarda il progetto 2026. Che cosa è cambiato tra il 2025 e il 2026, all'interno della stessa progettazione? Quale atto, quale scelta tecnica o quale diverso presupposto ha portato a discostarsi da una previsione urbanistica che attraversa decenni di pianificazione? In Consiglio comunale è stato detto dai tecnici che la scelta risponderebbe a ragioni di collegamento dei sottoservizi. Ma i sottoservizi risultavano già previsti nella progettazione di completamento del 2004, richiamata dagli indirizzi politici e dalla sentenza oggetto di questa deliberazione comunale.
Sono domande semplici, alle quali sarebbe utile dare risposte altrettanto semplici. Perché, ancora una volta, la chiarezza non rallenta le opere: serve a capire se ciò che si sta progettando corrisponde davvero a ciò che, per decenni, è stato previsto e deliberato».
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